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Sul Sersale vediamoci chiaro
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- Pubblicato: Mercoledì, 13 Ottobre 2010 04:56
Pierfrancesco Greco interroga il Sindaco
Nelle ultime settimane, la vicenda relativa allo “svilimento” del Sersale è stata oggetto di discussioni e riflessioni, spesso, invero, nebulose: una nebulosità, dovuta alla natura stessa dell’affare in questione, costellato da interrogativi, anomalie, reticenze al chiarimento; elementi, questi, apparenti, al sottoscritto, insostenibili ed irriguardosi, non solo, e non tanto, per le opposizioni, ma, soprattutto, per l’intera comunità cerisanese, la quale, essendo l’unica e vera titolare del Palazzo, ha l’intangibile diritto di conoscere a menadito i passaggi, i percorsi, che hanno ridotto una cotale risorsa, economicamente eccelsa, ad un’infima e svalutata Sala da Pranzo. Ecco perché, nell’interesse della cittadinanza, al fine di dare contorno alla verità, il sottoscritto, lo scorso 7 ottobre, ha presentato alcune interrogazioni a risposta scritta al Sindaco di Cerisano, cogliendo ispirazione da quanto verificatosi qualche giorno prima proprio nei pressi di Palazzo Sersale. Ecco il testo integrale delle interrogazioni:
“Gent.mo Sindaco, lo scorso giovedì, 30 settembre 2010, il Palazzo cerisanese, denominato Sersale, ha, in serata, ospitato un ricevimento nuziale, organizzato da una società di catering, affittuaria del predetto immobile comunale. Durante lo svolgimento del banchetto, i cittadini residenti nelle vicinanze, si sono trovati a fronteggiare un disagio, per quanto mi riguarda, di notevole rilevanza, quale quello di dover andare a posteggiare i propri mezzi di trasporto in luoghi non esattamente prossimi alle loro abitazioni; un disagio , che, a quanto pare, trova reiterazione ogni qualvolta, presso il Sersale, hanno luogo eventi di tal tipo, ovvero matrimoni, ovvero manifestazioni di carattere esclusivamente privato; un disagio, trovante fonte nel divieto (imposto a tutti coloro i quali, RESIDENTI COMPRESI, non risultano compendiati nella lista invitati dei meeting gastronomici colà svolgentesi) di parcheggiare le automobili in Piazza Paura, prospiciente il succitato Palazzo. Un divieto, notificato dal personale dipendente della stessa società di catering, della cui messa in atto il sottoscritto è stato testimone diretto. A prescindere da un’ovvia constatazione, ossia che certi poteri non possono essere prerogativa di privati, ma solo di pubblici ufficiali, in considerazione di quanto sopra esposto, si chiedono convincenti chiarimenti in merito, soprattutto, ai seguenti punti:
- Il divieto di posteggiare le automobili in Piazza Paura trova base legale in un contratto o in una convenzione, e quindi, in una relativa ordinanza comunale, autorizzanti ad usufruire degli spazi pubblici?
- Se tale convenzione esiste, come mai non è stata portata a conoscenza di quest’assemblea e della cittadinanza tutta?
- E se, come è probabile, tale convenzione non esiste, perché tale divieto sussiste?
- Se, come è probabile, tale convenzione non esiste, perché l’Amministrazione comunale non provvede a tutelare i suoi cittadini da un abuso?
- Se, come è probabile, tale convenzione non esiste, perché l’Amministrazione non provvede a chiarire, DEFINITIVAMENTE, la questione con la società affittuaria?
- Ma, in definitiva, l’Amministrazione è informata afferentemente a quanto si verifica davanti al Palazzo Sersale ogni qualvolta l’antica residenza ducale cerisanese ospita i ricevimenti organizzati dalla società affittuaria?
Cogliendo l’occasione, spostando l’attenzione sull’ambito prettamente economico, concernente il Contratto di locazione e le sue condizioni, soprattutto in considerazione dell’incontestabile fatto, che, stando alla documentazione relativa al Rendiconto 2009, al 31-12-2009, la società che gestisce il Palazzo non aveva versato alcuna rata dei 30.000 Euro dovuti al comune, quale corrispettivo per la gestione di azienda, il sottoscritto chiede, inoltre:
- Perché il pagamento non è avvenuto nei tempi dovuti?
- Ad oggi, tale debito è stato saldato?
- Ad oggi, relativamente al 2009 e ai mesi del 2010 fin qui trascorsi, quanto è stato versato?
- A quanto ammonta la somma che la società affittuaria ha fatto accertare relativamente alle manifestazioni del 2009 e 2010 come provvigione sul fatturato?
- Se quanto dovuto all’Ente comunale, come è probabile, non è stato ad oggi corrisposto, quali sono le azioni che l’Amministrazione comunale ha predisposto ed attuato per tutelare l’Ente?
- Esiste, in ultima analisi, un contenzioso tra Società affittuaria e Comune?
Rimanendo in fiduciosa attesa, porgo cordiali saluti”.
Come avete letto, ho posto quesiti semplici, ovvi: pretendo chiarezza, quella che ci è dovuta, in quanto cittadini di Cerisano. Il tutto, in attesa di verificare altri aspetti della condotta amministrativa, riguardanti, stavolta, il nostro futuro, nello specifico, quello delle nostre tasche, confidando, sempre, in una, seppure tardiva, presa di responsabilità, almeno da parte di alcuni degli amici consiglieri di maggioranza; quegli stessi che, con la loro inerzia, hanno incautamente avallato certe scelte; quegli stessi che, oggi, avrebbero la possibilità di divincolarsi da tale matassa, nobilitando la loro, finora, incolore esperienza amministrativa, con un gesto di coraggio, che, costituendo il più grande servigio prestato alla comunità cerisanese, li porrebbe in una luce totalmente diversa, contestualmente al ruolo da essi svolto in seno a questa fallimentarmente vivace amministrazione. A presto! Pierfrancesco Greco Consigliere Comunale