Storia e tradizioni

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I primi cento giorni della nuova amministrazione

A confermare il giudizio negativo, diffuso, sulla nuova amministrazione portatrice dei vizi registrati nel  decennio appena concluso è il consolidato modus operandi di uffici e politica. La legge, si dice, va interpretata, ma gli eccessi non consentono alcuna giustificazione, nemmeno agli organi di controllo, compresa l’autorità giudiziaria come nel caso delle cause pendenti cui è coinvolto il comune da anni, consentendo agli indagati, inquisiti e rinviati a giudizio di completare senza alcun problema il proprio mandato elettivo. Portatori di consensi personali sono stati sostituiti con affini e germani, anche se sovente vengono avvistati nel palazzo del potere con fare da assessori ombra.  Questa nuova consigliatura nata sotto la stella dell’illegalità con la presenza in consiglio dell’Incompatibile Ivan Greco  ha mostrato tutti i limiti nel rispetto delle norme, dei regolamenti, delle leggi. Infatti, ha disatteso gli obblighi imposti sull’approvazione del bilancio e sull’approvazione del rendiconto di gestione tanto per citare i  casi più evidenti. Il bilancio  è stato approvato dopo la scadenza del 30 giugno quando parte della minoranza in conferenza dei capigruppo aveva rilevato l’anomalia oltre ad annunciare impegni professionali e familiari che magari hanno provocato lo slittamento, voluto e cercato, del consiglio. Per quanto riguarda il rendiconto di gestione non se ne parla ancora viaggiando con oltre 4 mesi di ritardo. I fidi scudieri responsabili degli uffici fanno il resto. A seguito della comunicazione della disponibilità degli atti, da parte del Sindaco, il consigliere Zecca si è recato in Comune per la visione e il ritiro dei documenti.  Il solerte ufficio finanziario sbugiardando la lettera del Sindaco, informava il consigliere che non erano ancora pronti (fatto salvo un improbabile schema di deliberazione) ritenendo, udite udite , altresì che il parere del revisore dei conti (anche questo mancante) potesse essere rimandato al momento della convocazione del consiglio. Ma l’istituzione non dovrebbe rappresentare il baluardo della legalità? Poveri cittadini! Continua