Storia e tradizioni

Mi candido a patto che.........

La recente corrispondenza apparsa su Cerisano in Rete fra me e il suo editore è stata da qualcuno intesa  a proprio personale comodo. Invece sono costretto a riprendere la penna (ossia i tasti del computer) - cosa che mi costa fatica per questo genere di argomenti - per descrivere con poche parole il mio pensiero sul Direttore del seguitissimo giornale online. E lo faccio riportando un episodio accadutomi qualche tempo fa. Un giorno, un bravissimo operaio di Cerisano, malato di politica, mi disse che si stavano creando le premesse per una mia candidatura a sindaco e mi chiese quali fossero eventualmente i programmi e le condizioni. Risposi che – se proprio fossi uscito pazzo a pensare a queste cose - non avrei avuto  alcun programma ma, eventualmente, una sola condizione: Una giunta formata da sole tre persone: Il sindaco e due assessori. Gli assessori – alla pari col sindaco in quanto a dignità, potere decisionale e di rappresentanza – dovevano essere Franco Caputo e Fabrizio Zecca. Del primo mi piace il suo sogno di una Cerisano proiettata al di là degli angusti confini paesani e regionali,  la sua straordinaria capacità  di intrattenere rapporti a qualsiasi livello al fine di ottenere  importanti finanziamenti per rendere possibile il disegno di un paese dove arte, natura e cultura si fondono con il tenace e appassionato esame dei bisogni della gente. Del secondo la straordinaria competenza di carattere amministrativo, gestionale e politico, la non comune capacità lavorativa, l’amore per ogni cosa che incontra lungo il suo cammino (vedi ad esempio l’esperienza musicale con i ragazzi). Di entrambi mi ha sempre colpito la esagerata onestà sia rispetto a  beni materiali che a quelli intellettuali. Con questi due elementi, il terzo, cioè io, potrebbe stare continuamente in vacanza. Mi sono limitato a dire le cose essenziali, ma credo bastino per far comprendere quanta poca sia la voglia di cimentarmi in questa avventura paventata dal mio amico operaio, ma soprattutto il sentimento che mi  lega a queste persone. Luigi Bilotto

A parte che non ho capito bene se fra i “ragazzi” annoveri anche i “Sognatori” ti devo informare che non potrò offrirti la mia collaborazione avendo chiuso con la politica. L’idea del tuo amico operaio non mi dispiacerebbe affatto, anzi tutt’altro! Certo è che la tua missiva deluderà qualche sciocco che ha speso la sua vita per diventare consigliere comunale senza riuscirvi anche vincendo le elezioni. Mi viene da dire: Povero fesso! Fabrizio Zecca