Visita guidata

Ammissione di colpevolezza

Senza trucchi il consiglio sarebbe stato sciolto

Meglio tardi che mai… Alla fine (successivamente alla segnalazione inoltrata da cinque consiglieri d’opposizione, alla Procura della Corte dei Conti di Catanzaro, di cui attendiamo il pronunciamento), i “creativi” della finanza stazionanti in Comune, i nostrani eredi di Quintino Sella, hanno dovuto ammetterlo: il provvedimento di salvaguardia degli equilibri di bilancio, acriticamente approvato, durante il consiglio comunale dello scorso 21 ottobre 2010, dall’inerte ed esigua maggioranza stampellante l’attuale Giunta, risulta viziato. Un vizio non formale, ma decisamente sostanziale, estrinsecantesi, come è stato diffusamente spiegato nei giorni scorsi sui vari organi di stampa, in una voce, un somma d’entrata, ammontante a 98.640,00 Euro, che non sarebbe dovuta comparire in fase di riequilibrio, per un motivo semplicissimo: tale somma era, ed è, inesistente, essendo, essa, la risultante previsionale di un contributo regionale (relativo alla raccolta differenziata) richiesto dal Comune ad inizio anno e, successivamente, non concesso, dalla Regione, all’Ente cerisanese, essendo stato, quest’ultimo, giudicato non in possesso dei requisiti minimi d’idoneità necessari all’accoglimento della predetta domanda. Essendo presente, a quel punto, nel bilancio cerisanese, una somma prevista ma non accertata, si sarebbe dovuto effettuare il riequilibrio, con altri fondi. Solo dopo, si sarebbe potuto procedere, in sede consiliare, all’approvazione dei provvedimenti di salvaguardia degli equilibri di bilancio, in ossequio all’articolo 193, comma 2, del Tuel. Invece, durante il consiglio del 21 ottobre 2010, nulla di tutto ciò è avvenuto: è stata sottoposta al voto consiliare l’approvazione di un equilibrio ottenuto con l’ausilio di una somma (98.640,00 Euro) priva di qualsiasi titolo attestante il suo accertamento (fattore, quest’ultimo, NECESSARIO ed INELUDIBILE, nella fase di riequilibrio). Come sapete, ai rilievi mossi, in quella sede, dal sottoscritto, in ordine al perdurante disequilibrio, caratterizzante il bilancio, l’Assessore al ramo, unitamente ad altri autorevoli esponenti della maggioranza, ha risposto con tono stentoreo, quasi irridente, ponendo, di fronte all’assemblea ed ai cittadini presenti, l’accento su un ricorso, presentato dal Comune, afferentemente alla sua esclusione dal suddetto finanziamento Regionale. Argomentazione, questa, palesemente vacua e insignificante in quella sede, non costituendo il RICORSO, evocato dall’Assessore, un titolo legale, capace di attestare l’accertamento in bilancio della somma prevista. Ad ogni modo, nonostante gli ammonimenti formulati, in merito alle responsabilità, politiche e contabili, di cui risultano investiti i consiglieri comunali, i colleghi della maggioranza hanno provveduto a mantenere in piedi (e su ciò ci ritorneremo dopo) questa “farsa amministrativa”, con il loro voto: un voto approvante un’irregolarità contabile, un vizio, un buco, di cui nei giorni scorsi sulla Gazzetta del Sud, l’Assessore al Bilancio ha, di fatto, ammesso l’esistenza, affermando quanto segue: <<gli uffici sono già al lavoro per determinare la ripartizione della cifra in oggetto, la quale, in parte, verrà distribuita sulle cartelle di pagamento a carico dei cittadini, e in parte coperta con fondi di bilancio>>. Una dichiarazione cristallina, confermante i rilievi mossi dai banchi della minoranza, e, perciò, ammettente:

  • il disequilibrio, ad oggi, perdurante;

  • consequenzialmente, il vizio, il vulnus, compromettente il provvedimento di salvaguardia degli equilibri di bilancio approvato, irresponsabilmente, dalla maggioranza durante il consiglio comunale del 21 ottobre 2010;

  • l’irrilevante amenità di certi elementi (ad iniziare dal citato RICORSO) citati in quella sede, al fine di giustificare una procedura, che, risultando avulsa da ogni legge o regolamento contabile, è stata determinata, unicamente, da un’indolenza, da un’incapacità, gestionale ed amministrativa, ormai “accertata”, tanto per restare, semanticamente, in argomento;

  • i guasti ed i danni, che tale incapacità causerà ai cittadini, sulle cui spalle, i signori del Comune, intendono scaricare le amare conseguenze dello sfascio economico provocato nel corso di due fallimentari lustri amministrativi.

Una dichiarazione, insomma, da cui si desume, ulteriormente, la complessità di un disastro e che ci deve indurre a riflettere su un dato: la sera del 21 ottobre 2010 NON SI E’ PROCEDUTO, di fatto, ad alcun riequilibrio; ergo, in linea con gli articoli 193 e 141 del Tuel, in condizioni politicamente normali, sarebbe, già da tempo, stata avviata la procedura di scioglimento del consiglio (articolo 141, comma 2, Tuel), evitata, durante l’assise comunale del mese scorso, dall’imbarazzante (a questo punto) placet dato dai consiglieri di maggioranza al predetto provvedimento di “squilibrio” finanziario. Insomma, cari cerisanesi, noi attualmente siamo amministrati da una giunta tenuta a galla da un artifizio contabile e politico, l’ultimo (confidiamo veramente che sia tale) di una serie di oltraggi perpetrati, ai danni dei cittadini, da un potere ormai prossimo al collasso. La speranza è che coloro i quali, in questi anni, sono stati la linfa vitale di questo potere, prendano atto dell’inopportunità, non solo politica, di prolungarne l’agonia; agonia, che avrebbe effetti deleteri per TUTTI. Mi rivolgo, quindi, ai colleghi della maggioranza: in questi anni la vostra azione (anti)politica ha compromesso il presente ed il futuro di questo paese. Non infierite ulteriormente, restituite Cerisano ai cerisanesi, ridateci una speranza. DIMETTETEVI: per tale atto, sicuramente verreste ringraziati ed apprezzati, limpidamente palesereste dignità e senso di responsabilità, con tale atto, finalmente, fareste il bene di questa comunità. Pierfrancesco Greco Consigliere Comunale