Rassegna Stampa
L'anno che verrà!
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- Categoria: Opinioni
- Pubblicato: Mercoledì, 31 Dicembre 2008 08:22
Le dinamiche della local-politic suscitano un timido interesse nella nostra comunità, creano fibrillazione, invece, negli addetti ai lavori. Riunioni notturne, passeggiate tattiche, comizi improvvisati, ammiccamenti e pacche sulle spalle. Attori che aspettano che qualcuno scriva per loro, ancora, il copione. Personaggi che non fanno nulla per guadagnarsi la scrittura, tanto meno la scena, gli applausi del pubblico. Pretendendo però che quest’ultimo applauda. Questa parte di consigliatura ha mietuto già diverse vittime: Guido e Mancina gli ultimi che avevano portato in dote un cospicuo contributo alla vittoria elettorale, messi alla porta sempre per peccati di lesa maestà.
Questa prima parte di consigliatura mette a nudo chi con arroganza sottolinea chi è che comanda. Questo scorcio di consigliatura fa recitare il mea culpa a tanti che questo stato di cose hanno reso possibile. Anche Guido e Mancina! Ma ancor prima Olivieri (Tonino) e Marano, Luciani e Madrigrano. Persino Roberto Muoio sodale storico di Tonino Bosco si mostra schifato, del comportamento dell’amico e camerata. La svolta è datata 2001 quando un coacervo di aspettative deluse, di interessi economici e di decadenti notabilati hanno permesso ad un sistema perverso di affermarsi, un sistema basato sugli affari, basato sull’oltraggio alla civiltà, basato sulla mortificazione dello stato di diritto, basato sulla mistificazione dei fatti, basato sui personalismi, basato sul clientelismo spicciolo. Molti di questi si sono ravveduti, altri ondeggiano di qua e di la. Ma questo non è il tempo per guardare indietro. Non serve a nulla e a nessuno. C’è una missione più importante da compiere. Salvare il paese. Domani potrebbe già essere troppo tardi. I giorni che ci stanno davanti, dovranno servire a costruire un’alternativa, viva, sana, capace. Il 2009 con la conclusione dei procedimenti penali, nei quali è coinvolto il comune ci porterà un verdetto importante. Non bisogna aspettare che possa essere la magistratura a sancire la fine anticipata della legislatura. Ci dispiacerebbe che fosse un giudice a porre la parola fine. Sarebbe utile che il paese facesse arrivare il grido forte di libertà alle orecchie dei sordi. Sarebbe utile che la coscienza di chi è responsabile di questo stillicidio abbia un sussulto di orgoglio nel dire: Togliamo il disturbo! Sarebbe ora.