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Marchiane imprecisioni
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- Pubblicato: Venerdì, 25 Febbraio 2011 04:57
Mutazione genetica e contiguità palesata.
In riferimento all’articolo, dal titolo <<Ridotto a Sala da Pranzo>>, pubblicato sul Quotidiano di ieri, 24 febbraio 2011, a pag 28, il sottoscritto Pierfrancesco Greco, Consigliere Comunale presso l’Ente cerisanese, ritiene congruo esplicitare alcune precisazioni, volte a rettificare le tante imprecisioni in esso riportate. Nell’articolo in questione, si parla della vicenda relativa al palazzo Sersale di Cerisano, ovvero della questione concernente il Contratto di locazione stipulato, tre anni fa, tra il Comune ed una società di catering: un accordo, che, oltre a svilire le reali potenzialità dell’immobile, non ha prodotto alcun beneficio di carattere economico all’ente, e contro cui si sono registrate una serie di iniziative di protesta (animate da alcuni membri della società cerisanese) che, a quanto pare, hanno iniziato a sortire positivi (anche se ancora non decisivi) effetti, quale l’avvio, seppure tardivo, delle procedure di risoluzione del contratto, da parte degli organismi comunali. Ma, in questa sede, la questione che lo scrivente intende porre alla pubblica attenzione non è questa: la presente nota, vuole, piuttosto, dare testimonianza di alcune incontrovertibili verità. Innanzitutto, il sottoscritto contesta il tentativo, ravvisabile nel suddetto articolo, di accreditare certe fittizie primogeniture strategiche, riguardo al movimento d’opinione, che, da tempo, si batte per il recupero del Sersale; nello specifico, è da considerarsi grottesco il richiamo al presunto dinamismo di un’associazione politica, nata da qualche mese, riguardo alla situazione del Palazzo: dinamismo che, a noi cerisanesi, risulta non pervenuto. Piuttosto, nell’articolo sarebbe stato opportuno riportare che le prime iniziative di denuncia, in merito alla parabola del Palazzo Sersale, risalgono al 2008: la più importante di esse fu un’interrogazione, presentata, al riguardo, da Gabriele Limido (caldeggiata da Luciano Luciani) al Presidente della Giunta Regionale. Successivamente la “Questione Sersale”, o meglio la risoluzione di tale vulnus, ha costituito, e tuttora costituisce, una delle priorità dell’operato consiliare del sottoscritto, come stanno a dimostrare l’interrogazione, inoltrata al Sindaco il 7 ottobre 2010, e i numerosi interventi, resi pubblici, in merito alla problematica: attività, queste, concentratesi, per la cronaca, in un arco temporale brevissimo, ovvero dall’inizio del mandato da Consigliere, avvenuto lo scorso luglio (al buon intenditor…). Oltre a tutto ciò, va evidenziato l’attivismo della locale Fabbrica di Nichi, i cui giovani membri hanno preso molto a cuore le sorti della storica residenza ducale, promuovendo, nello scorso mese di novembre, un Convegno ed una raccolta firme, che hanno riscosso notevole successo. Ecco (nonostante qualcuno abbia, ieri, maldestramente tentato di creare confusione attorno ai periodi di svolgimento di certe iniziative, oltre che in merito alle denominazioni ed alla natura di certe associazioni politiche), questi sono stati, e sono, gli unici alfieri della lotta per la salvezza di Palazzo Sersale: donne, uomini, giovani, che hanno speso le loro energie e capacità nell’interesse della locale collettività; donne, uomini, giovani, che, nonostante ciò (o, forse, a causa di ciò), sono risultati, spesso, bersaglio di critiche e cattiverie da parte di taluni manovratori occulti, i quali, oggi, cercano di far proprie lotte a cui sono estranei, e riguardo alle quali hanno sovente palesato indifferenza, accondiscendenza, contiguità, e, quindi, fattuale complicità, soprattutto morale, con chi ha determinato la decadenza di Palazzo Sersale e di tutta la realtà territoriale cerisanese.
Pierfrancesco Greco Consigliere Comunale Cerisano