C'era una volta la lotta politica 4
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- Pubblicato: Lunedì, 18 Gennaio 2010 06:41
Sul finire degli anni sessanta spopolava il complesso dei Sognatori. Un fenomeno musicale più che artistico, di costume. La loro “fama” varcava persino i limiti territoriali della nostra Cerisano. Vi chiederete: Che attinenza hanno I Sognatori con la politica cerisanese? I Sognatori rappresentarono il ‘68 paesano. Nel loro piccolo identificarono il cambio di costume per quell’epoca, innovativo e per certi versi trasgressivo. Non a caso furono oggetto di una predica domenicale di Don Ciccio Fusaro al quale, nell’occasione, sfuggì una parolaccia nei confronti delle giovani fan dei Sognatori. Il paese cominciava ad affrancarsi anche se a fatica e molto lentamente, dalla divisione storica che ebbe origine come dicevamo sul finire dell’800. I componenti dei Sognatori non appartenevano solo alla famiglia Torrista ma rappresentavano un esempio di “pacificazione”. Gennarino Longo, Salvatore Caracciolo erano rampolli di dirigenti Democristiani, Pinuccio Totera, Franco Chiappetta, Carmelino Pugliano appartenevano a famiglie Torriste. Luigi Bilotto faceva parte di una famiglia Democristiana, ma il suo pensiero politico si evolveva verso sinistra (un fuoriclasse come sempre N.d.A.). In quegli anni il paese era retto dalla Sindacatura del medico Nicola Santoro in carica fino al 1970. Un notabile scelto da Don Ciccio per guidare la lista dello Scudo Crociato viveva a Cosenza e la sua presenza in Municipio era minima. La sua giunta era formata da giovani cerisanesi che potremmo identificare fra i primi a conseguire un titolo di studio superiore: Peppino Marino che ricoprì la carica di Vice Sindaco, Peppino De Luca, Eraldo Barbuto e Carluccio Chiappetta.




