Storia e tradizioni
Perchè le primarie
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- Pubblicato: Mercoledì, 29 Settembre 2010 04:54
Il consigliere Pierfrancesco Greco per le primarie
La proposta, lanciata ieri dai Compagni della neonata Fabbrica di Nichi, di affidare la scelta del candidato a Sindaco, facente capo allo schieramento, attualmente composito, delle opposizioni, al pronunciamento popolare, attraverso le elezioni primarie, costituisce, a mio parere, l’elemento, o meglio, l’intuizione più originale emersa contestualmente al dibattito da tempo apertosi a Cerisano in merito ad una questione di piramidale importanza per il futuro del nostro paese, quale, appunto, quella di garantire, in una prospettiva unitaria, una valida, autorevole e, soprattutto, effettiva alternativa all’inameno modello amministrativo oggi dominante; un’alternativa che, partendo da una base programmatica alta e di spessore, dovrà necessariamente essere guidata da una figura, da una personalità collettivamente legittimata ad assumere la leadership di quel vasto movimento d’opinione che, in maniera sempre meno velata, chiede un radicale cambiamento, una svolta concreta afferentemente all’infima condizione in cui la nostra realtà socio-territoriale è stata precipitata dalle sciagurate scelte gestionali di una maggioranza politicamente senza idee, senza programmi, senza pudore. Deficienze politico - progettuali, queste, da cui la squadra, la nostra squadra, quella che oggi si oppone all’attuale amministrazione e che domani sarà chiamata a risanare i guasti, da essa prodotti alla nostra comunità, deve necessariamente rifuggire, perseguendo, come sopra accennato, soluzioni unitarie ed evitando di cedere alla tentazione di seguire orientamenti autonomistici o, peggio, trasversalmente onnicomprensivi, palesemente non congrui con quelle che sono le SENSIBILIA’, solidamente RADICATE E DISTINTE, politico-ideali presenti nell’agorà sociale locale. Un rischio, questo, che sarebbe agevolmente scongiurato ricorrendo alle primarie, che, a mio parere, potrebbero essere funzionali, quindi, non solo alla designazione, popolarmente condivisa, e, quindi, realmente legittimata, del nostro candidato alla carica di Sindaco, non solo al raggiungimento, di quella tanto agognata unità delle Opposizioni, costituente l’unica strada sensatamente percorribile, in un’ottica avente come prioritario l’interesse per la comunità e non altri fattori, ma determinerebbe anche la decantazione del nostro schieramento da ogni ambiguità, da ogni trasversalismo, da ogni personalismo, da ogni umoralità. Penso, infatti, che un metodo di scelta democratico come le primarie, renderebbe idiosincratica l’eventuale presenza, tra le nostre fila, di individualità non organiche al principio base, a cui noi siamo storicamente legati e verso cui dobbiamo obbligatoriamente tendere, ossia il continuo perseguimento dell’interesse collettivo; individualità, si diceva, che, non accettando, prevedibilmente, tale trasparente criterio di designazione, o in ogni caso, un eventuale esito configgente con i loro intendimenti, si porrebbero automaticamente fuori dal nostro progetto, permettendoci di far chiarezza al nostro interno e di proseguire con rinnovato slancio, forza, entusiasmo il nostro cammino di rinnovamento politico e amministrativo. Le primarie renderebbero questo cammino meno arduo, a condizione che i relativi parametri organizzativi ed attuativi siano sapientemente rapportati alle specificità di un microcosmo paesano, quale quello cerisanese, refrattario, purtroppo, alla concettualizzazione partitico-ideologica classica e, come è stato possibile, peraltro, dedurre da quanto scritto finora, maggiormente proclive alla polarizzazione di schieramento (sedimentatasi in anni di lotte politiche) basata su riferimenti ideali endogeni, di carattere tendenzialmente civico: ecco perché, come ho già avuto modo di affermare ieri, al fine di evitare scenari paradossali, il criterio stante alla base delle candidature alle NOSTRE primarie dovrà, a mio parere, avere come discriminante non tanto la tradizionale concettualizzazione partitica, propria delle grandi realtà nazionali o territoriali, quanto, soprattutto, la rappresentatività su base locale, che i vari aspiranti leader saranno capaci di portare in dote: la rappresentatività, o meglio, l’appartenenza, inerente ai valori di riferimento, come progresso e crescita sociale, interesse comunitario ed efficienza amministrativa, partecipazione ed inclusione, che da anni sono patrimonio del bagaglio ideale insito al nostro schieramento, in ossequio al quale, oggi, ci opponiamo a questa amministrazione e sul quale intendiamo costruire il paese di domani. Ce la possiamo fare: basta avere un po’ di buona volontà, basta mettere da parte ogni personalismo, basta, in definitiva, pensare a tutto ciò che di grande, bello, efficiente possiamo fare insieme. Quella grandezza, quella bellezza, quell’efficienza, costituente l’obiettivo, il Sogno supremo, che noi tutti, Amici e Compagni delle opposizioni, siamo tenuti a realizzare.