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Pensieri e Auguri di fine anno
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- Pubblicato: Venerdì, 31 Dicembre 2010 05:18
Tanto per non lasciare nulla in sospeso
Da diversi giorni, avevo in animo di proporvi alcuni pensieri inerenti agli accadimenti politici succedutisi nelle ultime settimane nel nostro paese: l’ho fatto già poco tempo fa, illustrandovi i retroscena relativi al mancato svolgimento dell’ormai noto consiglio comunale del 2 dicembre scorso (che ha, nei fatti, segnato l’avvio della “valanga” dimissionaria in seno agli ambienti amministrativi), ma avevo omesso di rendervi edotti in merito ad alcuni “particolari”, decisamente illuminanti sull’infima considerazione che il rispetto delle regole gode presso certi organismi di potere; di ciò avevo intenzione di parlare più in là, magari contestualmente ad una manifestazione pubblica, sennonché le “acute” riflessioni rese note, a mezzo stampa, prima di Natale dall’autonominatosi Assessore “al controllo”, Ugo Ventrella, mi inducono ad esplicitare alcuni concetti, non basati sulla frustrazione umorale di chi è consapevole (lo si spera, almeno) di aver fallito nel compito avventatamente demandatogli negli anni scorsi, bensì su dati oggettivi, come è, del resto, mio costume. Evitando di entrare nello specifico di altre “perle”, ad iniziare dalla sua pretesa funzione di controllo sull’attività di una Giunta di cui egli ha condiviso (e condivide) tutto, contenute nelle succitate dichiarazioni prefestive dell’illustre Assessore, voglio soffermarmi sul punto in cui egli parla di me, irridendo il mio operato consiliare. Sia chiaro, non è che ciò mi abbia dato tanto fastidio, anzi, la grossolana ironia di un’(ex) Assessore, risultato palesemente inadeguato nell’adempiere ai propri compiti amministrativi, mi ha gratificato, elevando, se vogliamo, di più la mia, fino ad ora, dignitosa esperienza consiliare; in ogni caso, le scadenti favolette, raccontate sui giornali, da uno degli aspiranti candidati alla carica di sindaco, presenti nell’agone, meritano alcune risposte. Esimio signor Ventrella, è vero, io la sera del 2 dicembre scorso (e non del 30 novembre, come da lei erroneamente lasciato intendere nelle sue pittoresche dichiarazioni) ho prestato aiuto a qualcuno: nella fattispecie ho aiutato, ho cercato di aiutare, questa comunità a divincolarsi dal giogo vessatorio che volevate imporgli con un aumento illegittimo (è bene che si sappia) delle tasse. Si, cari cittadini, avete letto bene: la distruttiva manovra pensata dai geni contabili comunali, per ripianare il buco da 98.640, 00 Euro, provocato dalla loro incapacità di reperire fondi di provenienza extracomunale, non aveva i crismi della regolarità. Infatti, secondo quanto previsto dall’articolo 3 della Legge n. 212, del 27 luglio 2000, quella afferente alle Disposizioni in materia di statuto dei diritti dei contribuenti, le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo. Una norma, questa, che risulta ancora più chiara, se integrata con le disposizioni che la giurisprudenza, anche attraverso alcune leggi finanziarie, ha sancito in merito a tale questione: dalla consultazione di queste normative, risulta evidente che il termine per deliberare le aliquote e le tariffe dei tributi locali e le tariffe dei servizi pubblici locali, nonchè per approvare i regolamenti relativi alle entrate degli enti locali, è stabilito entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione. In parole povere, nell’assise consiliare del 2 dicembre scorso, l’aumento della tariffa Tarsu, non si poteva adottare più, e, se deliberato, avrebbe assunto le fattezze di un abuso ai danni dei cittadini, così come l’Assestamento di Bilancio, che, se fosse stato deliberato, facendolo vertere sul predetto aumento delle tariffe, si sarebbe rivelato illegittimo, non solo per il mancato rispetto del termine prescritto, in proposito, dalla legge, ma anche per l’incapacità della maggioranza di adottare una preventiva ed adeguata manovra di variazione nei tempi giusti; una manovra, che non fosse quella basata, appunto, su un aumento tariffario indebito, tale, dunque, da stravolgerne gli equilibri. Come vedete, l’assise consiliare del 2 dicembre sarebbe stata “l‘apoteosi” delle irregolarità: irregolarità non solo procedurali, ma anche giuridiche, investenti pienamente l’ambito politico-amministrativo; irregolarità, impudentemente propinate all’assemblea consiliare e alla cittadinanza cerisanese. In ragione di questo io chiedo: perchè, caro signor Ventrella, lei, da “diligente amministratore”, come ha avuto l’ardire di definirsi, non s’è reso conto di tali, pacchiane, irregolarità? Perché le ha ignorate? E se (cosa decisamente improbabile) la responsabilità non è stata sua, perché non ha esercitato la funzione di controllo, di cui ora si fa alfiere? Perché ha permesso la proposizione di quell’Ordine del Giorno? Forse perché il mancato aumento delle tasse ed il mancato assestamento, a cui lei s’era ossessivamente appellato, nelle precedenti settimane, quale panacea dei guasti contabili comunali (per tempo rilevati dalle opposizioni), avrebbe reso ancor più palesi le sciocchezze da lei proferite fino a quel momento? Non so… so solo, che, di quelle irregolarità, io m’ero reso conto nelle ore precedenti il Consiglio, maturando l’intenzione di esporle in quella sede: avevo, però, timore che, come al solito, ve ne foste infischiati dei richiami delle opposizioni, procedendo ugualmente al varo “abusivo” di quei provvedimenti, che avrebbero dato un colpo durissimo alle finanze delle famiglie e delle imprese cerisanesi. Ecco perché, ho inteso porre l’eccezione di legittimità, connessa alla mancata convocazione dei consiglieri, che, facilmente riscontrabile sul Regolamento del Consiglio comunale, avrebbe fatto saltare (non slittare, caro sig. Ventrella) quell’adunanza e, con essa, le INIQUE ED IRREGOLARI proposte deliberative elaborate dall’amministrazione, di cui lei fa organicamente parte. Questo è tutto, signor Ventrella: come vede (reitero una riflessione già espressa sopra) quella sera, il 2 dicembre scorso, ho prestato aiuto: l’ho prestato alla legalità, l’ho prestato a questa comunità, l’ho prestato, soprattutto, alla speranza di riuscire, presto, nel nuovo anno, a lasciarci, definitivamente, alle spalle due lustri d’incapacità, di regresso, d’inconsistenza amministrativa. Solo in questo caso, sarà, veramente, un… Buon Anno, per tutti! Pierfrancesco Greco Consigliere Comunale Cerisano