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Caro Lucio
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- Pubblicato: Venerdì, 28 Gennaio 2011 05:19
Non siamo soli, anzi.....
Caro Lucio, ho letto con attenzione e curiosità il tuo scritto. Mi ha meravigliato: ti ritengo (a prescindere dai nostri diversi punti di vista), oltre che un amico, un soggetto acuto ed accorto. Purtroppo, tali qualità non emergono certo dalla lettura della suddetta nota, venata da cattiveria, demagogia di dubbio gusto, arroganza; tutte “virtù”, queste ultime, associate (a mio parere senza fondamento) spesso ad altri soggetti ed usate IMPROPRIAMENTE come arma politica da taluni novelli “strateghi”. Evidentemente, la realtà delle cose e delle persone è diversa dalle chiacchiere e dalle AUTENTICHE mistificazioni, così come la lotta politica è cosa diversa dalla rissa o da qualsivoglia... PIAZZATA. Battuta (che spero accoglierai con spirito) a parte, permettimi alcune riflessioni, o meglio, sottolineature, essendo io parte di quel movimento di persone (da te non considerate), trovante rappresentazione, visiva e nominale, in quel simbolo, ed in quell’aggettivo, contro cui hai inteso lanciare i tuoi velenosi e immotivati strali:
- Va sottolineato, innanzitutto, che hai usato un termine, quale "autocandidatura", in maniera palesemente erronea. Sai bene che il nostro movimento, CERISANO MIA, il quale intende, da qui a primavera, assumere la fattezza, più che di una lista, di UNA SPERANZA PER QUESTO TERRITORIO, è sorto da un’idea, da una filosofia, da un progetto di paese di cui tu, fino a poco tempo fa, hai lungamente condiviso gli indirizzi e gli orientamenti, i medesimi che costituirono l’elemento, teoretico e pratico, di quell’esperienza amministrativa, a cui, tutti (pure tu, nel tuo scritto) facciamo sovente riferimento. L’autocandidatura, come sai, è un esercizio trovante spazio contestualmente a realtà, a entità sociali, ove (risultante aleatorio il fattore partecipativo, povero il dibattito dialettico, esigua la capacità analitica, inesistente l’elemento identitario) centrale risulta la dimensione individualistica: non è il nostro caso, non è il caso di Cerisano Mia, il cui PERCORSO SI STA ESTRINSECANDO su un’analisi collettiva dell’esistente, in particolare delle COMPLESSE PROBLEMATICHE, D’ORDINE CONTABILE ED AMMINISTRATIVO, CHE ATTANAGLIANO la nostra cittadina, e sulle sue prospettive evolutive. Un’analisi, che ha portato TANTI cerisanesi a riconoscere in Fabrizio Zecca l’elemento più adatto (per ragioni sulle quali sarebbe opportuno argomentare, ma che sono agevolmente deducibili) a guidare il percorso di cambiamento, di miglioramento, di trasformazione dell’esistente, cui anela, crediamo, la grande maggioranza di questa comunità. Fatico, sinceramente, a ravvisare gli elementi propri di un’autocandidatura. E’ evidente, che la tua idea, nello specifico, sottende una scarsa considerazione di tutti quelli che hanno inteso, ed intendono, essere parte organica del nostro progetto (e su ciò ritornerò a breve): ciò mi pare poco rispettoso, quanto meno dal punto di vista politico, dell’altrui intelligenza, ma tant’è… forse, ho torto io; probabilmente, il desinare settimanalmente, in compagnia, ha più valenza politica dell’analizzare, dell’incontrarsi, dello scambiarsi idee relativamente agli stringenti bisogni, tangibilmente riguardanti questa comunità! In ogni caso, prima di vituperare, da certe posizioni, le altrui “autocandidature”, nonché le altrui “ambizioni”, io, fossi in te, rifletterei…
