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Cronisti smemorati
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- Pubblicato: Martedì, 30 Dicembre 2008 06:14
Gentile Editore, ho letto e riletto con attenzione, stupore, incredulità l’articolo “Un segnale da non ignorare” del signor Greco. Sono sicura che Lei conosce bene Cerisano ed i Cerisanesi e questo mi stupisce ancor di più... Come ha potuto pubblicare tanto fazioso articolo? Ma Lei che personalmente reputo un attento e libero cerisanese, non sa che da anni Natale a Cerisano significa dare sfogo ad animaleschi istinti bellici? No, forse pensa che il rito della novena (9 giorni di terrore) perpetrato nella congrega del Carmine sia tradizione, vero? di Maria Teresa Pupillo
Sicuramente pensa che il non aver prodotto denuncia scritta in merito alle angherie di anni di pratiche illegali sia frutto di paura, timore, incapacità, pavidità. No, caro editore, in ognuno di noi, a parte la cultura, sono radicati valori veri di religiosità, di rispetto, di fede, sopportazione. Non tutti reagiscono come bandiere al vento alle varie situazioni, mi riferisco alla scarsa consapevolezza che il Parroco si possa denigrare o osannare a seconda che ci faccia un piacere o un dispiacere. Avrei, forse, dovuto denunciare il Capo della Chiesa locale, che, con la pratica della novena di guerra, dava così tanto spazio a quattro poveri banditi che aspettavano questo periodo per dare sfogo alla rabbia accumulata un anno intero? Il Parroco ne avrebbe fatto solo le spese e non era giusto, ma, poi mai e poi mai avrei potuto infangare l’immagine e il rispetto che nutro nei riguardi della figura religiosa che reputo mio capo spirituale. Lei, gentile Editore, ha mai assistito al rito bellico della Novena? No? E allora se lo faccia raccontare dal Signor Greco che lo conosce bene. Si faccia raccontare del sadismo di chi viene da fuori Cerisano alle cinque e mezza di mattina con il cofano della macchina pieno di ordigni a sfogare l’impotenza e la codardia dell’essere una persona incivile (si legga l’articolo di legge che vieta l’uso di botti illegali e quello relativo al disturbo della quiete pubblica), o della stupidità della casalinga repressa e frustrata che spara all’impazzata per il solo gusto di ricevere risatine di compiacimento per compensare l’insoddisfazione di una vita senza senso. E ancora si faccia raccontare del gusto che si prova a veder danneggiare muri, portoni, macchine, a respirare il profumo forte, acre e intenso delle polveri da sparo, ad attraversare c/so Carmine avvolti dal fumo nero provocato dagli spari... E’ facile sparare paroloni attraverso il vostro portale, ma il signor Greco lo sa che ”Chi semina vento raccoglie tempesta”? Ogni tanto bisognerebbe avere almeno l’umiltà di stare zitti e, invece di sbandierare ai quattro venti una fede che non c’è, guardarsi intorno e farsi un esame di coscienza. Al residente di corso Carmine che si chiede come mai il signor Greco non ha mai menzionato, negli anni scorsi, il valore e il senso del “Natale a Cerisano” voglio ricordare una piccola cosa: Lo scorso Natale, lo stesso, ha pubblicato, non un trafiletto bensì un intero articolo, contro lo “sconcertante ed immorale” presepe artistico della Congrega del Rosario. Quel presepe che rievocava in maniera superba una pagina dolorosa e vergognosa di storia che non va dimenticata, lo aveva indotto ad inveire contro la rappresentazione, con paroloni magistralmente costruiti, dando sfogo ad affermazioni di una fede e una religiosità alberganti nella sua anima pia miranti solo a denigrare, cancellare, dimenticare un evento storico di cui tutta l’umanità si vergogna. Avrebbe dovuto, invece in quella occasione, a parer mio, indurre la gente a pensare a pregare, a redimersi nel ricordo, non inveire aspettando risvolti legali molto eclatanti (si sono poi verificati?). Tutto questo Lei lo ricorda bene, vero? Peccato però che la gente normale, quella gente che vive la propria esistenza senza ipocrisie, senza falsi perbenismi, quella gente che pensa ”non ti curar di loro, ma guarda e passa”, conosce bene la vera storia e le vere tradizioni del nostro piccolo borgo e, come al solito, fa tesoro anche delle brutture della vita e si comporta nella quotidianità rispettando i veri valori della fede cristiana, senza sbandierare al vento faziosità e falsità dettate dall’emozione del momento. Non le sembra tardivo il pianto dell’offesa al Bambinello nella Notte Santa? Il Bambinello nel quotidiano rappresenta tutti noi persone umane, ogni offesa, ogni cattiveria, ogni atto di violenza perpetrato ai danni, soprattutto morali, dell’individuo è un dolore, una pugnalata al magnifico, dolce e misericordioso Gesù Bambino. Caro Editore, mediti, mediti.. e non si scandalizzi se gente esasperata denuncia il Parroco per il suono delle campane. Arriva sempre nella vita il momento di pensare e reagire, la vita non è solo fatta di sopportazione, anche le persone tranquille, discrete, arrivano al punto che non possono più tollerare angherie e prepotenze e, non avendo altri mezzi legali per far sentire la loro voce, arrivano all’estremo gesto di denuncia. Ho scritto troppo? Ma in fondo mi piace pensare che Lei ha volutamente inserito quell’articolo sul portale augurandosi di ricevere adesioni e plausi o critiche al contenuto. Non voglio assolutamente pensare che Lei si sia convertito a tanta ipocrisia o quantomeno pensi che i cerisanesi siano solo quattro icone di bandiere sventolanti secondo la direzione del vento del momento. Auguri....ma, VERI Auguri di PACE, da parte di chi la pace la vive nel rispetto degli altri . Maria Teresa Pupillo