Visita guidata
Ripopolamento o mattanza?
- Dettagli
- Pubblicato: Domenica, 26 Ottobre 2008 07:42
L'Assessore all'ambiente del Comune di Cerisano, Bosco,insieme ai comuni di S. Lucido, Carolei, Mendicino, Paola, Fiumefreddo B.Marano, nei mesi scorsi ha chiesto, all'Ente Parco Pollino, presieduto da Pappaterra, 1100 cinghiali, da insediare nelle zone montuose delle serre cosentine. Il Presidente del Parco, Pappaterra, ha risposto, dichiarando l'impossibilità di concedere la richiesta poichè non compatibile con le linee guida, per la gestione del cinghiale, sia del Ministero dell'ambiente, sia del Ministero delle Politiche agricole e forestali. di LUCIANO LUCIANI
Aggiunge Pappaterra che " la soluzione prospettata dall'Assessore del Comune di Cerisano a nome degli altri colleghi, è da considerare criticabile proprio perchè la strategia dei Ministeri con le linee guida mettono come prioritaria proprio la sospensione dei ripopolamenti". Se l'assessore ad una risposta così precisa si fosse documentato avrebbe imparato. I Piani d'azione e le linee guida per le risorse faunistiche , nascono in osservanza alle convenzioni internazionali di Berna, Bonn e Rio de Janerio, e dalle direttive comunitarie Uccelli e abitat, e sono redatte sia per la conservazione e si chiamano piani di azione, ma anche per il contenimento delle specie che arrecano danno alla fauna autocna e agli habitat naturali e si chiamano linee guida, e il cinghiale non fa parte dei pini d'azione , ma proprio delle specie da contenere. Se l'Assessore si fosse poi documentato non fidandosi delle proprie granitiche certezza che si basano sul nulla o non fidandosi di chi della politica della chiacchiera ha fatto una professione avrebbe scoperto che: Ovunque, su tutti i territori, la presenza del cinghiale, rappresenta uno dei maggiori motivi di conflitti sociali, politici ed economici , in relazione non solo ai danni arrecati alle popolazioni, ma perchè interferisce vistosamente, con gli agroecosistemi tradizionali che con le specie faunistiche ad esso legati. la gestione e il contenimento del cinghiale, è pertanto demandato a specialisti, non solo alla realizzazione di recinzioni elettrificate, ma al costante monitoraggio sulla dinamica della popolazione e il controllo attraverso il prelievo selettivo, che è quello che si va in questi giorni attivando nel Pollino. Ma la selezione avviene a regole precise, con carabina e con altri accorgimenti altro che caccia indiscriminata che alla fine si è rilevato il vero fine dell'assessore ambientalista. Ma quello che sconcerta politicamente, è che il Presidente Pappaterra si sarebbe rivolto all'assessore dopo aver bocciato l'iniziativa perché criticabile, chiedendone una forte pressione presso il Ministero competente per ottenere una deroga. A questo punto l'assessore si rivolge all'on. Dima , che presenta una interrogazione! Ma Dima ha letto le carte? non è che forse l'Assessore all'ambiente e Dima sono caduti nella trappola che Pappaterra ha ordito? Ma la verità che l'Assessore Bosco, con la sua proposta ha messo in pericolo intere popolazioni, un intero ecosistema, mettendo in dubbio persino le direttive comunitarie e le leggi di contenimento espresse da esperti e studiosi. E l'on. Dima con la sua interrogazione, ne ha avvallato l'iniziativa, che va proprio contro quell'ambiente e quell'ecosistema di cui l'assessore Bosco negli anni si è fatto paladino, immeritato. Ma veniamo dopo la dimostrazione di incompetenza, di incapacità di pensare alla comunità intera , e di pensare allo sviluppo vero di quella montagna che dice di amare. Progettare uno sviluppo, un processo politico amministrativo di sviluppo, presuppone la capacità di leggere le leggi nazionali, gli studi per il futuro, in modo da pensare uno sviluppo locale in armonia con gli atti di sviluppo nazionali, in modo da attrarne risorse e opportunità, e non a mettersi di traverso, e contro il buon senso di eminenti studiosi e leggi che ne hanno interpretato gli studi. Ma il fatto criminoso ambientale, che Bosco, dopo averci fatto credere di voler ripopolare la montagna, e già era sbagliato, si rivolge ai cacciatori, con una lettera e un manifesto pubblico, quasi a voler dire preparatevi alla mattanza che i cinghiali stanno arrivando. Bosco non sa che esistono anche cacciatori illuminati e moderni, che rifiutano i metodi di mattanza e intendono la caccia in modo moderno, funzionale all'ambiente e solo come fatto selettivo e non di pura soddisfazione per l'uccisione di un animale indifeso. Massimo Vitturi, responsabile caccia e a della LAV,condanna anche la soppressione di selezione e di contenimento, chiedendo altri metodi. Pensa cosa direbbe della mattanza che l'assessore Bosco, voleva fare, che non fa fare a lui una bella figura , e questo poco ci riguarda, ma non la fa fare ai cacciatori, che non meritano di essere accostati ad un personaggio politico così inconsistente e persino contradditorio. Ecco quando si pensa che amministrare sia un esercizio di clientela e non uno studio continuo della realtà e la capacità di leggerla e modificarla per il bene comune Luciani Luciano La Destra