Opinioni
Attila e il deserto dei Tartari
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- Pubblicato: Domenica, 04 Novembre 2007 04:42
Bisogna dirla tutta, sul momento sciagurato che vive la destra a Cerisano a causa di Attila
Bisogna dirlo che Attila si dichiara di destra in questa maggioranza solo per proprio comodo.
Ma vediamo quello che è stato capace di fare insieme ai sodali del PD e dei comunisti ex posto nuovi. Il nostro Attila.
Intanto dopo che eravamo riusciti a diminuire le tasse, come per l’ICI al 5,5% loro hanno ripreso ad aumentarle, nel verbo cattocomunista della spesa pubblica improduttiva, vedi l’addizionale IRPEF comunale, vedi il costo della raccolta rifiuti passata in due anni da 200000 euro a 378000
Poi hanno cominciato a distruggere tutto quello di buono e di destra che si era fatto.
L’Expo Calabria Tour, cancellato, e così il Premio Casiodoro e il Premio Cerisano.
Cancellato il progetto Ginestra insieme all’Università della Calabria,
Cancellato il progetto Sersale insieme a Sviluppo Italia.
Cancellato il progetto martiri di Calabria che aveva visto la luce durante l’Expo, con la partecipazione dei Sindaci dei paesi natii dei Martiri.
Cancellato l’Ente di Formazione Professionale accreditato dalla regione Calabria e così per i corsi di formazione gia accolti nel merito.
Cancellato l’albo delle associazioni,
Cancellato il servizio civile, che aveva avuto nel comune di Cerisano uno dei primi fruitori. Cancellata la convenzione con la Confartigianato per il redito alle piccole imprese.
La protezione civile ridotta ad una piccola associazione culturale e se ne sono visti i risultati durante gli incendi di questa estate. Eliminata la federcaccia dal rifugio, emarginata la Pro loco.
Ma quelli che ha superato ogni previsione, è stato proprio Attila. Ha gridato contro gli sprechi e ne è diventato vittima. Ha gridato contro le discariche abusive e ne è diventato autore politicamente. Ha provato a mettere fiori e alberelli e alla fine ha subito l’onta dell’erba artificiale. Ha gridato contro gli operai che non lavoravano e li troviamo a piantare alberi ad innaffiare, come se l’operaio fosse diventato Attila. Ha gridato contro il randagismo e abbiamo i cani in via S, Pietro che si divertono a rincorrere i cittadini.
Ma quello che ci dispiace che questo Attila della coerenza ha saputo desertificare la destra a Cerisano. Dove è passato sono rimaste solo macerie, solo gente che si è allontanata. Voglio ricordare oltre al sottoscritto, Gina, Achille, Massimiliano, e in ultimo persino i più fidati, Umberto, Franco, Fernando e tanti altri che magari mi sfuggono. E in cambio ha evitato accuratamente che nessuno si avvicinasse, per poter dire che la Destra è lui, che senza di lui gli altri non esistono, che gli altri li ha creati lui. E così in un delirio di grandezza e di certezze che non ha mai fine.
Mai che si fermasse un attimo a meditare, a vedere che è solo di puntello ai vecchi DC e ai vecchi PCI e in cambio ha tradito non solo gli amici della destra , ma quello più grave che ne ha tradito gli ideali , che ne ha tradito le promesse.
Adesso non si grida più contro lo spreco, contro le buche, contro chi non lavora. Adesso non li manda tutti sulla strada a farei cantonieri. Adesso non controlla l’altezza dell’asfalto per vedere se mancano i centimetri.
Ma pensa veramente di far dimenticare tutto, con feste in montagna per bambini, in cui sono più gli adulti , o con abbuffate camuffate da iniziative culturali, che non registrano che poche presenze?.E poi chi glielo andrà a dire che la pasta e alici, o la pasta e baccalà, che pur rappresentando tradizioni locali, non rappresentano prodotti tipici? E intanto il faro in piazza Zupi, continua a sperperare risorse pubbliche, e il censore per antonomasia, non censisce più.
Dopo aver desertificato la destra, Attila si riposa, e dopo aver visto i compagni di avventura lasciare il partito, ha sorvolato su tutto. Ha chiuso gli occhi, si rifiuta di sapere, prende fischi per fiaschi. E nemmeno ora che tutto è crollato ha saputo fare i conti con se stesso e quello che è successo per sua esclusiva colpa.
Attila è’ solo un caso patologico di intima confusione , che sbandiera all’esterno granitiche certezze.
Luciani Luciano