L'interrogazione di Lello Santelli
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- Pubblicato: Venerdì, 04 Marzo 2011 11:05
Il consigliere comunale vuole vederci chiaro.

Il consigliere comunale vuole vederci chiaro.

Intrighi e misteri sugli allontanamenti dei segretari comunali.
La cronaca degli avvicendamenti dei segretari comunali non ha interessato più di tanto la polemica politica. Fatta eccezione per il “solito” consigliere comunale Pierfrancesco Greco che per via della sua “appuntita” penna, da quando siede fra i banchi del consiglio, svolge appieno il ruolo di “guastafeste” e “ficcanaso”. Qualità, queste, che si traducono nei doveri di controllo del consigliere comunale. Cerisano in Rete, ha riportato le vicende del siluramento del dottor Giovanni Musacchio, con i conseguenti velenosissimi strascichi giudiziari e ha accennato alla revoca unilaterale della convezione da parte del Comune di Mendicino, ufficialmente per insolvenza contrattuale a proposito delle somme da corrispondere per lo stipendio del segretario comunale Rosaspina.
Creando un fondo di solidarietà
Anche a Cerisano le famiglie vivono momenti difficili. In questi giorni stanno arrivando insieme le bollette sia dell’acqua che della Tarsu. Credo che il Comune possa e debba mettere in atto una azione amministrativa sociale, di alta attenzione alle famiglie, di aiuto a quelle che vivono ormai sulla soglia della povertà. Sospendere il pagamento delle bollette ai cittadini e alle famiglie in difficoltà temporanea che ne fanno richiesta, stabilendo parametri certi di ISEE.
Ventrella schiera "l'artiglieria pesante"
Ieri hanno fatto sul serio. Il “Duca” Ventrella ha sguainato la sciabola e le ha suonate a tutti di santa ragione. Non di meno il suo riccioluto “cavaliere” che ha difeso la sua onorabilità con netti fendenti indirizzati a tutti i suoi avversari, persino agli alleati di ieri, i quali, oggi, lo ritengono “impresentabile”. “Io ci sarò” - tuonava Bosco – impegnato in una dissertazione – sulla “caccia alla volpe” (o, era caccia alla lepre?), accusando un’associazione di cacciatori, strumentalizzata politicamente da individui imprecisati che hanno deciso di scendere nell’agone politico, di non specificate nefandezze.
A volte vale più una sconfitta di cento vittorie
Gentilissimo Signor Ventrella (e per conoscenza a quel che resta del MSI a Cerisano, sperando che sia motivo di riflessione comune). Potevo tranquillamente fare il Cincinnato, non nella visione di Tito Livio, che lo definisce “spes unica imperii populi romani “, ma nella persona di chi dopo aver dato il suo contributo, accetta di ritornare nell’ombra e aspetta. Sarebbe stato ancora più facile di fronte ad una debolezza politica ormai evidente, aspettare come un lupo esperto, le pecorelle che stanno per scappare dalla stalla che brucia, o peggio unirmi agli incendiari che per far sparire le prove, incendiano la casa dove hanno abitato; questo magari per consumare una rivalsa servita su un piatto d’argento. Ma l’esilio a cui con pervicacia hanno tentato di infliggermi, questi morti che si credono vivi, e che non hanno le palle per affrontare chi vuole cambiare, ha richiesto disciplina, coerenza e fermezza.
La posizione della Fabbrica di Nichi
Per onore di cronaca questo è il testo originale inviato alla stampa, tanto si doveva. Palazzo Sersale: Da Incubatore di impresa a “sala da pranzo” Un palazzo che racconta la nostra storia, un palazzo che traccia e segna gli avvenimenti più importanti del nostro Borgo, perde le sue fattezze storiche, la sua utilità per diventare una “sala da pranzo”, per essere privatizzato e per essere strappato con violenza ad una comunità, che lo sentiva suo da sempre. Questa la lotta che da mesi porta avanti la Fabbrica di Nichi di Cerisano. Una petizione popolare partita nel corso del convegno organizzato per discutere dell’antico Palazzo e della sua funzione all’interno della comunità e oltre i confini di essa.
Mutazione genetica e contiguità palesata.
In riferimento all’articolo, dal titolo <<Ridotto a Sala da Pranzo>>, pubblicato sul Quotidiano di ieri, 24 febbraio 2011, a pag 28, il sottoscritto Pierfrancesco Greco, Consigliere Comunale presso l’Ente cerisanese, ritiene congruo esplicitare alcune precisazioni, volte a rettificare le tante imprecisioni in esso riportate. Nell’articolo in questione, si parla della vicenda relativa al palazzo Sersale di Cerisano, ovvero della questione concernente il Contratto di locazione stipulato, tre anni fa, tra il Comune ed una società di catering: un accordo, che, oltre a svilire le reali potenzialità dell’immobile, non ha prodotto alcun beneficio di carattere economico all’ente, e contro cui si sono registrate una serie di iniziative di protesta (animate da alcuni membri della società cerisanese) che, a quanto pare, hanno iniziato a sortire positivi (anche se ancora non decisivi) effetti, quale l’avvio, seppure tardivo, delle procedure di risoluzione del contratto, da parte degli organismi comunali.