Storia e tradizioni
Disturbi neurovegetativi.
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- Pubblicato: Mercoledì, 20 Aprile 2011 04:25
In "primavera" più frequenti
Appare evidente che la presentazione delle liste non è stata una festa per tutti. Il volantino col bollino verde acido, fatto girare in paese, conferma tale tesi. Un distillato di cattiveria, di speranze tradite e attese deluse. Persino il lessico denota un concentrato di rabbia che gli elettori sapranno certamente interpretare, discernendo il torto dalla ragione. E’ evidente che le ultime candidature della lista “Cerisano Mia” hanno creato più di un problema all’amanuense che ha confezionato il volantino, pubblicato e affisso con tanta solerzia, il giorno dopo la presentazione delle liste, prima ancora della pubblicizzazione della lista stessa. Ovvio, interessa più la polemica elettorale. Nel corso di questi mesi di preparazione alle elezioni, il ritornello ridondante del candidato Di Gioia circa la richiesta di opporsi unitariamente alla lista di Ivan Greco e Salvatore Mancina, verosimilmente proveniente da settori ampi della popolazione, era quello legato all’indisponibilità dei sostenitori della candidatura di Zecca a qualsiasi dialogo. Niente di più falso, viste le reiterate richieste di svolgimento delle primarie non accettate dai “virgulti primaverili” che si sono ritrovati appassionatamente insieme, ai nastri di partenza, con una parte dei responsabili del disastro amministrativo di questi anni, scacciati da Ivan Greco col marchio di impresentabili. Alla luce di quanto accaduto, risulta chiaro che non ci sono e non c’erano elementi per stare insieme se non quello di vincere facilmente (?) le elezioni, per sconfiggere Ivan Greco. A più riprese e per ogni candidato i tentativi d’interferenza si sono moltiplicati con l’avvicinarsi del giorno della presentazione delle liste. Il dottor Vincenzo Greco non è stato il solo ad essere avvicinato, sconsigliato, messo in guardia dal partecipare alla consultazione elettorale. Pietro Reda ha subìto lo stesso “trattamento” dopo aver divulgato sulla stampa l’adesione al progetto politico “Cerisano Mia” di Fabrizio Zecca. Il pellegrinaggio presso l’azienda di famiglia del consigliere comunale mirava a mettere fuori gioco il “candidato” arrivando ad offrire persino la poltrona di Vice Sindaco al fratello, finanche senza candidarsi. Più insistenti le pressioni su Vincenzo Greco, sull’affermato chirurgo la strategia utilizzata puntava a rendere inopportuna la sua scesa in campo. La candidatura di Vincenzo James Greco è apparsa subito come una candidatura al servizio del paese, lontana dalle incrostate logiche politiche. Una candidatura proveniente dalla società civile impegnata nel sociale e pronta ad offrire il personale e sincero contributo alla rinascita del paese. Una candidatura forte, indubbiamente. Bisognava tentare di annullarla. L’argomento scelto, fra gli altri, era quello della possibilità di mettere insieme tutti sperando in una chiusura netta di Fabrizio Zecca da additare in seguito come responsabile unico dell’operazione fallita. Così non è stato. Fabrizio Zecca ha dato ampio mandato al “suo” candidato di sondare la veridicità degli intendimenti, che è arrivato ad incontrare il Di Gioia senza interporse persone. E’ apparso subito evidente che non c’era la voglia di giungere ad un accordo fra le parti anche per impostazioni politiche, programmatiche e comportamentali diametralmente opposte. Le determinazioni finali non sono piaciute a tutti, ma era scontato che finisse così.