Visita guidata

Il paese che non c'è più

"Pare Mennicinu"

Nel frattempo che ci si accapiglia sulla telenovela parrocchiale, la vita scorre come tutti i giorni, sempre peggio. Ieri sera in un locale del centro un giovane, della vicina San Bartolo (Frazione del Comune di Mendicino n.d.r.), sorseggiando una bibita, resosi conto che nelle adiacenti strade non era presente anima viva, ha esclamato: “pare Mennicinu”. Mai affermazione fu tanto azzeccata. È noto che Cerisano era paese vivo, il paese della movida, un paese “aperto” anche di notte. Invece……al calar della sera, si accendono le luci ad illuminare quel paese che non c’è più. La crisi? L’affermazione “pare Mennicinu” sconfessa questa tesi proprio perché è un fatto culturale, anzi era un fatto culturale, una prerogativa paesana che si è dissolta sotto i colpi inferti da coloro i quali hanno remato contro il paese. Un uomo con la macchina “taroccata” ha pilotato da vent’anni il paese verso l’oblio. Un uomo che ha anteposto gli interessi personali e familiari  a tutto, a quelli del paese a quelli di una comunità che stenta ad uscire da questa cappa,  che annaspa sotto la coltre scura nella quale è stato scientemente relegata. A nulla serviranno gli addobbi natalizi, né il tentativo isolato di associazioni e altri organismi presenti sul territorio di far vivere l’atmosfera della festa più bella dell’anno. Si è perduto l’orgoglio, l’orgoglio paesano, quello che ci rendeva diversi, quello che aveva permesso al paese di assurgere a modello, appunto, il MODELLO CERISANO. Si è affermato, invece, perché teorizzato, il modello incolore di uomini e donne che hanno voluto il male del paese e della sua gente. Si è affermato un modello importato da culture che non ci appartengono. Si è affermato il modello che non crea le condizioni del Diritto. Questo, ha voluto l’uomo con la macchina “taroccata”. È stato facile, più di quanto lui stesso pensasse.