Storia e tradizioni
Politica, antipolitica e......
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- Pubblicato: Lunedì, 07 Aprile 2008 14:27

Sembra una vita ma sono passati soli 15 anni.Lo sgretolamento della “Prima Repubblica” ha inciso negativamente anche nelle piccole realtà locali. I Partiti erano strutturati secondo i propri statuti, gli organi statutari venivano eletti dal congresso sezionale che si teneva in una sede vera, non la propria cucina di casa o il tinello o la dependance.
Un piccolo filtro serviva all’affermazione di una classe dirigente. Ovviamente non era mai quella che nelle tornate elettorali rivestiva le massime cariche. Per tempo veniva annichilita da scontri fratricidi, o meglio da campagne calunniose, quindi non più spendibile elettoralmente. Le tornate elettorali, parlamentari e Regionali servivano ad individuare le gerarchie nel partito e fra partiti che si apprestavano a creare coalizioni (PSI PCI). I candidati all’interno della lista di riferimento utilizzavano il dirigente locale per la raccolta del consenso, il dirigente locale utilizzava l’eletto per accrescere la clientela, o peggio per millantare un potere inesistente. Procedure discutibili che comunque rendevano viva la battaglia politica. Oggi tutto questo non c’è più. Le sezioni di partito non esistono. La “nuova” classe politica è spesso autoreferenziale, quella eletta si guarda bene dall’invischiarsi in faccende che potrebbero rivelarsi un boomerang in sede di elezioni municipali, salvo menar vanto dopo lo scrutinio delle schede con un conseguente accaparramento di titoli di merito per i risultati raggiunti. Oggi che il sistema della prima repubblica è morto e sepolto, che è stata cancellata l’ideologia, che gli ideali sono stati repressi e mortificati, bisognerebbe votare con lo spirito di valutare le proposte politiche e giudicare le abilità dei candidati nella gestione della cosa pubblica e nell’esercizio del governo. Ma pensate che ciò accade? Il voto più che mai oggi viene organizzato sull’onda di fattori emozionali, spesso costruiti con pratiche Machiavelliche, distorcendo la realtà e alterando la verità. Oggi più che mai si affacciano sulla scena politica i “professionisti” quelli che per mestiere fanno i Sindaci, gli assessori, i consiglieri regionali e i parlamentari. Quelli che vivono di laute indennità. Sono bravissimi nel farsi eleggere e vincer le elezioni. Sono maldestri nel governare, e in malafede, creano danni irreparabili. Quanto detto non serve a cavalcare l’onda dell’antipolitica. Anzi tutt’altro! E’ soltanto l’invito ad una riflessione prima di esercitare il diritto-dovere del voto.