Storia e tradizioni
Solidarietà parlata
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- Pubblicato: Lunedì, 29 Novembre 2010 07:43
Meglio il fare del dire
L’analisi semantica del termine solidarietà offre diverse interpretazioni. Se è vero che insieme possono rendere comprensibile il significato della parola secondo la linguistica italiana, separatamente denotano degli aspetti quantomeno interpretativi nei quali l’individuo si ritrova o meno. Prendendo per buone le definizioni dei più comuni dizionari della lingua italiana apprendiamo che per i linguisti la solidarietà è: il senso di partecipazione alle difficoltà delle sventure altrui, o ancora, qualità, comportamento di chi è solidale con altri. Significativa invece la definizione seguente: legame che unisce più individui, in rapporto a una concordanza di idee, di aspirazioni e alla volontà di sostenerle in comune. Ognuno si può ritrovare nella “sua” di definizione. Anche se l’ultima sembra la più in voga al momento. Per noi solidarietà è stare dalla parte dei deboli, di chi soffre, del bisogno, di dare senza ricevere, dove l’unico egoismo si esplicita nella gioia di poter dare. A noi interessa costruire una società dove il bisogno sia sostenuto dalle opportunità, dalle occasioni, dai servizi, dal dovere delle istituzioni. Spesso, invece, il bisogno è “provocato” per organizzare ed ingraziarsi una clientela e soprattutto per creare sudditanza. La filosofia e la storia ci insegnano che già i filosofi della Grecia antica hanno divulgato le loro interpretazioni speculative del concetto di solidarietà, del concetto di diritti degli uomini. Rischiamo di diventare impopolari affermando che sovente la solidarietà è più un egoismo che un altruismo. Ma noi siamo fatti così non raccontiamo bugie né tantomeno usiamo millantare credito. Ci piace pensare ed esporre il nostro pensiero per una condivisione o per una critica nel rispetto proprio di una società solidale dove trovano cittadinanza posizioni diversificate. Con le bugie e con l’opportunismo non si crea una società senza deboli, tutt’altro, la politica dovrebbe operare per creare condizioni diverse per dare a chi ne ha bisogno diritti e certezze non incognite. Appunto, la politica. A tal proposito provano a tamponare le falle di un sistema incrostato e spegiudicato una miriade di associazioni, di onlus che suppliscono alle istituzioni latitanti che non prevedono nei loro bilanci e nella loro azione amministrativa un solo centesimo per il "sociale". Ma forse senza bisogno non ci sarebbero i clienti e senza clienti non ci sarebbero voti e prebende.