Opinioni

Corso Musicale tra filosofia e retorica

 
TRA FILOSOFIA E RETORICA – TRA AMMINISTRATIVISTI E PSICOANALISTI
Come si fa a tacere, quando tutte le cose che abbiamo detto e pensato, vengono continuamente superate in una corsa a chi fa peggio?
Si può tacere, quando vengono danneggiati giovani professionisti, che dopo tanti studi, tanti sacrifici loro e delle loro famiglie, devono essere mortificati da atteggiamenti eccessivi ed esagitati di in cultura  amministrativa e politica? Si può tacere quando bambini delle scuole elementari e ragazzi delle scuole medie, vengono privati dalla possibilità di insegnamenti , a causa di motivi incomprensibili?
Allora vi racconterò una storia , precisa nei documenti e nei fatti, e con un risultato che è la perdita dei corsi musicali.

La storia

Il  7 marzo 2007, il Responsabile dell’Area Amministrativa del Comune di  Cerisano porta a conoscenza dei cittadini residenti, che è stato affisso all’albo pretorio del Comune, avviso per il conferimento di n. 2 incarichi a tempo determinato per l’insegnamento nei corsi di orientamento musicale di tipo bandistico.
Il responsabile dell’Area amministrativa, appende all’albo l’avviso in cui si evince che i riferimenti legali e amministrativi della procedura di affidamento sono : la Legge Regionale n. 27/1985  e la Delibera di Giunta Comunale n. 20 del 13 Febbraio 2007.
I corsi da espletare sono uno per bambini di scuola elementare e l’altro per ragazzi di scuola media.
Il 24 Aprile 2007, si riunisce la commissione e valutati i titoli forma la graduatoria in cui primo è G.R. , secondo è B.F., terzo G.M..
Quindi sarebbe pacifico assegnare i corsi al primo e al secondo in graduatoria.
Ebbene  al secondo arrivato, arriva una missiva il 24 maggio 2007 in cui si contesta all’aggiudicatario secondo arrivato, che lo stesso non può essere aggiudicatario perché non in possesso dei requisiti per ottenere il beneficio( L.R. n. 27/1985)
Quindi si evince dalla nota dell’amministrazione la volontà di assegnare i corsi a due diverse persone, perchè se così non fosse , la nota di annullamento per il secondo arrivato non sarebbe mai dovuta partire.
Ma il secondo arrivato, contesta in toto il contenuto della nota dell’amministrazione, con propria nota del 30 maggio 2007. E ne contesta il contenuto attesa l’assoluta illegittimità del provvedimento adottato dall’ amministrazione comunale sia per ragioni di ingiustizia manifesta sia per l’assoluta mancanza di motivazione, limitandosi il citato provvedimento a richiamare l’assenza di presunti requisiti non individuati né stabiliti nella legge regionale n. 27 1985 ed oltretutto non presenti nel bando di gara.
Quindi una amministrazione accusata di inventarsi nuovi requisiti con l’obiettivo di escluderlo dalla graduatoria. Ma a quale vantaggio?
A questo punto l’amministrazione è con le spalle al muro, tutto è stato documentato , il tentativo di escludere il secondo si è rivelato più ostico del previsto. Le strade sarebbero due, o escludere il secondo classificato ugualmente ed esporsi a vie legali, o lasciare la graduatoria così come è, ed assegnare il corso al primo e al secondo.
Ma questa amministrazione riesce a superare ogni logica, ogni umana comprensione dei fatti, ed annulla tutto con un provvedimento che è un esempio di cattiva amministrazione e altro.

Il documento di annullamento

Ecco l’atto di annullamento del 1 luglio 2007. In corsivo le parole del Dirigente
Considerato che R.G. è risultato aggiudicatario dei corsi di cui sopra ( Ma gli aggiudicatari erano due , se non fosse così, perché l’amministrazione ha tentato di eliminare il secondo?) 
Vista la nota prot. 3256 del 4 6 2007 con il quale F.B. contestava le modalità di aggiudicazione dei corsi  (
Non è vero , ma il secondo ha risposto ad un tentativo di estrometterlo dalla graduatoria specificando nella sua che non era intenzione contestare la graduatoria in quando essendo secondo era aggiudicatario)
Ritenuto opportuno, anche se le motivazioni adottate da B.F. risultano prive di fondamento, evitare eventuali contenziosi giudiziari che comporterebbero un danno economico all’Ente scrivente;(Qui si raggiunge l’apice della negazione del diritto e l’apice della contraddizione. Prima afferma che le motivazioni del F.B. sono prive di fondamento, poi però dice che eventuali azioni giudiziarie comporterebbero danno per l’Ente, quindi ammettendo di avere torto e di andare incontro a sconfitta legale certa)
Informa che i corsi vengono annullati.
A questo punto, i danneggiati sono il primo aggiudicatario che non si ribella stranamente, poi i ragazzi delle scuole medie e delle scuole elementari che si vedono privare dal comportamento degli amministratori la perdita dei corsi. Nemmeno i politici si ribellano al comportamento del dirigente , nessun richiamo, nessuna richiesta di chiarimenti, anche questo è strano.
Ma il secondo arrivato si rivolge allora al difensore civico il 13 9 2007, con una nota in cui  spiega la faccenda. Il difensore civico in meno di un mese chiude la pratica , dicendo che lui ha domandato, ma l’amministrazione si è riservata la facoltà di non rispondere.( sic)( gulp) (vaff)

La storia si ripete

Questa vicenda riassume quello di cui abbiamo tante volte parlato. Questa volta ci sono prove inoppugnabili di comportamenti molto discutibili.
Troppi diritti in questa vicenda sono stati calpestati, e su tutti quelli di un giovane disoccupato, bravo e generoso e di bambini delle elementari e di ragazzi delle medie. Nessuno può essere colpevole  se le aspirazioni inconscie e gli schemi mentali degli amministratori non trovano realizzazione nella realtà e nel diritto oltre che nel buon senso. E per questo  si privano gli altri dei propri diritti?

