Il grillo parlante N° 1
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- Pubblicato: Sabato, 02 Giugno 2007 09:35
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del GRILLO PARLANTE
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Il Quotidiano della Calabria del 30 maggio 2007
Cerisano:Il Vescovo Nunnari all'inaugurazione della casa del sorriso
Un lunedì nero

Art 50 comma 7 Dgls 267/2000
Il sindaco, coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale e nell'ambito dei criteri eventualmente indicati dalla regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonche', d'intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, al fine di armonizzare l'espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti.
Sulla base della citata fonte normativa si evince che la regolamentazione del settore commercio spetta al Sindaco, tuttavia il citato comma 7 prevede che tale competenza sia filtrata dall’indirizzo politico espresso dal consiglio comunale nonché dall’intesa con i rappresentanti di categoria: CONFCOMMERCIO e CONFESERCENTI. Il sindaco altresì viene incaricato dalla norma ad armonizzare l’espletamento del servizio stesso. La chiusura simultanea dei bar penalizza l’utente e stimola una riflessione più ampia circa la ratio che ha suggerito l’idea del giro di vite sulla chiusura dei locali pubblici. A qualcuno potrebbe apparire come un provvedimento punitivo, tenuto conto che per quanto concerne il turno di chiusura il legislatore in regime di liberalizzazione del settore non ha previsto obblighi. Ovviamente il Comando stazione CC solerte, rispetta l’Ordinanza del Sindaco con le naturali conseguenze amministrative, per il momento, per i gestori.
La domanda sorge spontanea: Perché il cittadino utente non può frequentare il bar che ritiene opportuno e godere dei servizi che in regime di libera concorrenza i gestori sapranno offrire?
Che cambia se un bar osserva un turno di chiusura?
Se qualcuno sa rispondere ci può scrivere Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
PS: cliccando si può visionare un’ordinanza di un Comune della Toscana : focalizzate l’attenzione su di una parolina possono e non devono effettuare il turno di chiusura.
Un lunedì nero

Art 50 comma 7 Dgls 267/2000
Il sindaco, coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale e nell'ambito dei criteri eventualmente indicati dalla regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonche', d'intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, al fine di armonizzare l'espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti.
Sulla base della citata fonte normativa si evince che la regolamentazione del settore commercio spetta al Sindaco, tuttavia il citato comma 7 prevede che tale competenza sia filtrata dall’indirizzo politico espresso dal consiglio comunale nonché dall’intesa con i rappresentanti di categoria: CONFCOMMERCIO e CONFESERCENTI. Il sindaco altresì viene incaricato dalla norma ad armonizzare l’espletamento del servizio stesso. La chiusura simultanea dei bar penalizza l’utente e stimola una riflessione più ampia circa la ratio che ha suggerito l’idea del giro di vite sulla chiusura dei locali pubblici. A qualcuno potrebbe apparire come un provvedimento punitivo, tenuto conto che per quanto concerne il turno di chiusura il legislatore in regime di liberalizzazione del settore non ha previsto obblighi. Ovviamente il Comando stazione CC solerte, rispetta l’Ordinanza del Sindaco con le naturali conseguenze amministrative, per il momento, per i gestori.
La domanda sorge spontanea: Perché il cittadino utente non può frequentare il bar che ritiene opportuno e godere dei servizi che in regime di libera concorrenza i gestori sapranno offrire?
Che cambia se un bar osserva un turno di chiusura?
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PS: cliccando si può visionare un’ordinanza di un Comune della Toscana : focalizzate l’attenzione su di una parolina possono e non devono effettuare il turno di chiusura.
Don Chisciotte o Sceriffo di Nottingham?
Ad un anno di distanza dalle elezioni amministrative del 2006 ospitiamo degli scritti su personaggi caratteristici della politica paesana, probabilmente lo scritto risale alla data che il consiglio comunale ha individuato il difensore civico. Non ci resta che augurarvi buona lettura.
La sconfitta elettorale lascia il segno, soprattutto quando la distanza fra i contendenti è esigua.
Ma in politica, si sa, si vince e si perde, e non sempre chi vince ha ragione.
La metà di paese quella che ha perso le elezioni si interroga, rovistando fra la logica, senza riuscire a trovare una spiegazione ad una sconfitta che ha dell’irrazionale tanto da far sorgere un dubbio su una possibile futura vittoria.
La buona notizia, per gli speranzosi, è sensazionale. La riesumazione di Don Gigino Mazzuca Sindaco dal 1978 al 1993 , in politica da sempre, impiegato postale in pensione, AGT prima PA poi, cattolico praticante. Voce ufficiale del Presepio di Cerisano. Difensore Civico (con indennità) per grazia ricevuta. Una funzione super partes che dovrebbe dirimere le controversie fra cittadino e amministrazione. La buona notizia scaturisce da studi approfonditi e metodologici sulla drammaturgia del XVI e XVII secolo, mettendo in parallelo due teorie, una ispanica l’altra elisabettiana.
Miguel de Cervantes Saavedra, profetico, pare si sia ispirato proprio a lui. Il cavaliere della Mancia, alto, maestoso, impettito con il suo fido scudiero Sancho Panza, basso tarchiato, senza collo, un poco balbuziente.
Il Don alla sua uscita ufficiale ha sguainato la spada sul suo ronzinante e conquistando le folle che applaudivano compiaciute guadagnava la scena come ai bei tempi. Anzi di più. Applaudiva Donna Antonietta Greco di Salvatore nipote di Pasquale sfidante del Don nella giostra dell’anno del signore 1988. Applaudiva la cortigiana Maria Muoio maritata Zecca nipote prediletta di Mastro Gino fiero avversario del Mazzuca, tanto da spendere una fortuna per l’accesso agli atti della controversa pavimentazione verde del Reventino per imbastire una denuncia penale, mai depositata. Applaudiva Romolo Greco, gran ciambellano e ingegnere di corte, recitando il mea culpa sui trascorsi antitetici al Don.
Peccato che la terra di Mancia sia diversa dalla terra calabra di Cerisano. Peccato che l’iconografia classica di Don Chisciotte si discosti molto dal Don nostrano. Peccato che la storia o meglio la cronaca recente ci ricordi i danni del Mazzuca, i quattro miliardi di debiti contratti. Peccato che questo sia stato certificato da un suo fido collaboratore suo attendente di battaglia nelle ultime tornate elettorali. Peccato che proprio il Dott. Musacchio notaro comunale in carica seguì le pratiche del dissesto per conto del Ministero dell’Interno. Peccato che con un sussulto d’orgoglio il paese lo cacciò da Sindaco. Cade, quindi la teoria secondo la quale de Cervantes abbia avuto una profetica illuminazione e guadagna credibilità la Legenda di Scherwood. Il Don spalleggiato dai suoi uomini, il riccioluto cavaliere errante ministro degli alberi e lo sparviero ministro della pulizia e polizia locale, riesce a guadagnare il consenso del principe per la nomina a supervisore della foresta. In una cerimonia pomposa sotto lo sguardo compiaciuto dello stregone del villaggio, maestro di alchimie e infusi malefici, una stella lucente si appuntò al petto, giurando fedeltà alla causa e promettendo che mai nessuno riuscirà a sfuggire alla legge dello Sceriffo di Nottingham.
Quando la realtà supera la fantasia.
http://www.cerisanoinrete.it/index.php?start=1652#sigFreeId6dcf8fac47
Il Quotidiano della Calabria 25 maggio 2007
AN, Muoio riconfermato