Visita guidata

Superiamo le divisioni

di Ivana Piscitelli

Situazioni come quelle descritte addolorano, ma purtroppo sono reali e forse, ultimamente, anche frequenti. Come può accadere che in una comunità parrocchiale vengano ad abitare sentimenti contrari allo spirito del Vangelo, come l’invidia, la delazione, la divisione tra buoni e cattivi? Come può accadere  che un gruppo di parrocchiani si metta a “fare la guerra ad un altro gruppo”?  Ciò che scandalizza è che tutto questo avvenga in PARROCCHIA, vale a dire nella comunità che per definizione deve (o meglio dovrebbe) essere caratterizzata dalla comunione, dall’unità, dalla carità...Ci si dimentica, però, che questo  è il vertice verso cui tendere e ci si dimentica, soprattutto, che queste esperienze negative fanno parte del bagaglio della nostra povera umanità:  Ovunque c’è un gruppo di lavoro o di relazione, di amici  o di colleghi, è inevitabile che sorgano problemi, difficoltà, litigi . La vera questione, allora, non è pretendere che non esistano  le divisioni, ma imparare a superarle insieme.  Quando si verifica un problema di comunicazione, nella  maggior parte dei casi la nostra reazione istintiva e quella di pensare e possibilmente trovare motivi per cui il colpevole e sicuramente l’altro, e ci si aspetta che sia lui a fare il primo passo. La regola d’oro di una vera comunicazione è che, in qualsiasi situazione, il primo passo lo posso, anzi, lo devo fare io.  Questo, però è possibile esclusivamente nella misura in  cui riusciamo ad accettare l’altro così com’e,  con il suo carattere, con i suoi difetti, ma soprattutto con  i suoi indiscutibili pregi.  In questo compito, pur avendo evidentemente ruoli diversi, il parroco e i parrocchiani hanno una responsabilità comune: tutti possono e devono dare il loro contributo perché i problemi che assillano la comunità possano  definitivamente essere risolti, in modo da ricostituire una parrocchia che non sia ghetto ma comunione, come la vuole Cristo e come in definitiva la desideriamo con tutto il  cuore anche noi.