Storia e tradizioni

"Ho vissuto l'umiliazione del Commissariamento della Confraternita"

Intervento di Padre Giovanni Matera

Carissimo Direttore,

al rientro dalla predicazione che mi ha visto in giro per un po' di tempo e in diversi luoghi, apprendo e leggo quanto scritto su Cerisano in rete circa la vicenda di Don Enrico.  Senza entrare nel merito delle affermazioni e dei commenti degli scriventi, devo tuttavia esprimere il mio rammarico per le divisioni e lo spirito di fazione che ancora  regna con veemenza nella comunità cristiana di Cerisano stante a quanto emerge dai medesimi interventi. Credo che di questo occorra dispiacersi veramente e della ferita apportata al Corpo di Cristo. Dio mi è testimone, e credo anche molti fedeli di Cerisano, compresi gli appartenenti alle due gloriose confraternite, di quanto mi sia sforzato nelle mie predicazioni a Cerisano di purificare la devozione mariana da ogni orpello e credenza che poco avevano di cristiano,  ponendo al centro la Parola di Dio e la  genuina dottrina del Magistero ecclesiastico. Dio sa, e di questo ne sono testimoni quanti hanno partecipato alle Novene del Rosario, di come mi sia sempre attenuto alle indicazioni del Parroco della comunità pur contravvenendo  esse molte volte e in molte azioni alle più basilari regole del buon senso e all'insegnamento del Magistero circa il ruolo dei laici nella vita e nella missione della Chiesa. Ruolo che non li vede come dei soldatini di un ipotetico esercito con a capi un generale a cui obbedire ciecamente, ma collaboratori secondo la propria condizione di vita di un'unica missione affidata da Cristo a tutti i battezzati: testimoniare il Vangelo in parole e ancor più in opere. Per anni ho vissuto con la Confraternita del Rosario, e non solo, il disagio di dover realizzare una predicazione secondo i modi, gli orari, le regole e i tempi dettati dal Parroco. Come pure ho vissuto insieme con tanti altri l'umiliazione del Commissariamento non dovuto della Confraternita. Dico non dovuto anche in riferimento all'esito dello stesso, dato che al suo termine il Commissario non solo non ha rilevato niente di irregolare nelle elezioni regolarmente svoltesi, ma ha addirittura dato il suo plauso circa la conduzione della Confraternita. Capisco le ragioni di chi difende ad ogni costo il Parroco e gli accordo anche la buona fede. A queste persone e a tutti coloro che mi leggono chiedo tuttavia di non scandalizzarsi  e di ricordare che la fede non dipende dal legame a tale o tale altra persona ma è un dono di Dio da vivere personalmente e con responsabilità. Allontanarsi da Dio, dalla Chiesa, da Sacramenti per vicende intrise solo di umano credo che significhi non aver capito cosa è la fede. Da che mondo è mondo si sa che ogni cambiamento provoca inevitabilmente divisioni tra coloro che sostengono e coloro che avversano certe scelte, si tratti del trasferimento di un prete bravo o, diciamo così, meno bravo. Ma guai se lasciamo che queste vicende ci allontanino da Dio e dalla sua Chiesa. Si rivelerebbe in questo caso la nostra meschinità e la nostra grettezza di spirito nel far dipendere la fede da fatti ed eventi che hanno molto a che fare con vicende umane e poco con il dono che Dio ha immesso nei nostri cuori. E guai soprattutto a coloro che per interessi personali tentano di strumentalizzare la figura del Parroco accattivandosi la sua amicizia e istigandolo di volta in volta contro i propri "avversari" a seconda delle convenienze! Si converrà che in questo non vi è nulla di cristiano e molto di... diabolico! Il cristiano infatti genera comunione, il diavolo semina zizzania. Tanto volevo dire non per riaccendere polemiche o versare olio sul fuoco, né tantomeno per prendere parte per gli uni o per gli altri, ma per esortare tutti a ritrovare la gioia dell'appartenenza ad una comunità cristiana che è Dio stesso a guidare, anche quando essa si smarrisce nel deserto delle debolezze umane di coloro che la compongono. A padre Vivien e al suo nuovo ministero in mezzo a voi auguro ogni bene nel Signore. A voi tutti cerisanesi auguro di ritrovare tra voi l'affetto e la stima reciproca come cittadini e come credenti per dare una rinnovata speranza soprattutto alle nuove generazioni, ai vostri figli. La Parola del Signore ci ricorda che un regno diviso in se stesso è destinato alla rovina, non può reggersi. Sono sicuro poi, che non farete mancare il vostro affetto e il vostro sostegno a Padre Vivien. A tutti l'Augurio più sincero di un Sereno Natale e un proficuo Anno Nuovo. Il Signore ci ama sempre, e questa è la grande notizia! Su tutti voi e sulle vostre famiglie invoco la benedizione del Signore. Auguri.

Padre Giovanni Matera o.p.