- Va sottolineato, che hai inteso contestare, con argomentazioni non congrue, quasi grottesche, il simbolo da noi scelto, la denominazione che abbiamo inteso apporre all’interno di esso, persino un aggettivo. Caro Lucio, ma siamo seri, una volta tanto! Parliamo di cose reali, dei problemi riguardanti i cittadini; iniziamo, se vuoi, a confrontarci sul piano politico e programmatico, ma, per favore, non su tali facezie, alle quali risulta, peraltro, agevole replicare: è vero, il nome della lista trae ispirazione dalle parole del notissimo stornello in cui si decantano le bellezze della nostra cittadina… E ALLORA? Dov’è il problema? Dov’è l’indebita appropriazione? Perché ti sei appuntato sull’aggettivo “mia”? Un attributo componente il titolo di una canzone d’amore verso questa terra: è solo questo, e tu, da buon cerisanese, abitante di questo paese, dovresti saperlo… Che male c’è ad esprimere, anche sul piano politico, tale sentimento? Semmai, il risibile tentativo di voler distorcere il significato semantico di tale bella espressione, CERISANO MIA, oltre che il delegittimare coloro i quali si ritrovano attorno al progetto politico, che si vuole proporre elettoralmente attraverso questo simbolo, potrebbe essere indice di malizia, di una concezione elitaria della partecipazione, di una presuntuosa concezione dell’agone politico, relativamente a cui sarebbe opportuna maggiore cautela. Ah, un’altra domanda: cosa significa “simbolo condiviso solo con se stesso”? Ah, già…noi non contiamo nulla…
- Va sottolineato, poi, il tuo biasimo verso coloro i quali si sottraggono al confronto. Dimmi… Chi si è sottratto? Da parte nostra non è mai mancata la disponibilità all’interlocuzione: io stesso ho preso parte a diverse riunioni, da te organizzate palesando, e SFIDO CHIUNQUE AD AFFERMARE IL CONTRARIO, la voglia di trovare un punto d’incontro sui valori comuni (pensavo fossero tali), sulla comune volontà (pensavo fosse tale) di mandare in soffitta l’attuale modus operandi amministrativo e di rendere un benefico servizio a questa comunità. Ebbene, oggi, dopo quanto, da te, imprudentemente pubblicato, sono indotto a ritenere che, forse, la mia era una mera illusione, il mio era un parlare ai sordi, era probabilmente l’ingenuità di un cerisanese, desideroso di addivenire ad un progetto comune con chi, in seguito, ha seguito (in barba alla coerenza) indirizzi decisamente divergenti da quelli che erano stati i presupposti iniziali, non solo a livello localistico, ma, anche a livello ideale, del suo, ancora corto, percorso politico. Che delusione…
- Va sottolineato, il tuo accanimento contro il sito, nonostante esso, in questi anni cupi, sia stato uno dei pochi elementi di contrasto all’imperante antipolitica amministrativa. Io stesso, nelle vesti di Consigliere comunale d’opposizione, in questi mesi, ho avuto, sto avendo, l’opportunità di portare le drammatiche problematiche, devastanti il nostro paese, al di fuori delle anguste stanze comunali, all’attenzione della cittadinanza. E’ questa la disinformazione? E’ disinformazione DENUNCIARE i vulnus provocati a livello contabile e amministrativo, in questi dieci anni? E’ forse mistificazione questa? E poi, ritornando su quanto implicitamente già sottolineato sopra, chi è che delegittima? Ma, per cortesia, non scadiamo nel paradosso!
