Visita guidata
Per Natale show cucching
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- Pubblicato: Domenica, 12 Dicembre 2010 07:16
Cerisano perde di vista la realtà
L’avvicinarsi, repentino, della tornata elettorale di primavera per il rinnovo del consiglio comunale, suscita, nei concorrenti appollaiati ai nastri di partenza, ansia da prestazione. Un manifestino dalla grafica poco leggibile e, soprattutto, le grandi manovre per la costruzione in piazza degli stand lasciano intendere evidente che la politica per arrivare al cuore della gente ha scelto il folklore. Si maschera la politica, dietro sigle in parte compiacenti, alcune nuove, altre meno. Alcune che avevano intrapreso un viatico un tantino più nobile, altre meno. Ai cuddruriaddri si risponde con la cuccìa, al contenitore natalizio evocato nella riunione della “solidarietà”, si risponde con il presepio vivente “alternativo” contornato da una serie d’iniziative “sotto l’albero”. Per dovere di cronaca bisogna ricordare che il copyright del format appartiene al riccioluto assessore Bosco e alle sue ruseddre. Eccellente modello. Non c'è che dire.
Alla fine di questa “sbornia” il giorno della Befana capiremo chi vincerà: il “peperone verde” o il “pomodoro rosso”. Alla fine di questa “ubriacatura” verificheremo se San Giuseppe sia quello del “Calvario” o quello della “Croce”. Tanto per evitare equivoci, possiamo tranquillamente affermare che non ci dispiacciono per niente l’ardore movimentista e cotanto folklore paesano (anche se ognuno fa quello che sa fare), sperando che possa servire a svegliare dal torpore il nostro sonnecchiante paese, almeno a Natale, ma, la politica è altra cosa. Il paese è altra cosa. Il progetto politico per il rilancio è altra cosa. I drammi del nostro paese non andrebbero nascosti dai fumi che fuoriescono da padelle e pentoloni e dalle fragranze di prelibate leccornie. Le prossime elezioni per il rinnovo del consiglio comunale rivestiranno l’inquietante caratteristica di “ultima spiaggia”. Il paese si ritroverà di fronte alla scelta di fermarsi, o, continuare ad affrontare, appunto, il mare in tempesta senza meta verso l’oblio. Forse la percezione di quello che è successo in questi anni e di quello che in questi giorni, amplificato da comportamenti incredibili e impensabili, succede, non giunge al cittadino. Il cittadino è vittima di un sistema diabolico che lo esautora dei diritti minimi di cittadinanza. Il cittadino è considerato come il pollo da spennare nel gioco delle tre carte: asso vince, cavallo perde. Dove, appunto vince sempre l’asso in mano al banco. Nel luogo, appunto, dove il baro e i suoi compari possano meglio frastornarlo. Spesso nelle fiere paesane, appunto. A margine di questa riflessione ci siamo posti un ultimo interrogativo sul significato della dicitura “patrocinio del Sindaco” impressa in calce alle locandine. Che i sopravvissuti dell’amministrazione da lui capeggiata non siano del tutto d’accordo? Che gli organizzatori delle manifestazioni non siano inclini a “confondersi” con l’amministrazione in scadenza rinnegando uomini, storia e cronaca? Forse il primo cittadino ha offerto il patrocinio personale investendo soldi propri in segno di gratitudine e per festeggiare la sopraggiunta età pensionabile. Non ci risulta infatti che l’ufficio del Sindaco possa disporre di un portafoglio per sostenere iniziative di vario genere. O forse è un messaggio inequivocabile di sostegno a colui il quale deve tutte le sue fortune? Con buona pace di Ugo e della comunità tutta, che avranno elementi per comprendere.