Il Sindaco in piazza

Ascoltiamolo

Il Sindaco Mancina chiama a raccolta i cittadini, in piazza, come nella sua trionfale campagna elettorale, per illustrare i suoi “successi” amministrativi dei primi 150 giorni del suo governo municipale. La data scelta è quella dell’otto ottobre in piazza Zupi, nella piazza grande del paese. Vuole uscire dall’angolo il primo cittadino, travolto dalle polemiche che si sono succedute con vertiginosa frequenza. Polemiche, che hanno trovato una eco mediatica sconvolgente fino a destare l’interesse, della stampa nazionale, di un cronista autorevole come Antonello Caporale. Polemiche che hanno prodotto il desolante epilogo di un’irritazione che è andata oltre i limiti al consiglio comunale del 30 settembre. Lo staff del capo dell’amministrazione comunale si affanna a ripetere: “Entriamo nel merito della politica”, come se il resto delle organizzazioni attive si fossero tirate indietro all’apertura di un dibattito serio su quello che sarà il paese di Mancina. Non ci sembra che in consiglio comunale, sede deputata al dibattito politico-amministrativo, ci sia stata tutta questa voglia di confronto. Tutt’altro! Si assiste a una mera pratica formale di approvazione tout court delle delibere con l’intento evidente di smorzare qualsiasi forma di discussione. Mancina, in piazza, ci dirà che ha operato nel settore dell’arredo urbano (vasi e panchine in piazza), degli spazi per i bambini (pietrisco e tappetino in gomma). Ci dirà che ha operato nell’ambito delle tasse e dei tributi (aumento esponenziale dell’acqua e della spazzatura), ci dirà che saranno spesi soldi per le scuole (come in tutti i paesi della regione), ci dirà che realizzerà un anfiteatro (questo lo disse anche in occasione della sua candidatura alle provinciali di fianco al suo sindaco Loris Greco del quale era fiero assessore), ci dirà che Mario Cipolla è una risorsa (come nel comizio di ringraziamento per la vittoria elettorale), ci dirà che questa è un amministrazione nuova che non ha nulla a che fare con le precedenti esperienze negative e che Ivan Greco è al servizio della gente (per poter meglio organizzare il suo consenso personale e quello per la sua causa). Ci dirà, ancora, che il Festival delle Serre è stata una grandissima manifestazione (dove lo staf organizzativo ha potuto guadagnare tanti solidi e gli addettiagli spazi spettacolo, sono stati pagati con un contributo di cento euro risolvendo il problema dell'occupazione giovanile)e che ha fatto aumentare il prodotto interno lordo dell’intero paese (Cerisano), in sostanza la migliore delle 19 edizioni fin qui svolte. Ci dirà che l’opposizione è carente, è deficitaria, è forcaiola, che ha perso e continuerà a perdere per i prossimi trent’anni, che non vuole bene al paese e che spiattelando tutto sui giornali fa danni all'immagine del paese (i panni sporchi si lavano in famiglia). Non per questo, non v’invitiamo a partecipare in massa al comizio di Salvatore Mancina, di questo Sindaco coraggioso che sente il dovere di spiegare ai cittadini che tutto ciò che si legge sui giornali è frutto della stampa “comunista”. No, scusate,quella è un’altra storia.