Opinioni
Cara Zia
- Dettagli
- Pubblicato: Mercoledì, 12 Maggio 2010 06:19
Grazie ma... il pregiudizio resta.
Gentile Maria (è un nome di fantasia), ho pubblicato la sua lettera non per vanità ma per il dovere di libertà d’informazione a cui il sito risponde sin dalla sua fondazione. Tuttavia alcune considerazioni pubbliche tenterei di farle, anche se sono fuori dall’agone politico da diverso tempo. Come Lei ha precisato, sovente esprimo il mio pensiero attraverso il sito Cerisano in Rete, uno strumento di comunicazione planetaria che è andato oltre le nostre più rosee previsioni di successo, e come lei ha sottolineato sono impegnato in un progetto ambizioso di fare musica con i ragazzi che travalica i compiti professionali di docente nelle scuole. Inconsapevolmente ha messo l’accento su un denominatore comune: Cerisano. Cerisano con il sito, Cerisano con l’orchestra, Cerisano con la scuola. Cerisano con tante altre cose del passato: il Festival delle Serre, le partecipazioni televisive sulle reti nazionali, il Palazzo Sersale, i progetti europei Leonardo da Vinci, il risanamento del Comune, i servizi alle scuole, la promozione turistica, il restyling urbanistico, la messa in sicurezza del territorio. Come vede, sempre e solo Cerisano e la sua gente al centro di tutto. Spesso mi è capitato dover difendere oltre modo i diritti dei cittadini e le prerogative del nostro paese, frequentemente ho dovuto tirar fuori la parte peggiore del mio carattere per garantire il diritto di cittadinanza al popolo di Cerisano scontrandomi con fannulloni, faccendieri e banditi. È stato difficile a quella giovane età, difficilissimo combattere anche contro il pregiudizio che lei ancor oggi esprime con l’interrogativo che si pone su come possa essere possibile il mio splendido rapporto con gli allievi. Questi dieci anni passati ad assistere al declino della nostra comunità mi sono serviti a pensare alle mie cose, alla mia professione, alle mie conoscenze, alle mie competenze. Ho conseguito un titolo Accademico di II livello in Musica scienza e tecnologia del suono e una Laurea in Scienze della Formazione che metto a disposizione dei suoi nipoti e dei loro compagni perché credo che la nostra comunità potrà crescere se loro riusciranno ad essere cittadini attivi invertendo la tendenza negativa cui è stata relegata scientemente. Solo loro potranno, un giorno orientare tanti come Lei che sbaglieranno ancora a scegliere i governanti. I concorsi non appagano l’esigenza di primeggiare, di vincere, ma abituano i ragazzi a districarsi nella giungla della vita a confrontarsi con l’universo, a rapportarsi con il mondo dei meriti e dei bisogni. Questa è la mia missione professionale e a suo dire pare funzioni. Ad altro non sono interessato. Almeno per il momento. Saluti Fabrizio Zecca