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Pubblicato: Giovedì, 13 Settembre 2007 07:20

Image dell'11 settembre

 

 

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NEWS SETTINO: LA GIUNTA HA POCHI MESI  

 

La risposta alla provocazione

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Pubblicato: Lunedì, 27 Agosto 2007 08:50

Gentile editore
 

ho appena espresso il mio voto in merito al sondaggio lanciato. Rinuncio alla segretezza della preferenza espressa e la rendo palese: NO!
Al di là della forte amicizia che mi lega ad Attilio e compagnia, devo far fede, senza ipocrisia, a ciò che realmente penso. Pertanto, preferisco motivare la mia determinazione.
Tutto nasce dall'idea, conservata gelosamente, che ancor oggi ho della nostra manifestazione settembrina ovvero, di quell'esperienza che si spinge oltre i confini paesani e si proietta in una dimensione nazionale e perché no, internazionale. Quell'esperienza culturale che l'amministrazione a me amica ha lanciato ed ha coltivato finché ha potuto. Il Festival delle Serre nasce come qualcosa in più di una sagra paesana, al di là dei valori e delle qualità degli artisti nostrani. Oggi le cose sono  cambiate. L'aria, i primi giorni di settembre, non è più magica ma tristemente nostalgica, caratterizzata da una frase che con il trascorrere degli anni sembra essere diventata un luogo comune: " ... te lo ricordi ... ecc." Questo mi spinge a muovere una ulteriore valutazione. Il festival che ci consegnano non ci appartiene, rectius non mi appartiene!- Con la solita franchezza ti dico che per me sarebbe molto più appassionante ascoltare qualche brano cantato da Gianluca  anziché quello suonato da un jazzista di cui disconosco il nome e non ne comprendo l'arte. Ma questo non è il Festival delle Serre. Non è l'idea da sposare quando è al Festival che si pensa. Ed allora, non mi rimane che dire NO ... un No ... legato ad un antico ricordo.

 

Utente cerisanoinerete 

La minoranza sul consiglio:

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Pubblicato: Mercoledì, 04 Luglio 2007 16:20

Arroganza e tracotanza, la vera faccia di “Cerisano Democratica”

 

Ancora una volta, nel Consiglio Comunale di Cerisano, si verifica il problema dell’agibilità democratica a danno dei consiglieri di minoranza del gruppo “Per Cerisano”. E’ l’ennesimo teatrino della politica imbevuta di arroganza e tracotanza, è la faccia scura della medaglia “Cerisano democratica” che ormai non può essere più tollerata, sopportata, legittimata, subita! E’ un’azione di demolizione che ha come obiettivo quello di esautorare il Consiglio Comunale di qualsiasi potere e dovere. Venerdì 29/06/07, in attesa che si potesse esprimere il parere sfavorevole al rendiconto di esercizio 2006, in quanto risultato di una gestione che ha favorito solo la politica e il mero mantenimento della struttura, a danno degli investimenti, dello sviluppo, dei giovani, del paese tout-court, e che si potesse dire “avevamo ragione” sulle Dichiarazioni Programmatiche, in quanto dopo un anno, il Prefetto ha costretto il Sindaco ad inserire come punto all’ordine del giorno l’approvazione delle linee programmatiche non votate nel Consiglio del 24/07/06, la minoranza è stata costretta a lasciare i lavori del Consiglio, in quanto accusata di voler discutere e precisare fatti e atti secondari, non utili  e soprattutto di voler far perdere tempo prezioso per la discussione di altri punti all’ordine del giorno. La minoranza ha fatto solo il suo dovere sostenendo l’improponibilità di due punti all’ordine del giorno, Sostituzione componente commissione elettorale e nomina supplente e Sostituzione componente commissione urbanistica e nomina supplente in  quanto diversamente disposto dalla normativa vigente e specifico regolamento; la minoranza ha chiesto la lettura e la verifica di quanto argomentato, per contro un coro di accuse a conferma che la volontà è solo esclusivamente quella di delegittimare, sminuire, deridere, svalutare, ridimensionare, sindacare e soprattutto superare con la forza dei numeri e del potere esercitato, il ruolo e la dignità del consigliere comunale in quanto espressione della minoranza. E’ ormai un anno, per parlare solo di questa seconda consiliatura a firma Greco, che la politica del Comune di Cerisano è gestita  da un gruppo di attori che sono preoccupati solo di autoconservarsi la poltrona, anzi di tenersela stretta, fosse anche quella di supplente. È ormai un anno che  il gruppo “Per Cerisano” è costretto a lavorare principalmente per sconfessare l’agire non ossequioso della forma e dei regolamenti; è ormai un anno che attraverso il controllo di tutti gli atti amministrativi si verifica e si accerta la correttezza e la trasparenza ; è ormai un anno che appellandosi in primis al Prefetto, si denuncia un modus operandi che tiene distanti e separati l’etica politica dai risultati più o meno raggiunti nell’interesse della collettività. Noi sosteniamo che la forma è sostanza. Sempre! Noi non ci sentiamo più garantiti nel nostro ruolo e  nella possibilità di continuare dignitosamente a fare il nostro dovere. Lasciando il Consiglio Comunale, abbiamo manifestato la nostra inagibilità democratica!