- Va sottolineato, come dicevo poco fa, che, dalla tua nota, traspare una concezione elitaria del concetto di partecipazione, allorquando hai esplicitato che “le migliori anime del paese” sono con te… Mi pare azzardato sostenere tanto: è come affermare che, coloro i quali non seguono certi intendimenti, non sono degni di far parte di questa “casta”… bene, prendo atto di questo, prendo atto io stesso di non essere, a tuo parere, uno dei “migliori” e, sono sincero, ne sono contento, non avendo io la presunzione di ritenermi depositario della verità assoluta, ma essendo, viceversa, alla ricerca costante di certezze, di conferme alle mie (scusa l’ossimoro concettuale) convinzioni, politiche ed esistenziali, non sottraendomi, ove possibile ed opportuno, al confronto ed al dialogo. Ma, nonostante questo, non posso ritenermi, stando al tuo scritto, alla vostra altezza: me ne farò una ragione, non sarà questo a scoraggiarmi o a distogliermi dalle mie passioni e dal modesto contributo che potrò portare nel dibattito politico, senza dimenticare i miei DOVERI consiliari, ai quali continuerò, nei limiti delle mie possibilità, ad adempiere, fino al termine del mandato, con il rigore, la serietà e il senso di responsabilità cui sono tenuti TUTTI coloro i quali rappresentano una comunità in una sede istituzionale; fortunatamente, per far ciò, in maniera PROFICUA E DIGNITOSA, non occorre essere possessore di alcuna patente classificante la “qualità” dell’indole… basta averla l’indole! L’indole e la volontà, non solo di MISURARSI ELETTORALMENTE e di OPERARE SECONDO COSCIENZA, ma anche di partecipare diuturnamente alle vicende politiche del PAESE, di VIVERLO, di comprenderne le specificità, di lavorare, in ultima analisi, PER esso!
-Va sottolineato, e mi dispiace, l’intransigente arroccamento che palesi, indicante debolezza: una debolezza, la tua, che POTREBBE (sotto ogni punto di vista…) realmente portare giovamento, in termini elettorali, ai nostri VERI AVVERSARI, ai “centristi”successori dell’attuale amministrazione, a coloro i quali, con irritante impudenza, si propongono di completare l’opera (distruttiva) progettata e pertinacemente attuata dal 2001 ad oggi. Ma, riguardo a questo, noi di Cerisano Mia, siamo fiduciosi di riuscire ad evitare l’ennesima caporetto alla nostra realtà cittadina, con l’aiuto di chi vuole bene al paese, di chi apprezza la COERENZA E LA SINCERITA’ INTELLETTUALE, di chi antepone VERAMENTE l’interesse COLLETTIVO a quello particolare. Un obiettivo, il nostro, che raggiungeremo, anche, con l’aiuto di chi diffida dell’alternativa proposta da taluni ESTEMPORANEI politologi, proclivi a sbandierare espressioni verbali, quali Libertà, Partecipazione, Progresso, in maniera populistica e strumentale, senza, però, poi essere conseguenti nell’operato pratico.
-Va, infine, sottolineato, che il fiume verbale del tuo astio, ha colpito principalmente il nostro movimento, sfiorando appena gli altri… Evidentemente, per voi, i principali avversari, coloro che, a prescindere da tutto, vanno ABBATTUTI SENZA PIETA’, siamo noi. Va bene, anche di ciò prendiamo atto, ci fa addirittura piacere, ma, abbiate pazienza, noi non vi renderemo tale onore, riconoscendovi come nostri diretti antagonisti. NO! Non lo faremo, essendo NOI mossi dalla consapevolezza di dover affrontare la difficile sfida di strappare il paese a coloro i quali lo hanno annichilito, svuotandolo, anzi, depredandolo della sua identità, del suo orgoglio, della sua storia, della sua cultura Quell’identità, quella storia, quella cultura, quell’orgoglio, che noi intendiamo donargli di nuovo, con quelle capacità, con quella passione, quella voglia, costituenti l’elemento portante, la linfa della nostra attività politica.
Insomma, nonostante qualcuno non ci consideri tra i migliori, tra gli “eletti”, noi andremo avanti ugualmente, con coraggio e determinazione, con la Speranza e la Fiducia di risultare, effettivamente, ELETTI, ma non ora, bensì in primavera, quando ci sarà da ridare un Sogno a questa nostra comunità!
QUESTO, PER NOI, SIGNIFICA SRADICARE LA SOTTOCULTURA DELL’ORDINARIO; QUESTO E’ L’ELEMENTO CHE, CARO LUCIO, VA SOTTOLINEATO!
Con immutata amicizia Pierfrancesco Greco