Il 1992 un gruppo di giovanissimi, a seguito di un sopruso dell’amministrazione comunale che interruppe l’erogazione di energia elettrica del campetto di pallavolo dove si svolgeva un torneo, inscenò una protesta che è entrata nella storia politica di questo paese. Questi giovani aderivano al movimento giovanile socialista e autonomamente si determinarono con il blocco della provinciale 113.
È evidente in questi anni, che l’urbanistica ha avuto una gestione separata dalla politica, nel senso che la politica ha avuto difficoltà persino a comprendere quello che accadeva negli uffici deputati alla gestione del territorio. Anzi, è assodato, che chiunque abbia provato a vedere in quello spazio di nessuno ( o di qualcuno) a fare luce nell’oscurità dei processi e delle procedure, è stato politicamente fatto fuori.
La politica, anche quella locale, è solo impegnata nella tradizionale questua delle preferenze, mentre la Calabria sta scivolando verso un punto di non ritorno. Questa volta non metaforicamente bensì, realmente. La nostra cara vecchia provinciale 113 oggi SP 45 era stata già interessata da movimenti franosi l’anno passato ma nessun intervento strutturale è stato realizzato tantomeno programmato. Tutte le strade di pertinenza comunale erano state avvinte da smottamenti e piccole frane, soprattutto nelle zone rurali. Forse si pensò che Giove pluvio non avrebbe più infierito su questa martoriata terra, probabilmente si ritenne che il peggio fosse passato.
Se un anno addietro i solerti politici, tecnici e tecnici-politici del Comune di Cerisano avessero provveduto al ripristino della sede stradale in località Schiucchi, (guarda il video girato ad ottobre 2009) bastavano solo buona volontà e pochi spiccioli, oggi gli abitanti di Cerisano avrebbero qualche problema in meno. L’insipienza con la quale si affrontano i problemi, la negligenza nel programmare gli interventi, l’incapacità di recuperare risorse, rende inadatta una squadra che governa questo paese da due lustri, a proseguire, seppur per poco, il suo cammino.
Non mi sono mai piaciute le posizioni comode, e nemmeno quelle emotive! Credo che la politica non debba essere uno scontro tra parti e non debba utilizzare posizioni furbesche, per giungere ad una vittoria solo per soddisfare ambizioni, vendette o interessi. Credo invece che la politica debba essere sintesi di capacità diverse, per giungere ad un progetto condiviso; quello dello sviluppo sostenibile del Paese. Ma vincere insieme come giustamente tutte le persone per bene vogliono, non può essere uno scontro tra quelli che si sono opposti. Non può essere uno scontro tra presunti buoni e presunti cattivi, tra presunti giovani e presunti meno giovani, tra presunti sinistri e presunti destri.