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Si può essere contenti?

Si potrebbe scrivere un libro sul grande ingannoAldilà dei tecnicismi dell’ex revisore dei conti e della puntuale attività di vigilanza e controllo del “soggetto politico Luciani, delle considerazioni sull’andamento dei conti del comune riteniamo si possano e vadano fatte anche senza l’ausilio di relazioni della Corte dei Conti o difese istituzionali dell’organo di revisione. Si rendono necessarie, perché il linguaggio giuridico della Magistratura contabile e tecnico degli animatori del dibattito potrebbe risultare ostico ai meno smagati. Gli indicatori, al 2009, sono di gran lunga più preoccupanti

dei rilievi della Corte di Conti. Lo sfoltimento della pianta organica (operai ed impiegati) per pensionamento ha liberato ingenti risorse, l’aumento della pressione fiscale sul cittadino (addizionale IRPEF) ha permesso d’introitarne altre, che avrebbero dovuto garantire una capacità di spesa e d’investimenti senza precedenti nella storia del nostro comune. Invece non solo non si vedono investimenti per beni e servizi, ma si scorge una situazione debitoria nei confronti di vari fornitori e anche nei confronti delle banche che hanno anticipato al comune i soldi (con gli interessi) per garantire lo stipendio ai dipendenti. Qualche sciocco ritiene che sia frutto dal mancato incameramento dell’ICI. Misura questa, di recente applicazione, voluta dal Presidente Berlusconi. La crisi invece ha origini più vecchie. Da quando sono lievitati i costi d’indennità della politica (stipendi del Sindaco e assessori), da quando sono aumentate le dirigenze (4 dirigenze), da quando sono cresciute le indennità accessorie degli stessi dirigenti, da quando il costo dei servizi si è decuplicato (per far fronte ad una politica clientelare), da quando i mutui incidono fortemente sul bilancio (contratti per la manutenzione ORDINARIA del patrimonio) da quando non si è capaci di attingere a risorse esterne per azioni per le quali si è reso necessario l’utilizzo dei fondi del comune. In sostanza da quando non si è capaci di amministrare.  Questo accade, persino, con una struttura burocratica asservita al potere, quindi dedita alla massima collaborazione con la politica, che opera in un ambiente paradisiaco, come più volte è stato ricordato facendo raffronti con un passato non tanto lontano. Quel passato che ci ricorda che qualche tensione c’era, ma c'erano anche risultati amministrativi ben diversi. C'erano mugugni e insofferenze, ma c'erano ambizioni diverse per il paese.  C'era intolleranza per certa politica (o certi politici?), ma c’era un paese vivo che cresceva. Oggi, forse (!?!), si è più sereni, meno lavoro, più sorrisi, più salotto, meno stress, si cerca di organizzare tutti insieme appassionatamente, il consenso, niente più. Ma intanto il paese si indebita, degrada, arretra, e…..a farne le spese sono i cittadini. Si può essere contenti?