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Etica e morale: comportamenti non enunciazioni
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- Pubblicato: Domenica, 31 Ottobre 2010 07:25
In questo lasso di tempo
Rovente, spigoloso, rilevante, pirandelliano (considerato che, a qualche censore, i riferimenti manzoniani risultano invisi, provo a cambiare autore, puntando sul teorico del relativismo psicologico, della maschera, nella speranza che le opere del Premio Nobel siculo, siano gradite ai succitati moralizzatori): diversi sono gli aggettivi agevolmente adoperabili nell’elaborazione di un giudizio in merito al Consiglio comunale, andato “in scena”, o sarebbe meglio dire “in sceneggiata”, a voi l’ardua sentenza (ops… ci sono ricascato, chiedo venia), il 21 ottobre scorso. Un’assise, questa, di cui s’è tanto favellato nei giorni scorsi, e afferentemente alla quale io stesso ho diffusamente discorso. No, non intendo tediarvi ancora con l’apologo pedestre degli improperi, degli sdrucciolamenti stilistici, degli squilibri (contabili), e di quant’altro s’è risibilmente e pietosamente enucleato, sulla ribalta della Sala consiliare, in un uggioso vespero autunnale, bensì voglio trarre ispirazione da una serie di accadimenti, in parte personali, forse trascurabili, che hanno punteggiato, per quanto mi riguarda, i giorni intercorsi tra la sera in cui s’è svolto il suddetto consesso e il momento in cui ho inteso dar forma verbale ai pensieri che state leggendo. Pensieri, che hanno trovato perfezionamento proprio in questo lasso di tempo.
In questo lasso di tempo, sono stato destinatario di numerosi, forse eccessivi, attestati di solidarietà e vicinanza; la solidarietà e la vicinanza propria di chi vuole lasciarsi alle spalle il decennio amministrativamente più infimo che la nostra comunità abbia vissuto contestualmente alla contemporaneità. Di ciò io vi ringrazio, amici miei.
In questo lasso di tempo, ho anche ricevuto, però, numerosi richiami, da più parti, da posizioni antitetiche, spesso garbati, a volte meno, inerentemente alla mia doverosa (speriamo proficua) attività consiliare, ed, anche, alle scelte che ho inteso compiere relativamente alla mia collocazione nell’agone politico locale. Risultato? Sono commosso da tanta “disinteressata” attenzione nei miei confronti, ma fermamente deciso a comportarmi secondo i dettami elargitimi dalla mia ragione e della mia coscienza.
In questo lasso di tempo, ho anche avuto modo di constatare la loquacità “nascosta” di taluni nostri concittadini: sempre attenti, puntuali, puntigliosi… soprattutto nel proferire verbo da tergo. Tipicamente… paesano.
In questo lasso di tempo, ho, con piacere, udito argomentare di etica politica, di morale politica, di partecipazione politica, di trasparenza politica: bello, bellissime parole, soprattutto se fossero elevate, da mere enunciazioni di principio, a concrete e fattuali linee operative.
In questo lasso di tempo, ho, in proposito, avuto modo di ascoltare le interessanti esternazioni dell’ex magistrato, e attuale parlamentare europeo, Luigi De Magistris, il quale, durante la recente presentazione del suo libro, svoltasi otto giorni addietro a Cerisano, ha opportunamente focalizzato l’attenzione sul danno che l’intreccio di interessi convergenti tra politica e “poteri forti” ha arrecato, ed arreca tuttora, alla nostra Regione. Un’osservazione (relativamente ai disastrosi paradossi che certe condotte possono generare), quella dell’eurodeputato, su cui sarebbe interessante aprire, ed affrontare, un serio dibattito, contestualizzandolo alla nostra realtà locale; un dibattito, a cui sarebbe bene che tutti, PROPRIO TUTTI, partecipassimo; una PARTECIPAZIONE, che, evitando di dare respiro a certe contraddizioni e incongruenze politico-strategiche, di cui già, in certi casi, abbiamo avuto esplicitazione, toglierebbe spazio a fattori atavicamente deleteri, che, altrimenti, assumerebbero ineluttabilmente l’ingannevole foggia, propria degli ardimentosi trasformismi, degli insospettabili ammiccamenti, dei conseguenti compromessi, i quali hanno frequentemente reso ibrida, ed in ultima istanza, poco credibile, poco incisiva, collettivamente molto infruttuosa, anche a livelli più elevati di quelli localistici, la contesa politica; un’ ibridazione, che, nel caso cerisanese, costituendo l’apotesosi del personalismo, dell’individualismo, del pressapochismo, condurrebbe la nostra comunità a percorrere strade sconnesse, formalmente diverse da quelle tracciate, in questi lustri, dall’amministrazione uscente, ma sostanzialmente ad esse perfettamente sovrapponibili. Riflettiamo…
In questo lasso di tempo, ho compiutamente compreso, come tanti di voi hanno fatto prima di me, la gravità della situazione cerisanese, e sono giunto alla conclusione che, a questa comunità, non è più consentito sbagliare, soprattutto, non è più consentito a noi, modesti attori politici di questa vicenda, abbandonarci a quelle condotte autodistruttive che potrebbero indurre, nuovamente, in errore l’elettorato: noi, che ci siamo opposti, che ci opponiamo al declino provocato da una classe amministrativa inadeguata, dobbiamo fare del nostro meglio in questa fase, rendendoci credibili portatori di idee, di progetti, di capacità, di esperienze, di entusiasmo, di passione, da profondere in direzione della rinascita di questo paese, mettendo da parte personalismi, ambizioni individuali, eteroclite spinte avventatamente qualunquiste ed inconsistenti, riuscendo a cogliere la necessità di acquisire l’adeguata conoscenza di certi automatismi amministrativi, magari attraverso un po’ di gavetta (la medesima, tanto per capirci, che io, ed altri prima di me, stiamo, umilmente, facendo tra i banchi consiliari), che, sia chiaro, non va presuntuosamente disprezzata, in nessun caso, essendo, essa, la precondizione fondamentale al dignitoso espletamento di qualsiasi attività umana, soprattutto di quelle inerenti alla tutela di interessi collettivi. Dobbiamo, in sintesi, dare prova di maturità, buttando via quella maschera (ritornando al predetto riferimento letterario) di conflittualità e rampantismo che, in conseguenza di certi comportamenti, gli avversari ci hanno sbrigativamente sbattuto in faccia; sveliamo loro il nostro vero volto, il volto serio, determinato e passionale di chi ama smisuratamente questa comunità, di chi vuole mettersi al suo servizio, di chi vuole regalarle una speranza. Avanti, non sprechiamo il lasso di tempo che ci separa dalla primavera: il futuro, la Primavera di questo paese, dipende dalla nostra intelligenza, non dimentichiamocelo. Pierfrancesco Greco Consigliere Comunale Cerisano