 

 

gruppo consiliare di minoranza “Per Cerisano”

 


Al tuo fianco.....sempre!

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Pubblicato: Domenica, 24 Giugno 2007 08:22
La sede Parrocchiale

Cerisano, 23 giugno 2007

Caro don Enrico,

da tempo pensavamo di scriverti una lettera, attraverso cui stilare e sottoporti una sorta di bilancio provvisorio in merito a quanto avvenuto negli ultimi mesi a Cerisano. Oggi, tuttavia, queste poche parole non corrispondono, precisamente, a tale scopo: esse sono, soprattutto, la semplice, sincera, genuina manifestazione dell’affetto, della stima, dell’amicizia che ci lega a te, quell’amicizia che oggi, se possibile, è ancora più forte, più solida di prima, quell’amicizia che noi, giovani cerisanesi, ostentiamo con gioioso orgoglio. Lo sappiamo, tu preferisci il dialogo faccia a faccia, il confronto diretto, interpersonale, ma, crediamo, che solo imprimendo nero su bianco le nostre riflessioni e i nostri pensieri, potremo dare preclara e pubblica manifestazione di un sentire che trova nel più profondo dell’animo i suoi prodromi. Noi ti siamo grati, caro don Enrico: perché ci ascolti, perché ci comprendi, perché in te abbiamo trovato un sicuro punto di riferimento, in grado di infonderci sicurezza e coraggio nell’affrontare le distorsioni e le contraddizioni di una realtà, come quella cerisanese, alquanto problematica, socialmente frammentata, dominata da un pertinace individualismo, da un diffuso conformismo, da una strisciante omertà. Individualismo, conformismo, omertà: parole forti, nette, per nulla fuori luogo nel caso cerisanese, ove l’individualismo ha lacerato la nostra comunità, ove il conformismo ha addormentato le coscienze, ove l’omertà, per anni, ha coperto col velo dell’indifferenza, o peggio, della contiguità, la ragnatela d’interessi particolaristici e privatistici, tuttora ammorbante la società paesana. Tu l’hai strappata questa ragnatela, promuovendo, attraverso l’instancabile opera catechetica tra i parrocchiani e, in particolare, tra noi giovani, un rinnovato spirito comunitario, un diuturno risveglio delle coscienze, un’entusiasmante propensione all’impegno civico e parrocchiale, che ci ha permesso di aprire gli occhi sui veri problemi, sulla natura reale del disagio sociale affliggente la nostra comunità, a cui sono, a ben riflettere, riconducibili i numerosi refusi di devianza purtroppo ancora spesso presenti in seno ad essa. Grazie a te, caro don Enrico, la società cerisanese sta cambiando, sta migliorando, si sta rinnovando; un rinnovamento che niente e nessuno, tanto meno talune ridicole pulsioni restauratrici e distruttrici, provenienti da settori sociali decisamente minoritari, riuscirà a fermare; un rinnovamento che ha, e che avrà, in noi giovani il volano, la linfa, la spinta propulsiva. Tu, sin dal tuo arrivo, ci hai assegnato questo compito: se allora non potevamo prometterti niente, oggi, dopo sette mesi, possiamo constatare che, grazie a te, vi stiamo adempiendo. Oggi ti assicuriamo, e lo annunciamo a tutta la comunità, che siamo determinati ad andare avanti, con coraggio, con fiducia, con Fede, per completare, come abbiamo già dichiarato alcuni giorni fa, durante l’incontro col Padre Arcivescovo, il cammino di rinascita socio-spirituale intrapreso. Lo faremo insieme, al tuo fianco, come sempre…con te, con don Enrico, il nostro parroco, la nostra guida, il nostro migliore amico.

