Storia e tradizioni
Catastrofe Sersale
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- Pubblicato: Mercoledì, 23 Febbraio 2011 05:51
Colpevoli e conniventi insieme appassionatamente
Sotto le pressioni del sottoscritto, e dei componenti della Fabbrica di Niki, che hanno voluto condividere questa battaglia di generosità, e di desiderio di rivalsa per questo territorio, alla fine qualcosa si è mosso dalle parti del Palazzo non trasparente di via S. Pietro. < Il Comune incalzato dalle interrogazioni di Pierfrancesco Greco, dalla raccolta di firme dei componenti la Fabbrica di Niki, alla fine tenta di mettere una pezza> ; questo avrebbe dovuto essere il titolo dell’articolo di stamattina sul quotidiano. “Solo che la pezza, è peggio del buco”; emergono da questo tentativo, dati ancora più terrificanti, e ci prendono dubbi ancora più preoccupanti. L’Ufficio Finanziario, in data 30 /11/2010, come appreso dalla stampa, avvisa il Sindaco, il vicesindaco, la Giunta, il Segretario Comunale, che la società aggiudicatrice del Sersale non ha mai pagato un centesimo di quanto pattuito. Come mai dopo due anni ci si sveglia e si aprono gli occhi? avrà avuto peso le interrogazioni del Consigliere Greco del 7 ottobre? Avrà avuto importanza il convegno sul Palazzo del 21 11 2010 ? avrà creato tensione la raccolta di firme che nel Paese si andava ad effettuare con i ragazzi della fabbrica di Niki?: noi crediamo di si! Ma dalla stampa apprendiamo qualcosa di più, qualcosa che mai avremmo voluto apprendere; la società che gestisce il Palazzo, oltre a non pagare, risulta non essere iscritta a ruolo TARSU, risulta usufruire della luce, con un contatore intestato al Comune , risulta usufruire del gas, facendolo pagare ai cittadini di Cerisano, risulta consumare acqua, sempre senza aver perfezionato alcun contratto di fornitura. Due anni per pervenire a un risultato, che abbiamo denunciato dal 2008, anno del bando. A questo punto chiediamo, alle autorità interessate dalla lettera del funzionario, cosa hanno fatto da quanto hanno appreso delle notizie in questione. Una riunione? Noi chiediamo quale atto amministrativo hanno prodotto; hanno provveduto a inviare accertamento per la tarsu evasa corredata da sanzioni e interessi? Hanno provveduto a dare mandato ad un legale per la messa in mora per il canone non pagato? Hanno attivato i processi necessari, anche attivando l’Agenzia delle Entrate per comprendere il volume d’affari sottratto alla percentuale da contratto del 7 % ? Hanno provveduto a interrompere con l’Enel il contratto di fornitura e lo stesso con l’Italgas? Hanno provveduto a bloccare le forniture di acqua fino al perfezionamento del contratto? Questo chiediamo, per rispetto ad una comunità, che già provata da una crisi generale deve subire l’affronto di dover pagare anche per consumi di imprese che ne hanno in uso i beni. Questo chiediamo per rispetto ai tanti commercianti e artigiani, che sono regolarmente iscritti alla Tarsu, e hanno il contratto di fornitura idrica, e si pagano da soli Luce e Gas; imprenditori a cui questa amministrazione, ha avuto l’affronto persino di proporre la tarsu a 5 euro a metro. VERGOGNA. A questo punto attendiamo ancora, che altre autorità che leggano, si attivino per comprendere cosa è successo con questa vicenda che parte da un bando su un bene, a cui esiste una interrogazione al Consiglio Regionale, per chiarirne la legittimità dell’atto stesso. In questi giorni il Presidente Scopelliti mi ha comunicato la disponibilità a ricevere le nostre firme e le nostre domande, personalmente . Il Presidente ci ha detto che darà attenzione alle nostre domande per dare quella risposta che la comunità e i giovani vivi e con passione per questo territorio attendono. Luciano Luciani