Storia e tradizioni

La scelta razionale di un suicidio collettivo

Godono solo i becchini

Una comunità muore quando smette di sognare, quando smette di pensare al futuro. Può una” quadara”, degli” strinari”, la slitta di Babbo Natale (senza nemmeno la poesia di una vera slitta), rappresentare un progetto per il futuro di questo paese?  La stessa quadara, un tempo rappresentava un punto dei tanti che dovevano servire al completamento di un puzzle di un progetto, giusto o sbagliato che lo stesso fosse. Oggi rappresenta solo l’occasione di raffigurare l’acquisizione di nuovi supporter della squadra vincente, o la possibilità di consentire a qualche sodale di ricevere l’obolo promesso. Un tempo mi arrabbiavo persino a vedere le ingiustizie. Un tempo mi dolevano gli occhi a vedere la disonestà premiata e l’ingratitudine prosperare a danno della lealtà.  Mi era incomprensibile capire come i cortigiani avanzassero e le nullità elette a maestri o potenti.  Non capivo come i peggiori venissero visti con l’aureola degli ottimi. Oggi tutto è più chiaro, trattasi di suicidio collettivo, di una generazione impaurita e incapace di rispondere a sfide nuove. Possibile non si capisca che la base economica di una comunità, è la capacità produttiva e non le elemosine una tantum. Un Festival quale quello delle Serre dovrebbe servire a creare tra i nostri giovani una rete di nuove professionalità tra organizzatori, musicisti eccetera. Diventa solo l’occasione per far lavorare gli amici, a far suonare qualche parente, a distribuire pass o accessi gratuiti, a far credere ai giovani che il non plus ultra è avere cento cinquanta euro, per fare le comparse come aiutanti!!!! Possibile si pensi che la produttività e quindi il premio sia all’interno delle figure impiegatizie di un comune? Ma qual è il rapporto reale tra guadagno e produttività dell’ufficio amministrativo di un qualsiasi Comune? Possibile non si comprenda che a far girare quell’ufficio il cui costo è di centinaia di migliaia di euro, basterebbero poche migliaia per ottenere lo stesso risultato di produttività? E la differenza di tale costo, a chi sono sottratte se non alle famiglie attraverso tasse esose o diminuzione di servizi essenziali? E quando si aumentano artificiosamente i costi di un servizio per accontentare sodali, attraverso assunzioni o forniture , quel costo chi lo paga se non il sistema produttivo? Ma ci rendiamo conto che ormai la prima attività economica di questo Paese la tiene saldamente in mano il potere centrale, con il suo gioco d’azzardo? Gratta e vinci macchinette eccetera. Ma possiamo illuderci di salvare i nostri figli credendo che comunque con i risparmi e la casa dei genitori, loro possano comunque sopravvivere (non vivere). Ma qualcuno sa cosa successe in Argentina o piu recentemente quello che sta succedendo alla Grecia? Niente ha piu valore quando un sistema collassa, né i risparmi, né i beni. Ormai siamo più morti che vivi, e mi chiedo a cosa serve ormai tentare di portare una luce ad una comunità che le luci le ha spente tutte. Una comunità che sembra avere fretta di concludere la sua estinzione, quasi avesse il desiderio irreale di estinzione. Del resto ormai c’è l’assenza di tutto, solo un vecchio benessere che va scomparendo, spalancato sul nulla, inoperoso, inerte, quel nulla aspettando e quel nulla cercando. So già che nessuna parola potrà arrivare al cervello di un sordo. Ho già visto tanti cervelli all’ammasso, ho visto tante teste fare diversamente di come solo un attimo prima avevano giurato di detestare. La verità che diventa sempre più difficile vivere in un anfratto irreale di Paese,sempre più apatico e senza ormai nessun orizzonte. Forse qualcuno è veramente sconnesso dal mondo reale, e vive come in rete, sospeso tra due mondi, uno irreale e l’altro reale, ma il dramma, che quello virtuale è diventato per troppi un mondo reale. E si corre come se ci trovassimo in un videogioco, solo che al primo scontro, ci si rende conto che l’auto era vera, e il morto è li sotto di noi, o meglio siamo proprio noi.  Luciani Luciano