 

Con smisurato affetto                                                           I Tuoi Giovani

 

 

La Guardia di Finanza "visita" il Comune

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Pubblicato: Venerdì, 15 Giugno 2007 14:07

 

La Guardia di Finanza ha fatto visita al Comune di Cerisano per  visionare atti dalla data del 2001 ad oggi.

E’ quanto afferma stamane il Quotidiano della Calabria in un articolo che apre la pagina di Cosenza e Provincia.

Gli atti visionati dalle Fiamme Gialle pare interessano, sempre secondo il giornale oggi in edicola, il Concorso vinto da Romolo Ottavio Greco  per dirigente dell’ufficio tecnico.

Concorso vinto al momento che rivestiva la carica di assessore con delega al Bilancio e ai LL. PP.

 

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Il Convegno sulla casa del sorriso

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Pubblicato: Domenica, 03 Giugno 2007 08:29
 

A proposito di Confraternite

 

Venerdì primo giugno, nella cappella del Rosario della Chiesa di San Domenico,  è stato illustrato il progetto della “Casa del Sorriso”. Accademia degli “ultimi” ha raccolto delle impressioni che pone all’attenzione dei naviganti. Dopo due secoli di vita della Confraternita del Rosario, spesa, soprattutto, per il mantenimento della monumentale Chiesa e per l’organizzazione delle attività paraliturgiche, alla conclusione del mandato elettivo l’amministrazione laica della confraternita promuove la nobile speranza di dar vita ad un istituto di solidarietà, attraverso l’utilizzo dell’ex convento dei Domenicani, in fase avanzata  di restauro. L’ultimo, in ordine di tempo, ad interessarsi della storia delle confraternite è lo storico Luigi Bilotto, attraverso un paziente studio documentale che, vuoi per una appartenenza di parte, vuoi per una deformazione professionale da storico puro, è omissivo di alcune vere ragioni dell’esistenza delle confraternite nella nostra comunità. Bilotto ci ricorda che il tentativo di dar vita ad una confraternita nella sede parrocchiale è durato meno della stagione necessaria affinché la tramandazione orale possa essere giunta nella nostra epoca. A nostra memoria il tentativo di Don Gabriele Vencia parroco dal 1973 al 2006 di istituire una amministrazione laica alla Parrocchia si è limitato a due trienni con due priori Luigi Mazzuca e Luigi Greco. Ritornando alla vecchia tradizione, con la gestione economica  assunta dallo stesso Parroco. In epoche diverse, stesso risultato. C’è qualcosa di particolare e di unico almeno nella nostra realtà cosentina? Forse si!  

