Storia e tradizioni

Tutto per il potere

Stessi mandanti, medesimi esecutori.

Il campanello è udibile fin dal cancello della villa che si affaccia sulla strada in discesa. Due rintocchi, due toni diversi. Lo scatto del pistoncino elettrico invita la squadra della morte ad entrare in casa. L’austero androne della residenza borghese, diventa scenario idoneo per la consumazione del delitto perfetto. Sanno di potere avere successo. Sanno di potere compiere la missione. Sono accumunati dallo stesso colore di capigliatura: bianca o grigio trasandato, oltre che spinti dal medesimo senso del potere.

Si ritrovano di nuovo insieme, dopo 10 anni, a combattere lo stesso nemico. Si ritrovano in un tentativo estremo di far fuori il candidato scomodo. In questi dieci anni hanno banchettato sullo stesso tavolo, hanno svuotato la dispensa, hanno dato fondo alla cantina. Hanno fatto finta persino, negli ultimi tempi, di combattere lo “strumento” del quale si sono serviti dieci anni fa e poi ancora cinque anni fa impedendo a personaggi scomodi di svolgere un lavoro al solo servizio della comunità. Per loro non esiste il concetto di comunità esiste il concetto di “amici” nella sua accezione di “branco”. Il tentativo di sbarazzarsi del “nuovo” strumento era necessario per convincere chi aveva deciso di offrire la propria persona per una giusta causa. Alla fine le pressioni sono state tali da convincere il malcapitato a desistere, salvando a malavoglia l’animale sacrificale che non è certo un agnello, ma neppure un leone, forse un lupo in gabbia. Corsi e ricorsi storici che ci fanno comprendere mandanti ed esecutori. Sempre loro, sempre gli stessi. Ancora di più arrabbiati e cattivi, impauriti dal vento che sta cambiando. Per davvero!