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- Pubblicato: Domenica, 02 Gennaio 2011 07:11
Un anno cruciale per la nostra comunità
Il 2011 sarà un anno importante per il nostro paese, per la nostra comunità, per il futuro della nostra gente. Non tanto per la celebrazione del rito delle elezioni fine a se stesso, ma, per tutto quello che da questo potrebbe scaturirne. Spesso si pensa al periodo elettorale come una mera espressione del folklore paesano a cadenza quinquennale, con le sue tradizioni, con i sui riti notturni, con le sue divisioni. Una sorta di spettacolo nell’arena cui assistere senza pagare il biglietto, dimenticando che il risultato, che per un giorno fa gioire gli uni e intristire gli altri, è decisivo per la vita della comunità per 5 volte 365 meno un giorno, appunto quello della festa, della sfilata, degli sberleffi. Una piccolissima parte della nostra comunità vive per questo, un’altra infinitesimale minoranza vive perché non vinca qualcuno, la stragrande maggioranza spera che da questo momento collettivo il paese possa risorgere e venire fuori da quel terreno melmoso dove è stato relegato. Le regole della democrazia consentono, a chi ne abbia voglia, di partecipare, ma non permettono di sottovalutarne la portata e la dimensione, non consentono a chicchessia di approcciarsi all’evento come a una“giostra”, a un “palio” degli asini o a una partita di pallone, o peggio a un’occasione per non vedere mortificate le proprie ambizioni di carriera. Perché questo non è un fatto privato, perché questa non è una semplice partita del campionato, ma è la partita dalla quale dipende il futuro della nostra comunità, dei nostri figli. Le storie personali dei protagonisti dovranno rappresentare il primo punto di partenza per una giusta valutazione. Le capacità riconosciute dei contendenti dovranno diventare l’elemento centrale del giudizio del cittadino elettore, e questo giudizio potrà e dovrà essere espresso fin da subito. Fin da quando piomberanno nelle case di ognuno di voi per offrirvi una candidatura, spesso formulata con una promessa di un miglioramento del futuro personale, mentendo sapendo di mentire. Al centro di tutto dovrà esserci il paese e la sua gente, dovrà esserci l’ente da amministrare, dovrà esserci la consapevolezza della forza che ognuno di noi può esercitare da qui in avanti. Il cittadino non è un numero da blandire con una pacca sulle spalle o con un sorriso ammiccante o con un pizzicotto sulla guancia. Il diritto lo individua quale “elettore attivo”, il protagonista assoluto nello scegliersi il proprio futuro. Appunto, non solo il giorno della chiamata alle urne. Appunto, fin da subito.