Storia e tradizioni

Le parabole del Signor Lù

Rivelazioni di un assessore inviso ai potenti

LA COOPERATIVA CERISANO (2001)

La primavera del 2001, si era conclusa con la possibilità, ad una nuova amministrazione, di governare il paese. Tra le iniziative che avevo messo in campo, vi era stata la nascita della prima cooperativa di lavoratori, totalmente autogestita. La scelta dei componenti della stessa era stata fatta, non in base a motivi di parentela o di affinità elettorali, ma solo in base alla necessità degli stessi di lavorare. Il primo lavoro che affidai, verso settembre, fu la pulitura delle grigie del Paese, che non essendo pulite da lustri, spesso alle prime piogge, facevano si che l’acqua invadesse persino abitazioni (vedi la bottega del calzolaio). Verso fine dicembre a causa di una copiosa nevicata, a differenza di quello che succede oggi, la cooperativa, con le sue tute arancione, si era sin dalla mattina dedicata a spalare la neve nel paese e soprattutto ad aiutare gli anziani e le famiglie, per alleviare l’emergenza. Prima di Natale, mi recai presso l’ufficio tecnico, per far pagare ai lavoratori, le giuste spettanze per il lavoro svolto. Ebbene, questo signore negò di essere a conoscenza che la cooperativa avesse lavorato, e negò alla stessa qualsiasi somma. Non mi soffermo se era giusto o sbagliato non pagarle, ma per una persona volenterosa, alla prima esperienza, quello era il primo colpo assestato per piegarmi ai desideri di una certa zona d’ombra che lavorava dietro le quinte della politica da almeno 20 anni. Se penso a quello che successe dopo con la gestione contabile e finanziaria, è chiaro che penso, che quella azione a mio parere contro gente inerme e incolpevole, fosse scientificamente messa in atto, senza tenere conto della comunità, ma con il solo obiettivo di piegare la mia innovativa determinazione. Sfortunatamente per qualcuno, una cosa è la cattiveria, altra è la bontà, come altro ancora è la capacità; e spesso si trova gente preparata, non intimidibile, non acquistabile e non ricattabile. La cooperativa fu pagata a febbraio, e nemmeno feci passare i soldi dall’ufficio tecnico.

I TERMOCONVETTORI ALLE SCUOLE (2002)

Venni chiamato ai primi freddi, dal Dirigente scolastico delle elementari di Cerisano, mi sembra si chiamasse sig. La Manna che allora abitava a Cerisano. Mi precipitai immediatamente nel suo ufficio, e questi mi spiegò delle difficoltà di alcuni ambienti in cui i ragazzi facevano doposcuola a raggiungere temperature normali. Uscito dalla scuola, mi recai dai F.lli Reda, che immediatamente già nel pomeriggio, avevano provveduto a montare negli ambienti segnalatomi dal Dirigente, alcuni termoconvettori elettrici. Il giorno dopo, i dirimpettai della scuola media, specificatamente uno che non nomino, invece di chiedere magari lo stesso trattamento per la scuola media, andò da due assessori più vicini politicamente per trascorsi, e si lamentò talmente tanto, che i due assessori si arrabbiarono come due jene, non perché avessi preso i termoconvettori solo alle elementari, ma perché lo avessi fatto senza concordare con loro. Rimasi talmente interdetto da questo modo di agire di questi, che ne rimasi cosi scosso, che decisi di pagarli io stesso quei convettori, come Reda potrà testimoniare. Eppure in quel periodo ero anche dirigente dell’ufficio finanziario e quindi con potere di spesa. Gli stessi negli anni successivi si distinsero per la capacità di spendere decine di migliaia di euro senza autorizzazione che puntualmente la Giunta sanava. Io che potevo spendere per non sentire gli striduli gridi della invidia, del risentimento immotivato, della gelosia, preferii pagare io, con i miei soldi, con i soldi della mia famiglia. Quale differenza morale! se vedete quei convettori alle elementari, pensate alla storia di chi amava i bambini e cercava di fare il suo dovere e chi amava solo se stesso e pensava solo alle proprie egoistiche carriere.

Luciano L- Buon Natale!