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Mozione di sfiducia al Sindaco
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- Pubblicato: Venerdì, 18 Febbraio 2011 04:58
Segnale politico forte e determinante
Nelle pieghe della vicenda relativa alla rescissione, posta in essere unilateralmente dal Comune (capofila) di Mendicino, della Convenzione di Segreteria Comunale, col Comune di Cerisano, è ravvisabile l‘ennesimo, allarmante, indicatore inerente alla gravità del decadimento, politico-aministrativo e contabile, a cui da tempo risulta abbandonato l’Ente Cerisanese, ormai strutturalmente eroso dalla pertinace ed irresponsabile abulia gestionale, palesata indolentemente dai vertici comunali, risultati persino incapaci di garantire la tenuta e l’armonico funzionamento della macchina amministrativa, che, da due giorni, risulta priva della Segreteria, in seguito alla succitata deliberazione di recesso, adottata, mercoledì pomeriggio, dal Comune di Mendicino. Una delibera, di cui appare quanto mai interessante la lettura, essendo, essa, decisamente esplicativa, in merito alle ragioni che hanno indotto gli amministratori mendicinesi a recidere ogni rapporto di segreteria con il Comune di Cerisano. Ragioni, da cui emergono alcuni elementi significativi, contestualmente al peso che, nella vicenda, ha avuto la contingente evoluzione della “difficile” situazione cerisanese: se, per un verso, a Mendicino, evidenziano, infatti, come la prevista possibilità di utilizzo del vicesegretario, in convenzione, si sia rivelata <<non idonea, sul piano meramente applicativo ed operativo, in relazione alle diverse e continue esigenze dei rispettivi enti, che non consentirebbero un utilizzo del vicesegretario in convenzione, come per una segreteria singola, senza un diminuzione delle prestazioni lavorative, già facenti capo allo stesso vice segretario nell’ente di appartenenza, e senza pregiudizio, quindi, al principio di esclusività del rapporto di pubblico impiego, che lega il vicesegretario con lo stesso ente di appartenenza, e con il conseguente, ed inevitabile, notevole aggravio di lavoro del Segretario Generale titolare, che, non potendo contare sulla sostituzione del vicesegretario nel comune non capofila, si troverebbe costretto a non potersi assentare per la regolare fruizione del congedo di riposo>>, dall’altro, nella proposta di delibera in questione, si chiarisce che <<le complesse esigenze organizzative dell’ente (mendicinese), in raffronto alle complesse e continue esigenze, nonché particolari situazioni e problematiche organizzative e di funzionamento dell’altro ente>> (quello cerisanese, che, in considerazione del marasma imperante, necessiterebbe, a parere de sottoscritto, di un Segretario a tempo pieno), non si presentano, né si prospettano, compatibili con la possibilità di assicurare, in regime di convenzione, la serena gestione della segreteria e, dunque, il buon funzionamento della macchina amministrativa del Comune di Mendicino, i cui vertici lamentano, peraltro, i <<notevoli disagi agli equilibri di cassa>>, causati, all’Ente capofila, dal mancato rimborso, da parte del Comune di Cerisano, della sua quota di pertinenza, prevista nella predetta convenzione e ammontante, al 31/12/2010, a 32.165,23 Euro. Un’insolvenza, questa, chiaramente legata allo stato di malessere dell’Ente Cerisanese, in particolare, alla precaria situazione in cui le finanze comunali sono state precipitate dalle politiche amministrative perseguite negli ultimi anni e che, sicuramente, avrà come risvolto un’azione legale, promossa dal Comune di Mendicino, finalizzata al recupero della somma in questione. Non c’è che dire, l’ennesima “perla” di una stagione politica da dimenticare, che si inserisce nel quadro complessivo di un’articolata vicenda, in cui grande rilevanza ha avuto, come detto prima, la “particolarità” cerisanese; l’ennesima perla, che ci palesa, ancora di più, la realtà di un Ente allo sbando, paralizzato dal preoccupante, ormai costante, sfaldamento della struttura amministrativa e tenuto in ostaggio dall’inerzia di un potere inadeguato, vero ed unico responsabile dello sfacelo attuale. Uno sfacelo, che dovrebbe indurre la politica locale, tutta, a porsi una serie di interrogativi sul da farsi, nonché determinare la ferma presa di posizione di coloro i quali, ad oggi, rappresentano i cittadini nell’assise consiliare; un ruolo, un compito, un dovere, questo, da onorare fino in fondo, soprattutto per rispettare gli elettori, e per dimostrare che la politica, la vera politica, è ancora capace di farsi portatrice di un’alternativa all’esistente, basata sulla passione, sulla capacità, sul coraggio. Contestualmente a tale ovvia considerazione, il sottoscritto propone, ai colleghi consiglieri comunali, soprattutto, alla luce degli ultimi sviluppi, che hanno nuovamente reso perspicua l’infima caducità in cui si dibatte il Comune di Cerisano, di presentare una mozione di sfiducia al Sindaco di Cerisano, al fine, anche, di dare voce a quei cerisanesi, i quali vivono con comprensibile disagio l’attuale, distruttiva, fase di stallo. Nello specifico, poiché, secondo l’articolo 52 del T.U.E.L., la mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati, il sottoscritto, invita i colleghi che, come lui, hanno l’onore, e l’onere, di sedere tra i banchi consiliari, a valutare seriamente la succitata proposta e, in caso di positivo accoglimento, a rendersi disponibili nel concordare, insieme, le azioni, attraverso cui dar concreto seguito alla stessa. Se veramente amiamo questa comunità, dobbiamo sbrigarci, cercando una nuova speranza, una nuova opportunità; la medesima di cui avvertiamo l’improcrastinabile necessità! Pierfrancesco Greco Consigliere Comunale Cerisano