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In politica ci sta!
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- Pubblicato: Giovedì, 28 Ottobre 2010 07:04
La strategie dei rampanti e dei Don Rodrigo
In politica ci sta! È una delle frasi ricorrenti di chi cerca visibilità credendo che la visibilità si acquisti con la denigrazione dell’avversario. La degenerazione della politica italiana diventa, quindi, anche dalle nostre parti, modello per “nani e ballerine”, prendendo in prestito la memorabile frase di Rino Formica. Così se ad una riunione informale c’erano 70 convenuti diventano 22. Così se in tanti si sono espressi pubblicamente a favore di una candidatura, altri comunicano al loro mondo di aver ricevuto assicurazione di fedeltà dagli stessi in forma strettamente privata magari via cavo o via etere. Così per accreditarsi si svolazza di fiore in fiore utilizzando forme propagandistiche che, questo è vero, appartengono ad una vecchia politica che ha perso di credibilità verso la gente. Così per imporsi all’attenzione dell’opinione pubblica si utilizza nient’altro che la propria carta d’identità. Così un quarantenne diventa dinosauro e un trentenne al contrario un giovane di “primo pelo”sul quale puntare come se fosse una gara sportiva. Così come i Don Rodrigo, nell’esercizio della loro professione ammoniscono i genitori di intraprendenti rampolli, già affermati professionisti, sul perché della partecipazione a convention pubbliche. Così per essere presenti si imbastisce la forma ricattatoria del bisogno. Così per rendersi insostituibili si esalta la cultura del precariato. La democrazia è pluralismo. La democrazia è partecipazione. La democrazia è rispetto delle posizioni divergenti. Le elezioni amministrative in un piccolo paese come il nostro non rappresentano solo un’occasione per coloro i quali vogliono esprimere il diritto di elettorato attivo di scegliersi i propri governanti, ma parimenti, per gli altri tendenti a diventare governanti di porsi al giudizio del corpo elettorale con le proprie idee, con la propria storia, con il proprio impegno sociale. Le signorie nel XIII secolo conferivano cariche podestarili a notabili o presunti tali, abitavano case sfarzose, indossavano abiti ornati con preziosi orpelli e camminavano per le strade cittadine, impettiti, in attesa di inchini e genuflessioni. Appunto, nel XIII secolo e in Italia centro-settentrionale, di più in Toscana. Tanti nei secoli hanno versato sangue per il diritto alla libertà, tanti vogliono calpestarlo vestendo la maschera di innovatori e perseguitati, vantando diritti e millantando credito. Ma questo è solo sinonimo di debolezza, di una grande debolezza.