Zitta tu!

...il capo ordinò:zittisci l'assessoreGli echi del palazzo giungono timidi alle orecchie di una sonnecchiante Cerisano. Una comunità che ha perso la secolare caratteristica che le  permetteva di fregiarsi  dell’appellativo “vucchilarghi”. Tralasciando il senso interpretativo e pigliando quello ovvio si può tranquillamente affermare che tale peculiarità è sinonimo di libertà, di coraggio. Il tentativo di plasmare una società omertosa e pavida, alla quale hanno lavorato notabili e signorotti spalleggiati dai loro "bravi", ha avuto successo rispondendo all’imposizione: ”nè vidu nè sientu” ovvero non vedo e non sento nulla.

Il tutto è dettato da un modus operandi in perfetto stile mafioso. Il buio della notte non ha occultato il meeting di pace promosso dall’uomo che fu portato in trionfo un pomeriggio di maggio del 2006. Culminato con un caffè  notturno bipartisan post orario di chiusura, in un pub locale,  con gli ex avversari eccitati e contenti. Tanto significa che se meeting c’è stato…… guerra è in corso. Da un’analisi superficiale si potrebbe dedurre che le schermaglie traggano origine dalle aspirazioni a  candidature alle Provinciali o ancora  meglio alla successione del non candidabile Sindaco. Problema, questo, che parimenti coinvolge la parte politica opposta, quella istituzionale e quella che gioca  al nuovo giochino di società, tipo Monopoli o Risiko, “Dal tavolo verde alla fascia tricolore”. Le ambizioni, molte, troppe (legittime, per carità) annebbiano i contendenti creando disorientamento,  distogliendo l’attenzione da ciò che succede in paese e nel palazzo. Una politica clientelare,  familistica e spregiudicata alla quale forse qualcuno comincia ad opporsi, pervaso da moti di coraggio e senso civico, o forse da crisi di coscienza. E’ strano che nella stessa compagine che ha vinto le elezioni, il cui contributo dei singoli è stato determinante per il risultato, vi sia chi denuncia illeciti, e chi briga per ammantare, vi sia chi chiede le dimissioni degli assessori, mentre gli stessi, professionisti della polemica da bar rinunciano alla difesa per paura di perdere il posto in giunta, mettendo la propria dignità sotto i piedi, solo perché difesi dal capo della maggioranza che ordinava di zittire, chi della maggioranza stessa, derogava agli ordini di scuderia. Cosa si nasconde dietro questa aspra polemica? Noi un’idea ce la siamo fatta. Ma non possiamo dirla…..almeno per il momento.