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I soliti...........

Il terrore del confronto

Leggendo stamattina (ieri n.d.r.) il quotidiano, e specificatamente un articolo intervista del gruppo Primavera Cerisano, di cui avevo fino a quel momento condiviso con entusiasmo i contenuti e la tensione civile; mi sono imbattuto nella seguente frase :  <bisogna rispondere alla nostra politica fatta di un gruppo coeso e non a singoli o solitari soggetti>. Il sottoscritto, è certamente e per personale  scelta, un soggetto solista; ma non perché costretto da un epoca dominata da tetri buffoni  che non hanno nemmeno l’unica virtù della buffoneria, l’allegria. Nemmeno perché si ha l’impressione che la libertà di pensiero non sia riconosciuta da un tempo in cui primeggiano adulatori e servi, mescolati a ciarlatani riveriti e potenti privi di dignità. Ma soprattutto preferisco parlare da solo per non essere costretto a partecipare ad una mascherata oscena, costretto  a dover parteggiare per una consorteria o per l’altra che si contendono lo scettro del dominio. Non mi è mai andato di essere coinvolto nelle corti, nei miasmi putridi e corrotti delle consorterie, non mi è mai andato di suonare spartiti di altri, né di mangiare in mangiatoie comuni, ma piuttosto di cercarmi il nutrimento a prezzo di fatica. Ma del resto, nessun grande pensatore, nessun grande personaggio della storia è mai stato in gruppo, ma solo solisti del pensiero e della verità, da Socrate, a Galilei, da Ghandi a Martin Luter King, e non perché mi senta come loro, ma perché  il loro esempio mi conforta oltre a darmi ragione. E tutti i grandi pensatori liberi, hanno in comune, l’essere avversati dalle mediocrità e dalle dittature dei peggiori, che pretendono di farli stare zitti. Anche le grandi orchestre sono fatte da grandi solisti che si uniscono per suonare musiche celestiali, ma quando l’orchestra suona lo stesso strumento, rimane certo, che il suono diventi persino fastidioso. Certo  gruppo è bello, ma se ha voci diverse, voci critiche,  un gruppo che si impegna per il gruppo e si infastidisce per soggetti solitari che comunque rappresentano qualcosa anche solo se stessi,diviene un gruppo teso non al bene comune, ma al gruppo stesso. Allora chi ha più diritto di parola? un gruppo finalizzato al proprio potere e dominio sull’altro e su tutti, o un singolo che parla di cose comuni e nell’interesse di tutti, senza dover pensare alla utilità personale delle cose che dice, ma con il solo obiettivo di spargere il proprio pensiero in libertà e democrazia. La verità che questo essere in gruppo, alla fine crea dei muri invalicabili tra gli appartenenti a esso,e la realtà vera e le necessità reali di una comunità. Si finisce come nel mito della caverna di Platone, in cui il gruppo che si era rinchiuso nella caverna, ormai scambiava la realtà dell’esterno, con una realtà finta, credendo il mondo reale, il proprio buco, disconoscendo persino il sole, e uccidendo chi provava a dire la verità. Le persone che sanno vedere la realtà da una posizione privilegiata, senza i muri dei pregiudizi o delle appartenenze, si curano dell’essenziale e della realtà delle cose, e soprattutto non rinunciano a vivere affidando la propria vita e personalità ad un gruppo. Ma anche i tempi attuali suggeriscono che l’essere in gruppo è superato dai tempi, non vi sono più parrocchie, né partiti, perché la gente è più istruita e più libera, basterebbe dare un occhiata sui social network, per capire come ormai sono le individualità che riescono a confrontarsi e a dare soluzioni. La verità che i gruppi sono nient’altro che un tentativo di barricarsi in un passato che non c’è più, la capacità di essere in solitudine è la capacita di essere già proiettato nel futuro e di non temerlo, ma di saperlo accogliere a braccia aperte. Ma la solitudine del pensiero non è quella che pensate voi, che temete perché avete bisogno di stare insieme perché impauriti dal non conoscere se stessi; ma è capacità di astrarsi. Astrarsi dalle miserie umane,astrarsi dagli squallidi interessi, dall’egoismo di leader che pensano solo alle loro piccole vite. Astrarsi significa saper veramente saper mettere da parte gli interessi e l’egoismo personale, per gli interessi generali . Astrarsi  significa saper guardare il mondo dagli astri, cioè dall’altro, in serenità, in modo distaccato, senza capi che ti fanno pensare come vogliono loro. Auguro a tutti quelli che credono il gruppo come unica possibilità di trovare verità e felicità, di poter conoscere quello che gli antichi greci definivano Kairos. Che è il momento in cui il pensiero assume regalità e verità, è il momento in cui il divino che è in noi prende il sopravvento e ci fa vedere la vera strada da percorrere. Ecco fin quando il vostro tempo sarà scandito solo dal Kronos, che è il tempo mortale, dell’orologio, degli interessi quindi, continuerete a credere di aver ragione in questa pretesa di voler eliminare dal panorama politico locale, ogni forma di pensiero libera per sostituirla al pensiero unico di antica memoria novecentesca. Continuate a suonare con una sola nota, continuate a vivere in gruppo, nessuno né vi vieta, né vi critica, ma a me lasciatemi volare in alto, nel cielo, tanto che fastidio vi do?

Luciani Luciano