Visita guidata
EDITORIALE
- Dettagli
- Pubblicato: Martedì, 27 Novembre 2007 09:34
Quando lo scandalo
non scandalizza più.
Senza la volontà di entrare a gamba tesa nel dibattito politico (sic!), davanti ad una tastiera wireless impolverata, poniamo all’attenzione dei naviganti, una serie di considerazioni legate alla sfera delle opinioni sulle quali qualche riflessione, intendiamo, vada fatta. Partiamo da un concetto semplicissimo al limite dell’ovvio: La democrazia non è l’affermazione di un’idea maggioritaria su di una minoritaria, questa è una palese interpretazione algebrica alquanto discutibile. La democrazia è il rispetto delle regole, anche se queste vengono invocate da chi i numeri per farle valere non li ha. Le elezioni amministrative servono ad individuare i governanti non a garantir loro immunità e impunità risultanti di maggioranze elettorali, tantomeno risicate. Leggiamo dai resoconti della cronaca locale riportati dalla stampa (salvo delle omissioni grossolane) che le opposizioni si appellano alla legittimità degli atti. E’ cosa buona e giusta. La sensibilità ambientale della destra storica locale, ispiratrice di manifestazioni di spirito agreste, tradita dai rappresentanti operanti nelle stanze dei bottoni mostra un sussulto d’orgoglio, senza precedenti, sperando di non essere smentiti presto da note stampa contenenti apprezzamenti generici su fantomatici risultati raggiunti. I cacciatori, le associazioni ambientaliste mostrano, uno stato di disagio contenuto, delegando ad altri la soluzione del problema. I pettegolezzi paesani individuano i soggetti che beneficeranno dei lauti indennizzi di esproprio. Nobili analisi, degne di nota. Posizioni rispettabilissime. Ma la politica dov’è? E per politica non intendiamo quella dei partiti, comunque censurabili per un letargo che va oltre l’inverno, fatto salvo l’iperattivismo per far piacere al referente di turno alle primarie del PD. Pensate che il dibattito sul parco eolico possa essere acceso da un’integrazione all’ordine del giorno di una convocazione del Consiglio Comunale? Ci pare quantomeno presuntuoso. O rientra nell’assioma: “Ci simu nui e cummannamu nui”? La relazione dei proponenti ha analizzato il rapporto costi-benefici? Come si coniuga l’istallazione di totem metallici con lo sviluppo ipotizzato dai profeti dell’ambiente? E’ stato predisposto uno studio parallelo con l’ipotesi di impianti fotovoltaici? Quali sono le ricadute sull’economia locale? Quali sono le ricadute sulla finanza locale? Non ci sembra che siano state date risposte esaustive a questi interrogativi. Ci sembra invece di sbrigare la faccenda con una certa celerità. Come se qualcuno ci corresse dietro. Sarebbe stato necessario guardare le facce di chi ha alzato la manina per dire sì al parco eolico, e sarebbe stato necessario individuare nel pubblico soddisfazione o delusione. Sarebbe stata necessaria l’attenzione che il giocatore di poker mette davanti al tavolo verde per intuire se l’avversario ha in mano una scala reale o un bluff. A meno che non ci si trovi di fronte ad un baro.