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I doveri delle opposizioni.

Gentile editore, ho letto la sua nota di ieri sulla opposizione politica, che opera in questo Paese. Sono rimasto sorpreso dal constatare che per lei, esista una sola opposizione in questo Paese, (sono stati citati consiglieri, partiti, movimenti e cortigiani, tutti contro tutti tranne che contro l’amministrazione: era questa la notizia! n.d.e.) quando è noto a tutti che ne esistono diverse, animate da diverse impostazioni, da diversi obiettivi. Esiste quella Istituzionale di due Consiglieri Comunali, esiste quella distaccata di altri Consiglieri Comunali, esiste quella dei “ giovani” (anche se insieme a questi ci sono persone che tanto giovani non sono). Esiste inoltre l’opposizione dei nostalgici dell’era Caputo, esiste l’opposizione dei fabbricanti di posti, esiste l’opposizione dei partiti di sinistra, esiste l’opposizione degli intransigenti, esiste per la verità anche la mia opposizione, che alcuni chiamano in solitudine, che io, mi consenta considero di autonomia. Vede quante opposizioni? Ci sarà anche chi è andato al mare, ma c’è anche chi silenziosamente lavora, chi non gli “frega “ niente, chi lavora per distruggere, chi per costruire, chi per sostituire, chi per interessi propri, chi per interesse di alcuni referenti e chi effettivamente dopo aver procurato tanti danni è andato al mare. Ma quale sono i doveri di una opposizione? Se prima non sciogliamo questi nodi, come si può pensare di andare avanti? Io credo che la prima cosa è contestare, con ragione e motivazione, quello che non si condivide. Ma soprattutto una opposizione deve produrre idee e programmi per il futuro,   e soprattutto una opposizione serve perché incalzi chi governi, spingendo gli stessi a non sedersi per dover dimostrare di essere migliori di quelli che si propongono a sostituire. Quello che fa pena, è dover vedere una opposizione che invece di curarsi del governo, invece di proporre risoluzioni, si esercita solamente nella distruzione personale, non tanto dei leader governativi, ma di tutti quelli che fanno opposizione. Sperando che distruggendo chi pensa, chi si propone come alternativa, possano andare a governare in futuro. Vincere in questo modo, senza idee, senza programmi e senza progetti politici, serve a far rivivere film già visti, cioè portare il proprio vuoto al governo del Paese, in modo da farlo risaltare ancora di più. Io da parte mia ho provato a proporre non solo una alternativa, ma soprattutto un progetto politico, condivisibile o no, ma un progetto. Quante volte sono intervenuto e non nei bar, ma pubblicamente per sanare diatribe? Quante volte a casa mi sono messo a disposizione di consiglieri o di elementi fuori il consiglio, per collaborare? Quante volte ho preso le difese di persone attaccate anche personalmente da esponenti dell’attuale maggioranza? Non ho mai avuto uguale trattamento, persino quando il Revisore dei Conti mi attaccò non politicamente, ma personalmente, non solo non trovai uno straccio di consolazione, ma figurarsi una presa di posizione a mio favore! Questo conferma quello che dico, ma con fatti, con scritti.  Adesso dopo anni in cui non mi sono risparmiato, in cui non ho mai mollato e in cui ho ricevuto come ricompensa da alcuni personaggi pubblici, solamente esclusioni da liste, isolamento e finta di non esistere, forse se è tempo di capire se ho sbagliato tutto? Forse non ho guardato bene da un lato, forse sono stato distratto e non ho capito.   Ecco che la mia opposizione, per alcuni solitaria, per me autonoma, per quel poco che conti, vuole stare un po’ ad osservare soprattutto una parte che mi era sfuggita. So che molti fino ad oggi hanno utilizzato gli sforzi degli altri per poter fare le loro strategie (non politiche), da oggi credo che tanti capitani di vascello, dovendo navigare in mare aperto, troveranno difficoltà a individuare la rotta. Dirò di più, non mi stupirei che qualche capitano di oggi, possa ritrovarlo come mozzo su qualche altra nave! Luciano Luciani