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Sbagliata la collaborazione con gli "amorali"

Altro che pacificazione!

Sento parlare in questi giorni da parte di qualcuno di necessità di pacificazione, di volontà di superare le divisioni di questo paese. Lo sento soprattutto da parte di persone volenterose di associazionismo, illuse di poter vivere una vita in una ricca cittadina piena di vita associativa, e di un tessuto sociale molto unito. Ma  diciamolo francamente, questo paese non è cosi, si illude o fa finta di crederci, ma è certamente all’opposto di quello che vuole far credere. Eppure basterebbe leggere il celebre antropologo, Edward Banfield, nel suo trattato tristemente famoso “Familismo amorale”. In questo trattato, appare chiaro, in tante realtà del nostro meridione, la vecchia borghesia ha per scopo politico, quello di arrivare ad imporre il proprio clan, in modo da garantire ai suoi appartenenti ogni privilegio e ogni arbitrio, persino quella della distinzione del bene e del male, tanto che chi prova a dire le sue idee, viene etichettato come nemico del Paese, (vi ricorda qualcosa questo? Volete i nomi e cognomi della pseudo-borghesia di Cerisano impegnata in questa opera?) In queste comunità l’unica norma che regola la vita sociale, di questi poverissimi arretrati paesi, è quella di massimizzare unicamente, i vantaggi materiali, di breve termine della propria famiglia nucleare, supponendo che tutti gli altri si comportino allo stesso modo. Cosi i privilegi di pochi hanno ragione sui bisogni di tanti; è il familismo amorale, la conseguenza? Il blocco totale dello sviluppo del Paese. Quindi, pensare di cambiare con una pacificazione, dà l’impressione di essere stati già cooptati, dai clan, questa è la verità della cultura, questo è quello che accade, questo è quello che vede chi ha occhi e non solo stomaco da riempire. Luciano Luciani