Storia e tradizioni

Buongiorno. Che fare?

Riflessioni notturne sul futuro della nostra comunità

Quanto accaduto in questi giorni, ad iniziare da giovedì sera, in consiglio comunale, ove ha nuovamente trovato palesamento la tracotanza di un potere che sta emettendo rabbiosamente gli ultimi rantoli, la pertinace difesa dei fallimenti amministrativi degli ultimi due lustri, la sistematica irrisione degli avversari  e delle regole, manifestata nuovamente tre giorni fa con l’approvazione dello “squilibrio di bilancio”, ennesimo sberleffo consumato nei confronti delle più elementari procedure contabili, dei cittadini e del buonsenso, mi ha indotto, questa notte, a riflettere, in ordine alle soluzioni da trovare al fine di contribuire a salvare questo nostro paese, traendolo fuori dal buco nero in cui è stato ignominiosamente scaraventato dalla comitiva attualmente bivaccante nella stanza dei bottoni. Un bivacco, che ha prodotto disfunzioni,

danni, guasti alla struttura, soprattutto, finanziaria dell’Ente, afferentemente ai quali, l’amministrazione che, in primavera, entrerà in carica dovrà, necessariamente, intervenire in maniera decisa ed efficace: non ci sarà margine d’errore, dovendo rimediare allo sfacelo contabile che ci si troverà di fronte, evitando, nel contempo, che il riordino della situazione finanziaria comporti: 1) sacrifici eccessivamente gravosi per i cittadini; 2) trascuratezza di un territorio già dissestato;  3) ulteriori sommovimenti all’interno della macchina amministrativa, a spese, magari, di chi lavora nell’ambito del’organismo comunale. Risulta chiaro, che interventi di questo tipo, e di tale portata, potranno essere pianificati, e sollecitamente attuati, solo da un’amministrazione consapevole della gravità della situazione: una consapevolezzaconoscenza dell’istituzione comunale, dei suoi più minuti meccanismi, e nella capacità di reperire quelle risorse extracomunali propedeutiche ad una meno ardua e faticosa ricostruzione strutturale dell’ente, non solo economicamente, ma anche territorialmente, politicamente, culturalmente e socialmente, infondendo, nella nostra cittadinanza, quella fiducia, quell’entusiasmo, quella vitalità, che ci permetteranno di affrontare con successo le sfide del domani. Insomma, in poche parole, fondamentale, nel processo di rinascita della nostra cara Cerisano, sarà l’esperienza, unita alla capacità, all’intelligenza, alla passione di quelle donne e di quegli uomini, che, negli anni, sono maturati ricordando i fasti del passato, vivendo la decadenza del presente, sognando la palingenesi, il nuovo inizio, il nuovo soledell’avvenire; quelle donne e quegli uomini, che, in questi anni plumbei, non hanno abbassato la testa, che hanno lottato, rifuggendo da calcoli e tatticismi particolaristici, vivendo con coraggio, coerenza, ed anche sofferenza, il quotidiano confronto con le logiche del clientelismo, dell’affarismo, del trasformismo, del rampantismo: quelle logiche, che si nutrono di parole, di promesse, di apparenze; quelle logiche, che, con le parole, con le promesse, con le apparenze, cercano di celare la loro natura gattopardesca e, sostanzialmente, conservatrice; quelle logiche verbalmente nuove, ma sostanzialmente vecchie; quelle logiche, che è necessario abbattere, estirpare, definitivamente, dal nostro tessuto connettivo. A questo ho pensato questa notte, su questo tornerò presto, di questo si deve iniziare a parlare subito.Pierfrancesco Greco Consigliere Comunale