Visita guidata

Cominciamo a fare la nostra parte

I governanti ce li scegliamo da soli

Non ci siamo mai occupati di politica nazionale, siamo rimasti sempre nell’alveo della nostra municipalità. Oggi ci sembra un atto dovuto, per quello che sta succedendo nel nostro paese e per quello che potrebbe ancora succedere. Una goccia d’acqua in un mare burrascoso. L’Italia è interessata da una profonda crisi, più politica che economica ed è oggetto di speculazioni che stanno affossando la nostra già precaria economia producendo disoccupazione e povertà. La pantomima alla quale si assiste ci lascia di stucco, ci rende interdetti, ci butta nello sconforto, inermi. Non si va oltre alla propaganda, non si governano gli eventi, non ci si assumono responsabilità. Tutt’altro si provocano accadimenti negativi per il paese e per la gente, ci si accapiglia addossando la responsabilità a terzi, sovente a quelli di prima. Questo modello provoca emuli anche in periferia, questo modello antepone la propaganda ai fatti, questo modello ha fatto male al paese, tanto male. Forse non c’è tempo per aspettare le elezioni, sarebbe troppo tardi. Non è un invito alla rivoluzione ma è un’esortazione a manifestare pubblicamente il pensiero di disaccordo, di censura, di bocciatura di un mondo che va cambiato. Cominciamo con una parola ad un amico, ad un conoscente, ad un collega, ad un vicino di casa. È importante. Più di quanto pensiate.