Rassegna Stampa

La rivoluzione frenata

A Cerisano, ormai è chiaro a tutti che un sistema di potere, che tanto male ha fatto alla comunità, si sta sciogliendo e si prepara ad un tonfo che sarà rumorosissimo. Molti si preparano alla fuga, altri lo hanno già fatto in un tentativo estremo di rifarsi una verginità che certamente sarà dura far accettare all’occorenza. Ma mentre il sistema si sta sciogliendo sotto i colpi possenti di una opinione pubblica che prende sempre più coscienza della  verità, troppi gruppi di opposizione perdono tempo.

Si perde tempo sul passato, sulle ideologie della storia di cerisano, su divisioni ataviche, destra e sinistra , Carmine e Rosario, tromba e campanile ecc. Nessuno sembra accorgersi del processo in atto non solo a Cerisano. La fine delle divisioni ideologiche del passato e l’inizio di una rivoluzione culturale, che sta mettendo in discussione tutti i dogmi del 900. Cosa unisce oggi tra loro i bulli da quartiere, i bamboccioni che sperano di essere foraggiati  a vita dalle Istituzioni, i nullafacenti –assistiti dello Stato  che dormono dietro le scrivanie o latitano in perenne malattia a scapito di quelli che lavorano veramnete ? Basta guardare questo sistema attuale che dirige il Paese per comprendere. Di cosa hanno terrore questi personaggi che hanno avvelenato la vita non solo locale di questa comunità, ma spesso la vita di tanti uffici, di tanti posti di lavoro?  Hanno paura di poche parole: < chi sbaglia paga> < chi non sbaglia merita di andare avanti>. In poche parole hanno paura dei valori della responsabilità individuale e del merito. In questi anni passati, se si sta attenti alla storia , si nota che tanti sono trasmigrati dalle trombe ai campanili e viceversa, dalla destra alla sinistra, per raggiungere alla fine una divisione netta tra due diverse ideologie di vivere la vita, una figlia  della deresponsabilizzazione, l’altra della responsabilità,una figlia del furbismo, l’altra dei valori . Una figlia del familismo amorale così chiaro a Cerisano, l’altra della volontà di vivere in una società del giusto. E’ tempo che in Italia e a Cerisano, torni il senso del bene comune, della res pubblica e della gerarchia basata sull’impegno, sulle qualità e non sulla capacità di servire i potenti.   Il prezzo da pagare a questa rivoluzione che sta arrivando, in termini di epurazioni e fine dei privilegi e spesso delle sedie, sarà attenuato dalla volontà degli attuali conservatori dell’amorale familismo odierno, di volere accettare la fine di un epoca, favorendone il passaggio nel modo meno traumatico possibile. Questo sarà indubbiamente la grande sfida che il nuovo governo a Cerisano dovrà compiere. Perché il vero bipolarismo oggi è tra chi produce e chi non lavora, tra la libertà, la creatività e l’impegno contro il parassitismo alleato della burocrazia. Ecco perché dobbiamo bandire dalle nostre menti divisioni antiche che non hanno più senso se non aiutare il colpo di coda che questo sistema sta tentando di dare, rinsaldando sempre più l’asse tra burocrazie corrotte, gli assistiti sociali e i poteri economici che vivono sulle spalle del misero bilancio dei comuni. Bulli, fannulloni assistiti, bamboccioni, insieme ai boiardi delle pubbliche amministrazioni annidate tra le persone per bene, sono i veri avversari delle tante persone per bene che silenziosamente subiscono sulla loro pelle l’arroganza sempre più ostentata di un sistema che si vede sempre più alle strette. Ecco perché è inutile vedere scontri sul passato, ma è utile da oggi rinsaldare le file sui valori che ci hanno portato chi prima chi dopo, ma insieme oggi, a provare ad abbattere un sistema  ormai usurato. Bando ai fardelli del passato, bando ai fantasmi antichi, che ogn’uno dimostri quello che è capace di fare contro i veri nemici e non inventandosene dei nuovi per non doversi misurare con i reali.  Per i nostri cari almeno.  Luciani Luciano