Storia e tradizioni
Cerisano senza amministrazione
- Dettagli
- Pubblicato: Venerdì, 03 Dicembre 2010 08:38
Mai, si era caduti così in basso.
Il festival degli errori ha caratterizzato la settimana politica di quello che è rimasto dell’amministrazione comunale guidata da Franco Loris Greco. Cerisano in Rete, il 1° dicembre, commentando la notizia della seduta consiliare deserta del 30 novembre, ha pubblicato una sentenza del Tribunale Amministrativo della Puglia, circa l’impossibilità, per il consiglio, di deliberare su variazioni di bilancio dopo il 30 novembre. Ieri sera, probabilmente, la maggioranza avrebbe provato a forzare la mano violando la legge (è stato necessario un conciliabolo durato poco meno di un’ora per chiedere lumi verosimilmente a qualche esperto parente), ma, avendo commesso un altro madornale errore per non aver notificato l’atto di convocazione ai consiglieri assenti nella seduta del 30 novembre, è dovuto soccombere alla richiesta del consigliere d’opposizione Pierfrancesco Greco (e Guido per quanto comunicato nel blog) che ha chiesto la sospensione del consiglio comunale “abusivo” con riferimento appunto alla sentenza e all’incredibile fatto della non convocazione dei consiglieri assenti alla prima seduta. Sorgono, a questo punto, dubbi sulla legittimità del Sindaco di continuare ad amministrare il paese. In occasione della deliberazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio che doveva avvenire entro il 30 settembre, per la quale è stato necessario l’intervento coatto del Prefetto di Cosenza, il consiglio comunale, a maggioranza, ha deliberato il persistere degli equilibri di bilancio (equiparata dal legislatore all’approvazione del bilancio) in disprezzo della documentazione che l’opposizione produceva su poste di bilancio verosimilmente false. Gli amministratori si appellavano alla possibilità di risolvere il problema, forzando ancora una volta la mano, in sede di assestamento del bilancio (cioè entro il 30 di novembre). Questo non è successo e non potrà mai più accadere perché fuori tempo massimo, perché in palese violazione della legge vigente. Appare manifesta una condotta sciagurata pregna di un’evidente inettitudine politica che ha caratterizzato il modus operandi dell’amministrazione comunale che da dieci anni siede in municipio. Appare indiscutibile una propensione ad operare a limite dell’illegittimità e dell’illegalità tanto da inanellare diversi rinvii a giudizio da parte della magistratura ordinaria e continui richiami da parte della magistratura contabile. Appare lampante che l’amministrazione abbia operato contro il paese. Appare significativo, invece, che nessuno abbia risposto al “fuoco” del “Sindaco dalla querela facile” anche se il Falso Ideologico (art. 479 C.P.) è perseguibile d’ufficio.