Visita guidata

Non porgo l'altra guancia

di Fabrizio Zecca

Mi perdoneranno i visitatori che si erano appassionati alla lettura della prima puntata di C’era una volta la lotta politica (ieri sono stati 467 i click sull’articolo) ma sono  costretto ad interrompere temporaneamente la rubrica per difendermi dagli attacchi vili di persone che rivestono persino ruoli di rappresentanza nelle istituzioni. Non lo faccio mai, mai l’ho fatto, ma non posso fare altrimenti.  Ho speso gli anni migliori della mia gioventù pervaso dalla passione per la politica perché credevo che attraverso la stessa potessi dare il mio contributo alla crescita della mia comunità. La stessa cosa facevo da studente quando ero chiamato a rappresentare gli studenti in seno agli organi collegiali. Compivo un percorso che da ragazzino mi ha visto impegnato in politica con una coerenza che ancora oggi rivendico, sempre con l’umiltà d’imparare a muovermi a destreggiarmi nella società dei “grandi”.  Ho avuto la fortuna di guidare il Partito politico nel quale mi riconoscevo pienamente avendo al mio fianco storici dirigenti che mi hanno trasmesso la voglia di mettere sempre in primo piano il paese anche prima del partito. Avevo solo  25 anni  e quella scuola mi insegnò ad essere solidale con i compagni di viaggio con coloro i quali ero accomunato da un comune intendere il mondo. Ho rivestito per due legislature il ruolo di assessore e vicesindaco del comune in virtù di uno straordinario consenso personale, servendo il mio paese e a detta di tutti, anche dei detrattori più cattivi, qualche piccolo segnale del mio passaggio è rimasto. Ieri ho ricevuto una mail che mi riportava delle parole apparse su Facebook. Il giovane amico che mi ha spedito la mail, mi ha individuato quale destinatario di frasi ingiuriose e irrispettose da parte di un abile e loquace amministratore. Sono stato tentato per un solo momento a pensare che non essendo esplicitato il mio nome non fossero rivolte a me. Ma poi ho riflettuto: e a chi altri se non a me? Ho lasciato passare la notte con l’intento di non accettare le provocazioni, ma al mattino ricevendo delle telefonate che confermavano la stessa impressione del giovane amico, ho dovuto mutare il mio proposito di non cadere nella tentazione di replicare. La cosa più triste di questa bieca vicenda è che a parte l’informazione puntuale ricevuta via e mail e telefonicamente, nulla è stato fatto per insegnare a questo signorino le buone maniere. Questa mente illuminata lascia intendere che chissà da quale angolo remoto del mondo provenga: mia madre è di Cerisano mio padre è un reggino che vive da 50 anni a Cerisano. Senza spulciare l’anagrafe scopro che l’intelligentone non ha nessuno dei due genitori nati nel paese che amministra. Non mi sognerei mai di dargli dello “straniero” ma visto che è di moda essere razzisti probabilmente si è adeguato all’andazzo vergogno della nostra terra di Calabria che ha mostrato il suo lato peggiore proprio in questi giorni. Ho riconosciuto al Sindaco abilità politiche sensazionali qualificandolo come un Fuoriclasse, ma forse Facebookman non crede nella nostra valutazione o si indispettisce per il fatto che ogni tanto per onore di verità ed informazione ricordiamo che si trova indagato insieme ai suoi sodali dalla Magistratura Ordinaria. Il super assessore ha imparato bene la lezione anche se un po’ in ritardo rispettando la parola d’ordine: infangare, infangare, infangare. Qualcuno alla fine ci crederà. Sono fuori dall’agone politico e perdonatemi l’immodestia la mia statura e la mia storia politica sono diverse  per accettare una simile provocazione. In altra epoca dopo aver ricevuto un attacco solo politico (non personale) da parte del mio amico Vincenzo Santelli capo dell’opposizione lo invitai a discutere pubblicamente in una splendida sera di settembre circa le accuse mosse. L’incontro fu moderato dal giornalista della Gazzetta del Sud Francesco Kostner che certo non era mio amico politico e si svolse davanti ad una marea di gente secondo canoni di grande civiltà. Certo altra epoca e altra gente con una storia alle spalle. Tuttavia sarei disponibile ad un confronto pubblico su tutti i temi  che egli stesso vorrà portare alla conoscenza del pubblico. Si scelga un professionista che possa moderare un civile dibattito e se vuole può anche farsi accompagnare dai suoi padrini e suggeritori. Sono arrugginito ma corro volentieri  il rischio. Siccome come dice Lui sono una persona di basso livello il rischio resta tutto mio. Potrebbe essere una buona occasione per scoprire le virtù di questo novello fustigatore.