Visita guidata
Meglio uomini liberi che servi dei padroni.
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- Pubblicato: Venerdì, 25 Febbraio 2011 04:37
Deplorevole tentativo di appropriarsi delle battaglie altrui
Le parole spesso uccidono più di una pallottola. Quelle poche parole lette, a cui non volevo credere, avevano certamente l’intento di uccidere. Uccidere non un avversario politico, non solo un insieme di azioni, ma quel continuo impegno, che in questi pochi mesi dalla vostra nascita avete profuso. Parole non istintive, ma calcolate freddamente. Con un cinismo ed un servilismo, che ha lasciato veramente scioccata una intera comunità e non solo voi cari giovani della Fabbrica di Nichi. Guardate, nessuno in questi mesi aveva mai messo in dubbio la vostra voglia di partecipare, nessuno anche i vostri naturali avversari politici, avevano mostrato rispetto per voi, magari non condividendone le idee, ma rispetto. Mi farò magari ancora nemici, non sentirò ancora una volta le sirene che mi dicono <chi te la fa fare, tanto tu mica sei candidato>. Ma, non resisto; quella frase, che con cinismo voleva strapparvi dalle mani, un’attenzione al Sersale, un amore per questo territorio che altri non erano riusciti nemmeno a avvicinare, era la pallottola mirata al cuore della vostra passione. Si era la vostra passione il vero intento il vero obiettivo, era la vostra capacità di essere leali, era la volontà di deprimervi, per potervi dire domani, vedete, l’impegno non serve a niente, meglio mettersi al servizio del potere, dei soldi, e servirli per averne un beneficio personale , strappato alla comunità. Prendo in prestito un passaggio dell’evangelista Giovanni, è un dono che condivido con tutti i giovani liberi che ci fanno ancora sperare. Leggetelo con spirito anche laico, non necessita essere necessariamente credenti. <<Allora vidi scendere dal cielo un angelo che teneva in pugno la chiave del mondo sotterraneo e una lunga catena. E l’Angelo afferrò il Mostro, lo gettò in quel modo, con la chiave e ne chiuse l’entrata. La sigillò sopra di lui perché non potesse ingannare nessuno. Poi seduti sul trono, vidi intorno a a Dio, coloro che non si erano mai inginocchiati , che al Mostro non avevano mai eretto statue, e che quindi non avevano mai avuto sulla fronte e sulla mano, il marchio Mostro. E questi, non marchiati, tornarono in vita e vissero per sempre>>. Ecco, ragazzi ! è in questi momenti che non bisogna cedere, bisogna resistere. Tanti saranno i momenti in cui il Mostro vorrà mettere il marchio sulla vostra fronte e sulla vostra mano, come ha già fatto su tanti. Dobbiamo resistere, perché vogliamo vedere la fine e la sconfitta del Mostro, e la vittoria dell’Angelo che lo imprigiona. Dobbiamo non cedere, perché vogliamo vivere, senza dover portare sulla fronte e sulla mano, il marchio del mostro, che è il marchio della servitù e della complicità. Luciano Luciani