Storia e tradizioni

Pessima figura della maggioranza

La gente protesta e segue l'opposizione.

La luce è fioca come la qualità del dibattito, il pubblico rigorosamente accomodato secondo gli schieramenti presenti in consiglio attende con ansia l’inizio dei lavori, nel luogo reso tetro dalla storia recente, “illuminato” soltanto, da uno splendido Pianoforte “maltrattato” e dai dipinti di Marcello La Neve celebranti l’Unità d’Italia.  Si procede all’appello: la seduta è valida. In sede di approvazione del verbale delle sedute precedenti il consigliere Settino informa il Consiglio, a nome del gruppo consiliare Primavera Cerisanese, di aver depositato un esposto denuncia presso la Corte dei Conti in relazione al Bilancio di Previsione 2011. Il primo punto all’ordine del giorno viene illustrato dal Sindaco Mancina, il quale ha tenuto per se la delega al Bilancio. Giacca chiara, barba curata, voce impostata, rivendica capacità di reperimento di fondi regionali per la realizzazione di un laboratorio multimediale e un sistema di videoconferenza  presso l’Istituto Comprensivo di Cerisano, enfatizzando (come solo lui sa fare) l’operazione. Peccato che a rompere l’incantesimo sia stato il consigliere Zecca, che con dovizia di particolari informa il consiglio e il pubblico che i finanziamenti sono stati richiesti dalla scuola di Cerisano e concessi alla stessa Scuola mediante la presentazione un progetto PO Fesr  Calabria, di cui egli stesso è il docente referente nonchè il progettista (Il progetto riguarda un laboratorio linguistico con l’ausilio del tablet della Apple Ipad 2 n.d.r. apprezzatissimo dalla commissione giudicatrice). Si palesava una marchiana irregolarità nella delibera e il rappresentante dell’opposizione ne richiedeva  il ritiro. Pur ammettendo “l’errore”, la Presidente del Consiglio Comunale, non nuova a questi “colpi di mano”, su insistenza dello stesso Sindaco, passava alla votazione della deliberazione non tenendo conto della richiesta del Consigliere del gruppo “Cerisano Mia” di votare il ritiro del punto. A questo punto il Consigliere Zecca, ravvisando “inagibilità democratica” abbandonava l’aula. Per “solidarietà umana” Di Gioia seguiva la decisione dell’esponente di Cerisano Mia, provocando, insieme, l’abbandono della sala consiliare della stragrande maggioranza del pubblico presente. Due fatti politici sono da sottolineare: la decisione non concordata delle opposizioni di abbandonare insieme l’aula e il modus operandi della maggioranza intriso di boria, alterigia, tracotanza  e consentiteci, del non rispetto della legge.