C'era una volta la lotta politica 5
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- Pubblicato: Venerdì, 22 Gennaio 2010 07:20
Gli anni 60 andavano a concludersi, nasceva nel 68 l’Associazione Sportiva Cerisano, i Sognatori cantavano a più voci: Una ragazza in due, il circolo di Cultura di Don Ciccio Fusaro era attivo con le sue conferenze il sabato e le attività ludiche e ricreative durante tutto l’arco dell’anno. Il Maestro Mario Longo era impegnato nell’allestimento degli spettacoli interpretati dai suoi alunni offrendo loro momenti educativi indelebili che negli anni hanno acquistato una valenza storico-culturale notevole. In Comune sedeva sulla poltrona di Sindaco il dottor Nicola Santoro, il notabile di Cerisano che viveva a Cosenza e che aveva lasciato alla sua giunta la guida del paese ovvero al leader maximo la supervisione degli affari politici e amministrativi. Nel PSI si incominciava a pensare alla sostituzione del segretario Ottavio Greco con il giovane e promettente Franco Caputo. Nel corso degli ultimi anni nell’ambito Democristiano emergeva la figura di Carluccio Chiappetta, che Don Ciccio Fusaro identificò quale successore di Nicola Santoro per la carica di Sindaco del paese. Era il 1970 la lista veniva costruita come consuetudine dal parroco del paese e paradossalmente, a differenza di quelle della Torre Civica, mostrava elementi di novità. Si affacciarono sulla scena politica le donne, con la presenza in lista di due professioniste: Emma Caracciolo Caputo maestra elementare e Maria Antonietta Bilotto neolaureata in Lettere. Nella lista compariva Nicola Pellegrino convinto da una corrispondenza con la quale Don Ciccio seppe toccare gli argomenti giusti per convincere la giovane coppia di sposi. Una lettera che ancora oggi viene custodita gelosamente. Aveva già cominciato a perdere i capelli ma aveva soli 26 anni Vincenzo Santelli quando venne cooptato nella lista della DC. Santelli sostiene che quando fu invitato da Don Ciccio Fusaro, pose la condizione che se fosse stato il più votato avrebbe preteso la prima carica. Si tennero le elezioni la Democrazia Cristiana rivinse la competizione elettorale e Vincenzo Santelli risultò il primo a numero di preferenze. Tanto non bastava per guadagnarsi la carica di Sindaco perché come ricordavamo era Carluccio Chiappetta il designato, però ciò era servito quantomeno a sollevare il caso e porre un problema al partito e alla lista. Il partito era guidato da Ciccio Caracciolo che tentò una mediazione con un candidato di superamento proponendo Emma Caracciolo.Tentativo che abortì quasi subito. Non se ne usciva e il partito su pressione di Santelli, decise che i consiglieri avrebbero individuato il Sindaco perché era loro prerogativa votare in consiglio per eleggere il primo cittadino. Santelli, "consigliere anziano", si inventò uno stratagemma: intanto aveva costruito attorno alla sua candidatura una piccola squadra che non era comunque maggioranza, fece votare in ordine di posto così come erano seduti al suo fianco prima “i suoi” sostenitori che gli accordarono la preferenza. Il primo, il secondo, il terzo, il quarto, gli altri non ebbero la forza di contrapporre Chiappetta a Santelli così la votazione fu vinta da Vincenzo Santelli che divenne il Sindaco più giovane nella storia di Cerisano ma aprì una profonda ferita nel partito della Democrazia Cristiana conseguente alla cocente delusione di Carluccio Chiappetta con i risvolti che vi racconteremo nei prossimi capitoli.