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Dagli anni 50 le confraternite, oltre al mantenimento delle chiese intese come strutture monumentali, si sono occupate tendenzialmente dell’organizzazione delle feste civili in onore della Madonna. A luglio quella del Carmine ad Ottobre quella del Rosario. La gestione era affidata ad un priore coadiuvato da tre assistenti, in carica per un biennio o massimo un triennio. Il priore stesso individuava il suo successore proponendone l’investitura. All’inizio degli anni 80 questa formula cominciò a non funzionare più. Erano poche quattro persone per sobbarcarsi l’organizzazione delle feste e la gestione economica della chiesa, ed era difficile per il priore individuare il suo successore. Le direttive diocesane tendevano a istituzionalizzare le confraternite attraverso un regolare atto costitutivo regolarizzato dal notaio, con un’organizzazione di tipo elettivo e così la nuova formula ovviò alle difficoltà di individuare la gestione laica delle confraternite.Gli anni ottanta si identificano come anni di crisi per le confraternite con una difficoltà oggettiva di partecipazione della comunità alla gestione delle stesse. Successivamente le confraternite tentarono una invasione di campo su settori di competenza diversi dall’oggetto sociale delle congreghe. Il Civis eximius su tutti. Probabilmente scaturito dalla ricerca ossessiva di novità a seguito di una forte campagna stampa contro i costi delle feste.  Mentre nella congrega del Rosario la presenza di esperti teologi canalizzava gli sforzi in attività nuove che guardavano ad una chiesa moderna più che ad un vecchio culto. Anche questi ultimi, però, attraverso la spettacolarizzazione delle attività Pasquali e Natalizie, che avevano più un senso di sfida verso l’altra confraternita, alimentando nuove tensioni di origini diverse da quelle che caratterizzarono le due confraternite alla fine dell’800 e per i primi decenni del 900.
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Le tensioni, hanno origine diversa, dunque…. e questo è l’aspetto più delicato e più intrigante di tutto ciò che concerne, lasciateci passare il termine, il folklore che circonda il fenomeno confraternite. A nostro avviso, una delle colossali baggianate, che l’aneddotica sulle congreghe racconta, è quella relativa alla presunta nascita della confraternita del Carmine espressione del popolo contro quella del Rosario espressione della nobiltà. A noi sembra inverosimile questa teoria da entrambe le angolazioni. E’ inverosimile quella relativa alla presunta nobiltà dei rosarianti altrettanto inverosimile quella sui carmelitani popolani rivoluzionari armati di badile, piccone e cazzuola per costruire il proprio avamposto.  Il dipinto ospitato nella cappella della congregazione del rosario che ritrae il Duca Sersale genuflesso davanti alla Vergine del Rosario, conferma che i Sersale fossero congregati del Rosario ma solo perché c’era solo quella chiesa all’epoca. Evidente che cattolici praticanti frequentavano la chiesa del Rosario. L’iconografia ha suggerito di utilizzare il dipinto per alterare la verità. Non si discosta di molto dalla verità, la nostra interpretazione circa l’uso delle confraternite per fidelizzare parte di popolazione. Un reclutamento di popolo per fini diversi da quelli religiosi. Un reclutamento che serviva ad alimentare il potere di due piccole borghesie che si fronteggiavano, due borghesie che guidavano le due confraternite. Vi chiederete quale potere? Provate a pensare che cosa poteva essere Cerisano nei due secoli passati. Ma pensate che alla guida delle confraternite ci possa essere stato uno del popolo? E pensate che alla guida del paese non ci possa essere stato che uno di loro?

 

Continua……..

 

 

 

A Cerisano Bar chiusi!

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Pubblicato: Lunedì, 28 Maggio 2007 16:08

Un lunedì nero

 

 

                                              

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Il titolare del Bar del sole

 

Art 50 comma 7 Dgls 267/2000

 Il sindaco,  coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale e nell'ambito dei criteri eventualmente indicati dalla regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonche', d'intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, al fine di armonizzare l'espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti.

Sulla base della citata fonte normativa  si evince che la regolamentazione del settore commercio spetta al Sindaco, tuttavia il citato comma 7 prevede che tale competenza sia filtrata dall’indirizzo politico espresso dal consiglio comunale nonché dall’intesa con i rappresentanti di categoria: CONFCOMMERCIO e CONFESERCENTI. Il sindaco altresì viene incaricato dalla norma ad armonizzare l’espletamento del servizio stesso. La chiusura simultanea dei bar penalizza l’utente e stimola una riflessione più ampia circa la ratio  che ha suggerito l’idea  del giro di vite sulla chiusura dei locali pubblici. A qualcuno potrebbe apparire come un provvedimento punitivo, tenuto conto che per quanto concerne il turno di chiusura il legislatore in regime di liberalizzazione del settore non ha previsto obblighi. Ovviamente il Comando stazione  CC solerte, rispetta l’Ordinanza del Sindaco con le naturali conseguenze amministrative, per il momento, per i gestori.

La domanda sorge spontanea: Perché il cittadino utente non può frequentare il bar che ritiene opportuno e godere dei servizi che in regime di libera concorrenza i gestori sapranno offrire?

Che cambia se un bar osserva un turno di chiusura?

Se qualcuno sa rispondere ci può scrivere Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

PS: cliccando si può visionare un’ordinanza di un Comune della Toscana :  focalizzate l’attenzione su di una parolina possono e non devono effettuare il turno di chiusura.

 

 

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