La politica degli annunci

Si è evinto che  il difensore civico, gli sportelli dei consumatori, i centri di ascolto, i convegni sulle devianze,  sono solo paraventi  utili solo a dare medaglie di latta e continuare nella politica degli annunci e non dei fatti. E allora perché sentirsi offesi se si chiede il rendiconto effettivo di queste azioni, la dimostrazione che non siano finalizzate agli autori invece che agli utenti. E se c’è qualcuno che ci dice di saper di scienza di diritto come di scienza di psicoanalisi, è lecito nutrire dubbi? E’  lecito chiedere a tali possessori di sapere , che il fare, coincida con il sapersi servire  di quello che si fa? E non pensate che sia troppo sterile, rispondere all’invito al saper pensare, con l’inutile retorica ?    
Ma quelli che ne escono ancora peggio sono i nostri politici, incapaci di alcuna visione garantista, incapaci al di là degli attestati di solidarietà espressi in privato, di qualsiasi autonomia decisionale, perché nessuno su questa vicenda ha osato alzare la minima perplessità.
E basta con  le minacce, con le accuse di non aver titolo a parlare, queste non sono ingiurie , non sono falsità,. sono fatti, fatti impregnati non solo di indignazione per quello che succede quotidianamente in questo Paese, ma sono fatti che fanno venire una tristezza infinita soprattutto per chi, incapace di vedere al di là del proprio naso, chiuso nella ossessione di creare consenso personale, non attraverso la programmazione o realizzazione degli obiettivi, ma attraverso situazioni di antica memoria in cui la vecchia Dc e il vecchio PC ci hanno abituato. Fanno venire tristezza per quelli  che giorno dopo giorno riescono  a guastarsela con tutti, con la Pro Loco, con la Federcaccia, con le Associazioni, con i commercianti e con quelli che non intendono seguirli in  logiche di negazione del convivere.
Tante se ne sono sentite nel Paese, certo sarebbe bene per tanti prendere le carteprima di parlare. Divisioni del corso, divisioni dei soldi tra musicisti, nessuno ha pensato al diritto dei ragazzi e dei bambini.

Consentitemi un pò di ironia

Concludo per le tante “avvocatesse” che in questi tempi soffrono i miei ragionamenti, e tento di concludere adeguatamente alla  cultura giuridica e psicoanalitica e quindi filosofica, di questi illustri interlocutori. Intanto è bene ricordare che il primo ruolo politico di una società è il cittadino , come certamente saprà chi si è formato alla scuola dei ginnasi o dei licei. Altro che non aver titolo a parlare, sono cittadino io!
Diceva Socrate, il più sapiente dei Greci perché sapeva di non sapere, così come rivelato dall’oracolo di Delfo all’amico Cherefonte; che le ragioni e la convivenza degli uomini si  costituiscono attraverso la ricerca comune, mediante il ragionare, e la mancanza del ragionamento, del confronto permette l’esistenza di una schiera di chiacchieroni, di professionisti dell’imbroglio, di incantatori e di gente che si crede sapiente.
Duemila anni dopo la maieutica  socratica (Dal greco maieutikè tèchne , l’arte della levatrice)è sempre attuale. Platone definisce “maieutica”, il ragionamento e al dialettica, che attraverso domande e discorsi, porta alla luce la verità degli interlocutori, così come una levatrice fa nascere un bambino. La verità di questi tempi, è l’ostinazione a negare il confronto, la necessità degli incantatori di diffidare da chiunque provi ad avere una propria libertà di pensiero, e non con la certezza di avere ragione, ma con la ricerca di chi non sa.
Socrate rappresenta l’uomo che prende coscienza di sé., che arrossisce di se stesso e che quindi ci insegna a non prenderci troppo sul serio, ma viceversa a prendere sul serio i problemi;
Ci fa capire che  nella vita per essere in pace con se stessi bisogna arrivare con il sacrificio quotidiano, lo studio , l’applicazione alle cose in modo serio e leale; Se si arriva tentando di abbindolare le persone con l’imbroglio, o a renderle riconoscenti con le regalie, o farsi temere con la cattiveria, o a farsi adulare con le promesse, il risultato è solo effimero ma non duraturo, e inoltre come dice Socrate  non è congeniale ( eudaimonico da eudemonia, felicità)
Socrate fu processato  per le sue parole, e durante il processo disse: voi che siete i miewi governanti e ancor prima miei concittadini, non siete stati capaci di sopportare le mie discussioni e i miei ragionamenti, anzi vi sono diventati tanto noiosi e irritanti , che cercate di liberarvene.
Socrate anche dopo la sua morte continuò a irritare e a far vergognare i propri governanti, che invece di incontrarlo in piazza o al ginnasio come quando era vivo, però potendolo sfuggire; da allora se lo incontrano di dentro, senza poterlo più fuggire, dèmone a loro per sempre.

Luciani Luciano