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La linea autonomista di Luciani

In tanti è forte la tentazione di voler mettere la giunta Caputo in contrapposizione a quella Greco. Quasi a voler decidere quella migliore o peggiore. Un’operazione inutile oltre che infruttuosa, che certamente ha il limite di non considerare che la Cerisano di oggi, non è la Cerisano di ieri ed inoltre in un mondo  che sta cambiando  rapidamente, quello cha era buono ieri oggi potrebbe non esserlo più. Inoltre la Giunta Greco è ormai fortemente dominata da persone che erano con la Giunta Caputo, anzi  ne condizionano fortemente gli indirizzi ( ex e nuovi dirigenti, e  costruttori ex consiglieri comunali ecc) Forse sarebbe più giusto dire che i semi avvelenati della fine della giunta Caputo, alla fine sono riusciti  a inquinare quello che di buono poteva esser la Giunta Greco. Mentre le energie migliori della Giunta Caputo, oggi sembrano sparite e dimenticate. Il voler contrapporre due modelli, che peraltro non hanno alla fine dato risposte alla Cerisano normale, ( quella che non si vede, quella perbene), non è altro che un’operazione sterile per chi la fa, dannosa per questa cittadina. Ma gli stessi confronti, ci dicono una verità, che le due amministrazioni partite  bene si sono arenate ed arrese ai soliti  NOTI personaggi, che per pensare esclusivamente ai loro interessi  hanno distrutto il tessuto sociale di questa   comunità. ( forse sarebbe meglio analizzare  i punti di forza  dei primi anni delle due esperienze e capire i motivi delle loro fini ingloriose) Il finale della giunta  Caputo, è bene ricordarlo a distanza di anni non fu esaltante e se pur il festival delle Serre continuò ad essere il fiore all’occhiello del Paese, il resto alla fine si rilevò un disastro. Non solo per il sogno illusorio di Caputo di portare il  paese a 20000 abitanti ( e già questo è il risultato di una visione fallimentare ), ma per l’incapacità di portare a termine alcuni ottimi progetti che comunque  erano stati avviati. Chi non ricorda le grandi incompiute e la mancanza dei collaudi, la palestra, la mensa , il Sersale.  Diciamo la verità, la Giunta Caputo partì in modo veramente esaltante, ma alla fine fu proprio il Sindaco a dimostrare la sua incapacità o impossibilità a sottrarsi alla morsa dei signori della edilizia, che cominciarono proprio con lui a fare il cattivo e bel tempo in questo Paese. Non voglio ricordare singoli episodi (fallimenti, lottizzazioni con opere a scomputo strane),   ma quella stagione di cui il Sindaco ed esclusivamente lui teneva le redini si concluse con un disastro edilizio di cui ancora Cerisano porta  i segni. E la stesa ricandidatura alle ultime elezioni fu la dimostrazione di quella sudditanza che lo stesso ex Sindaco teneva con i signori della edilizia, tanto che ne dovette subire i ricatti nella formazione delle liste e nella stessa campagna elettorale dovette mandare al massacro i propri candidati a Consigliere, visto che lo stesso pur avendone  la possibilità nei fatti, non osò minimamente fare campagna elettorale, per non essere a sua volta attaccato. Il  partito dei costruttori aveva anche ormai allacciato i propri tentacoli nella maggioranza Greco,  e ne condizionava  ormai anche questa compagine. Diciamo la verità, la sconfitta dell’ex Sindaco, fu decisa a tavolino certamente, e l’ex sindaco dovette accettare un basso profilo, non potendosi opporre alle decisioni prese dai veri decisori negli ultimi venti anni della politica Cerisanese. Infatti, subito dopo le elezioni, il partito del mattone, che sembrava essersi spezzato tra le due compagini, si ricompose dopo nemmeno un mese, nello stupore di chi queste dinamiche ancora non le aveva capite. (anzi a questo si aggiunse il partito dei notabili) Il partito del mattone, non è una cosa che nasce a tavolino, ma nasce proprio dalla pretesa dell’amministrazione Caputo, a credere che l’unica possibilità di sviluppo economico potesse provenire dallo sfruttamento del territorio e dal portare lo stesso ad essere un paese come Rende. Infatti tra le proposte degli allori oppositori della Giunta Caputo, al primo posto si è posto sempre l’accento ad una ripresa dell’identità, ad un rifiuto dello sfruttamento del territorio solo come costruzioni e spesso speculazioni edilizie. La stessa Giunta Greco, nei primi anni della sua avventura, si dimostrò molto dinamica ed innovativa, e lo stesso  festival fu affiancato da altre e efficaci manifestazioni, come l’Expo Calabria tour, il premio Cassiodoro,   il Maggio musicale, l’albo delle Associazioni, le attività per i bimbi, la protezione civile, le cooperative, la mediateca, la formazione professionale ecc. Il destino della giunta Greco è stato ancora più veloce, perché il sottoscritto, ed altri componenti della allora maggioranza, vennero più facilmente estromessi, mentre nella giunta Caputo, qualche assessore resistette fino alla fine, anche se blindato nella gestione del Festival delle Serre, che alla fine risultò l’unica cosa per cui la Giunta Caputo si ricordi. (anche se altre cose positive vi furono e importanti come il finanziamento del Sersale e quello della rete idrica, spesso seguiti da una gestione tecnica insufficiente e approssimativa da parte degli uffici gestionali a cui la politica non ebbe mai il coraggio di chiedere conto, e non si sa il perché)  Riconoscere i propri errori e nel contempo riconoscere  le cose positive degli altri, sarebbe la cosa migliore per ritrovare un’unità di questa comunità. Le elezioni comunali del 2011, possono essere l’occasione non per tornare indietro, ma per ritrovare un nuovo spirito e un rinnovato entusiasmo per questo paese. Ecco allora la proposta di ritrovare quelle energie del territorio che sono come sopite e in attesa. Quelle energie migliori che non sembrano apparire ma che esistono. Quelle energie delle tante persone perbene che magari a casa loro e nel silenzio soffrono nel vedere questa situazione. La proposta è quella di uscire fuori, di incontrarsi per iniziare a discutere, ma con idee e progetti innovativi e non con strategie da bar. Il paese non ha  bisogno di politici che pensano solo a strategie per vincere le elezioni e in alcuni casi non riuscire a dare risposte se non a sé stessi, ma ha bisogno di statisti che pensino al futuro del paese e delle prossime generazioni e soprattutto pensino a tutte le persone di questa comunità. Mi dispiace per l’ultimo titolo che l’editore ha voluto dare all’ultimo mio intervento (il discorso di un candidato a Sindaco), ma se la progettualità deve essere messa al centro di un vero progetto di sviluppo, c’è bisogno di parlarsi. E normale che chi non ha idee o ha altri interessi possa vedere con fastidio quello che di buono riesce a esprimere una collettività, ma bisogna avere il coraggio di insistere e smascherare tutte le energie contrarie e negative che si nascondono dietro invidie, critiche immotivate, bugie e inconcludenze. Ecco la mia proposta: non  un progetto per una persona ma un progetto in cui al centro ci sono le idee, le persone tutte e il Paese e insieme gente che sa far un passo indietro oggi, per avanzare tutti insieme domani. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.